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Autore: Lucia Garasto

Sauris: storia, territorio e prodotti tipici

In questo articolo andiamo alla scoperta di Sauris, un incantevole borgo situato nelle Alpi Carniche, in Friuli. Questo territorio si distingue per la bellezza dei suoi paesaggi e per la sua identità unica.

Leggi l’articolo per scoprire la storia, il territorio e i prodotti tradizionali di Sauris!

Territorio, storia e curiosità su Sauris

La storia di Sauris, conosciuta come Zahre nella lingua locale, ha inizio con una leggenda. Questa narra di due soldati giunti dall’Austria che trovarono rifugio in questo territorio, cercando un luogo dove poter vivere serenamente. Anche secondo i dati storici i primi abitanti di Sauris arrivarono nel XII secolo migrando dalle vicine valli dei paesi germanofoni.

La prova di ciò è data anche dal fatto che la lingua saurana, che ancora oggi si parla nel territorio oltre all’italiano e al friulano, richiama il tedesco antico parlato nel XII secolo. Questa lingua è molto interessante ed è anche tutelata dallo Stato e dalla regione del Friuli Venezia Giulia!

Il territorio
Il borgo di Sauris è circondato da valichi e monti ed è formato da due nuclei principali: Sauris di Sopra e Sauris di Sotto. Questo borgo alpino, costellato da malghe e pascoli, è situato tra i 1000 ed i 14000 m di altitudine.

Uno degli elementi caratterizzanti del suo meraviglioso paesaggio naturale è il Lago di Sauris, un lago artificiale creato negli anni ‘40 per fini idroelettrici.

Sauris è il luogo ideale per gli amanti della natura, sia per chi è alla ricerca di un soggiorno tranquillo, immerso nella bellezza dei paesaggi delle Alpi Carniche, sia per chi è amante delle attività adrenaliniche! Infatti, non dimentichiamoci della Zipline di Sauris, un’esperienza mozzafiato che permette di attraversare panorami suggestivi volando in mezzo ai boschi e sopra il lago.

Cosa visitare? Le attività da fare sono tantissime! Ad esempio, puoi visitare la Chiesa di S. Lorenzo, una tipica chiesetta alpina in stile gotico tedesco che ospita un importante altare del Cinquecento. Altrimenti, a Sauris di Sotto, nel Santuario di S. Osvaldo si conserva un prezioso altare a sportelli di legno intagliato, dorato e dipinto, risalente al 1524.

Inoltre, a Sauris sono molto presenti le tradizioni artigiane dell’intaglio del legno e della tessitura artigiana. Dunque, ti consigliamo di far visita ad alcune delle antiche botteghe artigiane per riscoprire le bellissime creazioni del luogo.

Scopri di più sul territorio e sulle numerose attività da fare, qui.

I prodotti tipici

Parliamo ora della gustosa cucina tradizionale che trovi nel territorio, caratterizzata da sapori unici e gustosi.

Uno dei prodotti di punta è sicuramente il prosciutto crudo di Sauris, uno squisito prosciutto crudo leggermente affumicato secondo la ricetta della tradizione saurana. La base della sua unicità è la tecnica di affumicatura, praticata dai fondatori del borgo, che prevede un’affumicatura dolce, effettuata esclusivamente con essenza di legno di faggio.

Oltre al prosciutto, puoi trovare degli ottimi formaggi di malga, come la ricotta affumicata, tipica della Carnia, che viene servita con la polenta. Scopri di più sulla ricotta affumicata della Carnia nel nostro articolo dedicato, qui.

A Sauris è anche possibile gustare la tipica birra artigianale, la Zahre Beer, integrale, non pastorizzata né filtrata. Il segreto del gusto unico di questa birra è l’acqua del territorio, che arriva fresca e ricca di sali minerali, sgorgando direttamente dalle sorgenti del luogo.

Sono davvero numerosi i prodotti tipici, dai formaggi di malga, ai caprini, le fragole, i frutti di bosco e le erbe aromatiche.

zea trota affumicata saurisUn altro prodotto imperdibile è la trota affumicata, allevata in modo sostenibile e naturale nelle acque di risorgiva, che le conferiscono qualità organolettiche uniche. Continua a leggere per scoprire di più.

La trota affumicata di Sauris

Zea è la trota affumicata di Sauris, una trota 100% friulana che viene allevata ponendo una particolare attenzione all’ambiente.

Perché si chiama Zea?
La parola “zea” nella lingua saurana suona come “lago”, infatti questa trota è prodotta davanti al lago, nella località di Maina.

Per parlare di Zea, è necessario introdurre prima il produttore…

La storia di Zea
Il progetto Zea nasce quando l’Azienda Agricolo Ittica Sigalotti individua nell’affumicatura la lavorazione più adatta per creare un prodotto che unisca la natura integra e il valore della cultura locale.
Dal lancio del marchio “Vecchio Mulino”, il progetto acquisisce un grande successo sia in Italia che all’estero. Successivamente, viene deciso di portare il laboratorio di affumicatura a Sauris, il luogo ideale per permettere alle carni della trota di arricchirsi grazie all’antica sapienza dei produttori del luogo e all’unicità della natura incontaminata.

fr sigalotti zea trota affumicata di saurisL’Azienda Agricolo Ittica Sigalotti, fondata nel 1962 da Silvestro Sigalotti, oggi è gestita dai figli Giuseppe e Silvano, che proseguono con passione l’attività di famiglia.

L’impianto di troticoltura è situato nel Borgo Siega e utilizza le acque della “Roggia Versa”. Queste acque sono caratterizzate dalla loro purezza e favoriscono l’allevamento della trota, attuato con pratiche sostenibili, con un’alimentazione di qualità e nel totale rispetto del prezioso ambiente di risorgiva.

Viene posta una particolare attenzione verso la sostenibilità ambientale e la qualità del prodotto.
Infatti, per la produzione della trota affumicata, i produttori si impegnano a seguire le seguenti regole:

  • gli impianti sono collocati in zone di risorgiva, con qualità e proprietà delle acque ideali per lo sviluppo della trota;
  • viene impiegata acqua a temperatura costante;
  • è mantenuta una bassa densità di trote negli impianti;
  • viene effettuata la rotazione e la pulizia delle vasche, per mantenere una corretta igiene e per mantenere il controllo della risorsa idrica;
  • viene favorita l’ossigenazione naturale delle vasche;
  • la trota viene alimentata a vista, in acque limpide, con farine di pesce e vegetali.

Tutte queste pratiche permettono l’allevamento di un prodotto genuino e di qualità, nel rispetto dell’ambiente.

Le caratteristiche della trota affumicata di Sauris
La carne della trota è morbida e delicata, perfetta per l’affumicatura! Questo prodotto nasce dalla necessità di conservare il cibo più a lungo e viene valorizzato da accurati processi di lavorazione e 3 differenti tipi di affumicatura, che esaltano le caratteristiche organolettiche uniche del prodotto.

Dal punto di vista nutrizionale è ricca di proteine, acidi grassi polinsaturi, specialmente gli omega-3, ferro, sali minerali, fluoro, iodio e zinco.

rachSul nostro sito puoi trovare Rach, un filetto di trota affumicata a freddo a una temperatura di 25°C, perfetto per chi ama l’affumicatura più decisa.

È ottima da aggiungere in antipasti e crostini, tagliata a striscioline nelle insalate o abbinata a verdure, come le zucchine. In alternativa, può essere gustata in purezza, come carpaccio, con un filo di olio extra vergine di oliva e un po’ di limone.

In conclusione, Sauris è una destinazione imperdibile per chi è alla ricerca di un soggiorno immerso nella natura, nelle ricche tradizioni del luogo e accompagnato da prodotti tipici locali unici!

Scopri Faedis: fra castelli medievali e antichi vigneti

Il comune di Faedis, situato ai piedi dei Colli Orientali del Friuli, è un luogo che incanta i suoi visitatori grazie al suo fascino medievale e al suo paesaggio naturale. A Faedis, ci si immerge in un ambiente ricco di storia e natura, in cui è possibile perdersi fra ville storiche, castelli e antichi vigneti.

Leggi l’articolo per scoprire il territorio di Faedis e l’unicità del suo prodotto di punta, il rinomato Refosco, un vino rosso friulano dal colore intenso e dal sapore fruttato, che rappresenta l’unicità del territorio ed è capace di evocare le atmosfere medievali di Faedis.

Il territorio di Faedis, tra castelli e vigneti

Il comune di Faedis è formato da diversi borghi, si estende ai piedi dei Colli Orientali del Friuli ed è attraversato dal torrente Grivò per tutta la sua lunghezza.

faedis territorio azienda agricola Di Gaspero Falvia & Umberto
Faedis, territorio Az. Agr. Di Gaspero Flavia & Umberto

Nel territorio è possibile fare diverse escursioni per rilassarsi e godere della bellezza del paesaggio naturale che offre. Per gli amanti delle escursioni, Faedis è ricca di passeggiate e percorsi da fare in bicicletta, in cui ci si può immergere nel verde dei boschi della zona e fermarsi a degustare i prodotti locali, come i formaggi caprini, freschi e stagionati, e il vino tipico del territorio.

Una curiosità sul nome…
Il nome Faedis deriva dal latino fagetum, ovvero “bosco di faggi”.

La storia
Si tratta di una località dalle origini molto antiche, che venne menzionata per la prima volta intorno all’anno 1000 dal patriarca aquileiese, quando diede il permesso ad un nobile carinziano di erigere un castello.

La storia del territorio, però, risale circa al 2000 a.C., periodo in cui viene fatta risalire la presenza dell’uomo nella zona. Infatti, vennero rinvenuti reperti risalenti a questo periodo storico nella Grotta Çondar des Paganis al confine fra i comuni Faedis e Attimis.

Dall’anno 1000, invece, a Faedis era presente la nobile famiglia dei Cucagna, alla quale si susseguirono gli Zucchi, i Partistagno e i Freschi.

Queste famiglie costruirono nel tempo i castelli di Cucagna, di Zucco e di Soffumbergo, che oggi è possibile visitare.

I bellissimi castelli e le costruzioni medievali non sono le uniche testimonianze storiche del luogo. Infatti, si possono trovare alcuni dei vitigni più antichi del Friuli, fra cui viti centenarie!
La zona di Faedis è particolarmente vocata alla coltivazione della vite, grazie ad un terreno composto prevalentemente da marne e arenarie di origine eocenica.

Continua a leggere per scoprire l’unicità del Refosco, vino rosso tipico del luogo, e il suo stretto legame con il territorio di produzione.

Il Refosco di Faedis

Il Comune ha aderito all’Associazione Città del Vino e oggi fa parte di una delle città del vino italiane che produce vini di ottima qualità a denominazione di origine.

faedis refoscoIl Refosco è un vino che affonda le sue radici durante l’epoca romana, quando veniva chiamato racimulus fuscus, tradotto successivamente in ràp fosc, ovvero “grappolo scuro”.

Questo vino rosso scuro ed intenso era molto apprezzato dai romani, infatti possiamo ritrovarlo citato anche nella Naturalis Historia di Plinio Il Vecchio.
Inoltre, il Refosco viene menzionato come vino prezioso e molto rinomato, spesso presente sui banchetti assieme ad altri vini della tradizione friulana, come il Ramandolo.

Se sei curioso di scoprire di più sul Refosco, la sua storia e le sue caratteristiche, leggi il nostro articolo a riguardo, qui.

Il vigneto storico del Refosco è situato nella zona di Collevillano a Faedis ed è sempre stato di proprietà della famiglia Zani, che, da generazioni, si occupa di portare avanti la produzione vinicola. Scopri di più sul produttore più avanti nell’articolo.

Questo vigneto ospita circa 24 vitigni europei, che contribuiscono ad arricchire l’eterogeneità dei vini. Scopri di più sul vigneto storico qui.

Il vitigno del Refosco è autoctono del Friuli e da esso nasce un vino che racchiude i profumi e i colori del territorio di produzione. Le caratteristiche uniche e particolari di questo vino sono il risultato della sapiente produzione portata avanti dai viticoltori del territorio.
Infatti, non si tratta di una vite semplice da mantenere, in quanto richiede molte attenzioni, anche perché esposta a condizioni climatiche non sempre ottimali per la coltivazione.

Le caratteristiche del Refosco di Faedis
Il Refosco si presenta:

  • dal colore rosso rubino, intenso e tendente al violaceo;
  • con un profumo ricco, intenso, ma gradevole, con sentori fruttati;
  • dal gusto ricco, asciutto e pieno.

Per quanto riguarda gli abbinamenti, essendo un vino dal sapore forte e deciso, è ideale da abbinare agli arrosti di carne, ai formaggi stagionati come il Montasio DOP stravecchio, ai salumi saporiti come lo speck, ad altri tipi di carne grassa e arrosto.

Trovi questo ottimo vino rosso friulano sul nostro sito, prodotto direttamente dai viticoltori del Friuli, che se ne prendono cura dalla coltivazione dell’uva fino all’imbottigliamento.

I produttori del Refosco di Faedis
Come abbiamo già ripetuto più volte in precedenza, il produttore fa davvero la differenza! Per noi di Fattorie Friulane è fondamentale valorizzare la passione e la dedizione degli agricoltori, dei viticoltori, dei casari e di tutti i produttori che portano sulle tavole prodotti buoni, genuini e di qualità!

Per questo, ci teniamo a presentarti alcuni dei produttori del Refosco di Faedis che puoi trovare sul sito.

refosco di faedis riservaAzienda Agricola Zani Elvio di Zani Claudio
L’azienda a conduzione familiare si dedica da più di settanta anni alla produzione di vini, caratteristici della zona D.O.C. Colli Orientali del Friuli.

La produzione vitivinicola utilizza tecniche tradizionali, tramandate dalle generazioni precedenti, affiancate da nuove tecnologie, per la produzione di vini di qualità elevata.

Sul nostro sito trovi:

  • il Refosco di Faedis, dal profumo ricco ed intenso su note fruttate e speziate di sottobosco, mora selvatica e lampone; dal gusto pieno con retrogusto leggermente amarognolo;
  • il Cabernet Franc DOC, un vino dal profumo caratteristico, riconducibile a sensazioni fruttate ed erbacee; di buon corpo e con sentori che si avvicinano alla frutta a bacca rossa, come la mora e l’amarena.

refosco di faedisAzienda Agricola Di Gaspero Flavia e Umberto
Nei suoi 12 ettari vitati, l’azienda agricola produce ottimi vini da generazioni, nel rispetto della tradizione e della natura. Infatti, la produzione rispetta l’ambiente, limitando il più possibile l’uso di fitofarmaci ed eseguendo interventi principalmente a mano.

Sul nostro sito puoi trovare:

In conclusione, Faedis è un territorio da scoprire! Il nostro consiglio è quello di esplorare questo bellissimo comune e di immergerti nella sua atmosfera ricca di natura e tradizione, tra castelli medievali, verdi paesaggi e i prodotti unici che offre.

Scopri i formaggi prodotti con Latte Fieno stg

In questo articolo scopriamo un tipo di latte particolare, ovvero il Latte Fieno! Si tratta di un prodotto unico nel suo genere, derivato da una specifica alimentazione delle bovine, basata soprattutto sul fieno e prodotto utilizzando metodi tradizionali e sostenibili.

Leggi l’articolo per scoprire di più!

Cos’è il Latte Fieno stg

Il Latte Fieno “è una forma di produzione lattiera che proviene da bovine allevate in aziende lattiere tradizionali, sostenibili, e alimentate esclusivamente da erba, legumi, cereali e fieno, senza l’utilizzo di alimenti fermentati e la somministrazione di mangimi OGM.” (Sito CCPB Controllo e Certificazione)

STG è l’acronimo di Specialità Tradizionale Garantita e definisce un prodotto ottenuto tramite metodi di produzione tradizionali relativi ad una particolare zona geografica. Bisogna sottolineare, però, che i prodotti denominati STG non devono per forza essere creati nella zona geografica delimitata.

Questo tipo di latte ha una storia molto antica, infatti veniva prodotto anche alle origini della produzione lattiero-casearia e, durante il Medioevo, nelle montagne del Tirolo si produceva già il formaggio con questo tipo di latte.

La certificazione Heumilch STG, però, fu introdotta solo nel 2016, per delineare le caratteristiche specifiche di questo latte, che viene prodotto ponendo attenzione all’allevamento delle bovine, in particolare riguardo al mangime.

È un latte prodotto con metodi sostenibili dal punto di vista ambientale e che presta attenzione anche al benessere delle mucche.

I produttori di Latte Fieno devono prestare molta attenzione a seguire le regole di alimentazione per poter ottenere e mantenere la certificazione. Ad esempio, non possono essere utilizzati OGM, insilati o mangimi fermentati. Continua a leggere per scoprire di più riguardo l’alimentazione delle bovine e sui mangimi consentiti e non consentiti dal regolamento!

Come riconoscere un prodotto Latte Fieno stg?
logo stgPer riconoscere un prodotto in possesso della certificazione STG e non solamente prodotto con latte fieno, è necessario che sia presente anche il bollino blu e giallo.

Produzione e benefici

La produzione di questo latte segue rigorosi standard che ne garantiscono la qualità e l’autenticità. Le bovine sono alimentate con fieno, erbe e foraggi freschi, con la completa esclusione dei mangimi fermentati, degli insilati e degli OGM.

Queste modalità di alimentazione garantiscono un prodotto di ottima qualità, unico dal punto di vista organolettico.

Per produrre questo tipo di latte, è necessario attenersi rigorosamente alle modalità definite dal regolamento definito dall’Unione Europea 2016/304 della Commissione del 2 marzo 2016.

Fra i vari mangimi che sono vietati possiamo trovare:

  • insilati;
  • fieno umido o fermentato;
  • alimenti di origine animale, con eccezioni per il bestiame giovane;
  • rifiuti da giardino, della frutta, patate e urea.

Invece, fra i vari mangimi consentiti possiamo trovare:

  • erba, leguminose e specie erbacee fresche d’estate;
  • fieno in inverno;
  • alcune colture cerealicole, quali frumento, orzo, avena, triticale, segale, granturco;
  • piselli da foraggio, favette, lupini, frutti oleosi, farine di estrazione di semi oleosi, panelli di estrazione.

I benefici
fieni bio azienda agricola biologica la sisileLa produzione di Latte Fieno presenta diversi benefici sia per l’ambiente, che per gli animali.

Infatti, si tratta di una produzione sostenibile dal punto di vista ambientale, che non contribuisce all’eccessiva coltivazione di cereali come mais e soia e che non utilizza sostanze come erbicidi e pesticidi, potenzialmente tossiche per l’ambiente.

Inoltre, l’alimentazione è salutare per le bovine, che digeriscono facilmente l’erba e traggono beneficio dalla dieta che segue le discipline lattiero-casearie del fieno. Scopri di più.

Le caratteristiche dei formaggi prodotti con Latte Fieno stg

Dal punto di vista delle caratteristiche, i prodotti creati con il Latte Fieno stg presentano un maggiore contenuto di acidi grassi omega-3, un minore rischio di contaminazione da spore batteriche e non presentano residui di pesticidi ed erbicidi.

Inoltre, sono ben digeribili e hanno un sapore caratteristico di latte fresco! Il sapore unico dei formaggi a base di latte fieno è possibile grazie al fatto che la bassa carica batterica di questo latte permette la produzione a latte crudo, non pastorizzato.

Se ti interessa l’argomento della produzione a latte crudo, leggi il nostro articolo a riguardo qui.

Questi formaggi, inoltre, hanno un gusto unico e particolare, perché presentano gli aromi tipici delle specie utilizzate nell’alimentazione delle bovine. Il gusto risulta pieno, inalterato e può variare a seconda delle piante specifiche con cui vengono alimentate le mucche.

Sei curioso di assaggiare questo tipo di formaggio? Sul nostro sito puoi trovare sia il Latteria che il Montasio DOP prodotti con Latte Fieno stg dall’Azienda Agricola La Sisile.

La Sisile è un’azienda biologica a conduzione familiare, che produce formaggi con la doppia certificazione biologica e latte fieno. L’azienda è stata la prima in Friuli Venezia Giulia ad ottenere la certificazione Latte Fieno stg e i suoi formaggi si contraddistinguono da un sentore di latte e burro fresco, grazie alla speciale alimentazione.

Scopriamo insieme i formaggi che puoi trovare sul nostro sito!

Il Latteria fresco
latteria fresco bio con latte fienoQuesto formaggio, nato dalla tradizione delle Latterie Turnarie, è caratterizzato da:

  • un colore giallo paglierino omogeneo;
  • un’occhiatura presente, leggera e omogenea;
  • un gusto delicato, leggermente aromatico, con sentore di latte e di burro fresco.

È ottimo per preparare il Frico biologico, per il quale puoi utilizzare anche il Montasio DOP bio, oppure in un tagliere con miele e confetture, e nelle ricette!

Il Montasio DOP fresco
Il Montasio, re dei formaggi friulani, ha un gusto delicato, aromatico e con sentore di latte e burro fresco.

È ottimo, oltre che per il Frico, da mangiare così com’è per godere appieno delle sue caratteristiche organolettiche uniche, oppure da accompagnare a composte di frutta o verdura o con un calice di vino rosso friulano.

Adesso che conosci questo metodo di produzione particolare, non ti resta che assaggiare i formaggi prodotti con Latte Fieno stg!

Il formaggio di Pezzata Rossa Italiana

Scopriamo le caratteristiche dei formaggi di Pezzata Rossa Italiana, una particolare razza di bovine a duplice attitudine per la produzione di latte e carne di ottima qualità. Leggi l’articolo e scopri la storia, le caratteristiche e i gustosi formaggi della Pezzata Rossa Italiana.

Storia e caratteristiche della Pezzata Rossa Italiana

Questa razza bovina, una volta nota come Pezzata Rossa Friulana, appartiene al gruppo Simmental, il più numeroso al mondo. Attualmente si possono contare circa 400.000 capi suddivisi fra la zona di origine, ovvero il Triveneto, il centro e il sud Italia.

Si tratta di una razza di origine meticcia, nata nel 1870 da un incrocio avvenuto fra una vecchia razza locale, detta Friulana, e la razza Simmental pezzata rossa di origine svizzera.

Verso la fine dell’800, quando si diffuse il sistema delle Latterie Turnarie per la gestione collettiva del latte e della produzione di formaggio, emerse la necessità di migliorare l’attitudine alla produzione di latte da parte delle bovine. Così, la Commissione Zootecnica della Provincia di Udine introdusse i tori “lodigiani”, “meranesi”, “friburghesi” e svizzeri.

Successivamente, nel 1956 venne istituita a Udine l’Associazione Nazionale Allevatori Pezzata Rossa Friulana con il compito di “occuparsi del miglioramento genetico”.
Scopri di più sulla storia di questa razza bovina qui.

mucca pezzata rossa italiana la fattoria di pavia di udine
Mucca PRI La Fattoria di Pavia

Le bovine che appartengono a questa razza sono caratterizzate dalle macchie rosse sul mantello bianco e sono particolarmente apprezzate per la loro duplice attitudine alla produzione di latte e carne di ottima qualità. Questa attitudine dinamica è derivata dai perfezionamenti che sono stati messi in atto nel tempo per migliorare la qualità dei prodotti derivati dalle bovine.

Inoltre, questa razza si distingue anche per la sua costituzione fisica, caratterizzata da un forte sviluppo scheletrico, articolazioni robuste e dalla imponente stazza. Inizialmente, infatti, era sfruttata soprattutto come potente mezzo da lavoro.

Altre caratteristiche che contraddistinguono la Pezzata Rossa Italiana sono:

  • la capacità di adattamento alle condizioni di allevamento più svariate;
  • la semplicità di gestione;
  • la longevità e resistenza alle malattie, che consente una bassissima frequenza di utilizzo di farmaci, migliorando così la qualità e la salubrità del latte;
  • la buona fertilità.

Perché si chiama così?
Inizialmente si chiamava Pezzata Rossa Friulana, in quanto razza originaria del territorio friulano, nata da un incrocio di sostituzione avvenuto tra la vecchia razza locale, detta Friulana, e la razza Simmental pezzata rossa di origine svizzera.
Successivamente, si diffuse in tutta Italia e il nome cambiò in Pezzata Rossa Italiana.

Il latte e i formaggi di Pezzata Rossa Italiana

Come abbiamo detto anche precedentemente, queste bovine producono un latte di qualità elevata e ne producono anche in grandi quantità. Dunque, è una razza ottima per la produzione di formaggi!
La qualità del latte è stata migliorata notevolmente grazie all’impiego di tori francesi di razza Montbeliarde.

I prodotti caseari derivati dal latte di questa razza sono ottimi formaggi, dalle caratteristiche organolettiche uniche. Come troviamo riportato sul sito La Rossa Pezzata FVG i formaggi si distinguono per:

  • un elevato contenuto di proteine e principi nutritivi essenziali;
  • un’elevata percentuale di Beta-Caseina;
  • poche cellule somatiche, dovuto all’ottima resistenza degli animali alle malattie.

Se vuoi assaggiare questi buonissimi formaggi, puoi trovarne diversi anche sul nostro sito, prodotti direttamente dalle piccole latterie del Friuli Venezia Giulia. In questo modo, non solo assaggi formaggi di ottima qualità, ma supporti anche le latterie friulane che si impegnano a produrre con passione e dedizione da generazioni.

latteria di pezzata rossa latte crudoAd esempio, puoi trovare il formaggio Latteria PRI, prodotto da La Fattoria di Pavia.
Questo formaggio è prodotto solamente con latte crudo, sale, caglio e lisozima (la proteina dell’uovo) ed è “Solo di Pezzata Rossa Italiana”, un marchio che tutela la tracciabilità e l’unicità di questo latte particolare.

Come abbinarlo?
Il Latteria si sposa bene con salumi e affettati della tradizione friulana, come il delicato prosciutto di San Daniele DOP o la tipica Pitina IGP. È ottimo come aperitivo anche con miele o composte di frutta e accompagnato ad un calice di vino bianco friulano o di birra, a seconda delle preferenze.

La Fattoria di Pavia
Conosciamo meglio La Fattoria di Pavia, una realtà a conduzione familiare, che promuove uno stile di vita diverso, basato su cibi naturali e semplici.

La qualità comincia dalla terra e continua con l’allevamento del bestiame e la trasformazione dei prodotti. Con essi puoi riscoprire i sapori tradizionali e semplici della terra!
Sul nostro sito puoi trovare varie verdure genuine, come gli asparagi bianchi in agrodolce e le zucchine a rondelle sott’olio, ma anche birre artigianali e vino friulano… e naturalmente il Latteria PRI.

Se sei un amante del formaggio friulano, ti consigliamo di gustare questa bontà e potrai apprezzare un prodotto di qualità, riconoscendo il lavoro e la passione degli allevatori e delle latterie della regione.

Buon appetito!

Come si distingue il prosciutto San Daniele DOP

Il prosciutto San Daniele DOP è un’eccellenza italiana, che nasce a San Daniele del Friuli, rinomata per il suo sapore unico e per la sua ottima qualità.

Questo prodotto della gastronomia friulana rappresenta secoli di tradizione artigianale, con le sue caratteristiche distintive e la sua tipicità, custodite dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele.

Leggi questo articolo per scoprire come riconoscere l’autenticità di questo prosciutto, grazie al marchio, al territorio di produzione e alle caratteristiche uniche di aroma, gusto, forma e consistenza.

Come riconoscere il prosciutto San Daniele DOP autentico

L’aspetto chiave più importante ed evidente per poter identificare un autentico prosciutto San Daniele è il marchio a fuoco del consorzio, che rappresenta un segno distintivo di garanzia di qualità e controllo.

Come nasce il marchio?
Negli anni ‘60 nasce il disciplinare di produzione di questo prosciutto, con lo scopo di regolare la produzione del San Daniele DOP e di sottoporlo a rigorosi controlli. Questi controlli sono effettuati sull’allevamento, verificando l’origine della carne e il tipo di alimentazione degli animali; ma anche sulle cosce che arrivano a San Daniele.

Negli anni ‘80 il disciplinare di produzione è passato ad un ente terzo di certificazione, chiamato IFCQ, che si occupa di marchiare le cosce che sono in possesso di tutti i requisiti, a seguito di controlli su allevamenti e produttori.

Il marchio a fuoco permette anche di conoscere la data di inizio della stagionatura!

dop Inoltre, il prosciutto di San Daniele è certificato DOP (Denominazione di Origine Protetta), poiché può essere prodotto solo in una determinata zona geografica. Se vuoi scoprire di più sulle varie denominazioni dei prodotti, come DOP, DOC, IGP e così via, ti consigliamo di leggere il nostro articolo a riguardo, che trovi qui!

Il territorio di produzione

Nel caso del San Daniele la zona geografica di produzione è molto ristretta, infatti include solamente il comune di San Daniele. Questa area particolarmente ristretta assicura l’accesso del prodotto al particolare microclima del luogo.

san daniele del friuliIl paese di San Daniele del Friuli si trova a metà strada fra le Prealpi Carniche e il Mare Adriatico, ad un’altitudine di 252m slm. Questo paese è immerso in un bellissimo paesaggio collinare, ricco di corsi d’acqua, di laghi e di vasti boschi. Esplorando la cittadina, si possono visitare monumenti artistici, come la Chiesa di Sant’Antonio Abate, che conserva un meraviglioso ciclo di affreschi rinascimentali, o il Duomo.

Inoltre, a San Daniele è possibile visitare la più antica biblioteca della regione, ovvero la Biblioteca Guarneriana.

Fra le varie specialità del luogo, oltre al prosciutto, è nota anche la trota, che viene allevata nelle acque del fiume Tagliamento.

Le caratteristiche uniche del San Daniele DOP

Il prosciutto San Daniele DOP si riconosce grazie alle sue caratteristiche uniche, che è possibile apprezzare con tutti e cinque i sensi, dal gusto, all’olfatto e alla consistenza!

Forma e dimensioni
Questo prosciutto si distingue da qualsiasi altro prosciutto crudo perché viene mantenuta la zampa per intero. Essa è importante nel processo di stagionatura, in quanto permette all’umidità di evaporare verso l’alto, grazie all’osso poroso.

Dunque, se un prosciutto non ha la zampa non si tratta di un San Daniele DOP!

La tipica forma a chitarra che lo contraddistingue è ottenuta attraverso il procedimento della pressatura.

Colore e consistenza
Il colore della fetta di prosciutto varia dal rosa al rosso, mentre il grasso è bianco o leggermente rosato. Per quanto riguarda la consistenza, con una corretta stagionatura mantiene l’elasticità, ma anche la compattezza.

Il gusto
Il prosciutto di San Daniele DOP intorno al tredicesimo mese di stagionatura raggiunge il bouquet aromatico che lo caratterizza.

Per poter controllare gli aromi del prosciutto durante la stagionatura, può essere utilizzato un ago o un ossicino di cavallo lungo e appuntito, che viene inserito nella coscia e che trattiene i profumi con la sua porosità.

Come ci spiega il Prosciuttificio Prolongo nel video che trovi qui, sono principalmente due i profumi che si riscontrano:

  • quello della parte grassa, dall’aroma che richiama il burro di malga, con sentori di fieno e, in alcuni casi, con una piccola nota acida;
  • quello della parte magra, che si sviluppa grazie all’aumento della temperatura estiva, che fa partire una fermentazione enzimatica. Questa parte presenta accenni di nocciola, soprattutto se viene stagionato in modo naturale.

Questi aromi delicati sono indici di una corretta stagionatura e creano un’esperienza sensoriale unica con ogni fetta di San Daniele.

La fetta perfetta si ottiene quando si allineano i tempi di stagionatura della parte grassa e della parte magra. Quella grassa deve avere una buona profumazione e deve perdere fibrosità, mentre quella magra deve essere caratterizzata da compattezza ed elasticità.

Scopri il prosciutto San Daniele DOP sul nostro sito, creato direttamente dai piccoli produttori locali, che si impegnano a creare un prodotto eccellente, genuino e inconfondibile!

Se vuoi scoprire di più su questo tesoro culinario friulano, puoi visitare il sito del Consorzio, qui, e leggere gli altri articoli a riguardo che trovi nel nostro Food Blog.

I prodotti biologici

Cosa sono i prodotti biologici? Possiamo trovare la certificazione “bio” in vari prodotti alimentari, come frutta e verdura, formaggi, ma anche vini e birre.

Leggi l’articolo e scopri il mondo del biologico e i prodotti che puoi trovare sul nostro sito con questa certificazione.

La certificazione biologica

Relativamente agli alimenti, il biologico definisce i prodotti alimentari che hanno acquisito la certificazione bio, che è riconosciuta dall’Unione Europea. Questi prodotti sono creati seguendo le regole imposte dalla normativa europea ed italiana che stabiliscono le modalità di produzione in tutte le fasi.

I prodotti biologici sono caratterizzati dal fatto che sono realizzati senza l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi, come ad esempio i pesticidi, e senza gli OGM.
Questa categoria di alimenti è in possesso di una certificazione, regolata dalla normativa europea Reg. CE 848/18 che garantisce la conformità delle produzioni ottenute con metodo biologico.

L’agricoltura biologica
Per acquisire la certificazione, i prodotti devono seguire le regole di produzione del bio sin dalle prime fasi di produzione dell’alimento.

L’agricoltura biologica ha l’obiettivo di produrre tramite processi naturali, con un impatto ambientale limitato e proteggendo l’ecosistema.

Cosa significa coltivare in modo biologico? Coltivare seguendo le regole del bio significa:

  • migliorare e incrementare la fertilità del suolo;
  • escludere l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi, come i pesticidi e i diserbanti;
  • conservare la biodiversità e l’equilibrio ecologico;
  • conservare la qualità delle acque;
  • prevedere la rotazione delle colture.

Scopri di più sul sito della Commissione Europea, qui.

Come riconoscere i prodotti biologici?
logo biologico eu organic logoMolto semplicemente, basterà osservare l’etichetta dell’alimento per cercare il logo a forma di foglia fatta di stelle su sfondo verde e le diciture relative alla regolamentazione europea.

I prodotti biologici di Fattorie Friulane

Fra le varie certificazioni e denominazioni che trovi sul nostro sito, c’è anche quella biologica!

Infatti, se stai cercando dei prodotti creati direttamente da agricoltori, latterie e produttori del Friuli Venezia Giulia, che siano anche certificati bio, ti possiamo accontentare! Sul sito trovi buonissimi formaggi, birre, vini e verdure sott’olio che fanno parte di questa categoria. Scoprili di seguito!

latteria fresco bio con latte fienoIl Montasio DOP e il Latteria bio e Latte Fieno stg
Questi formaggi sono prodotti dall’Azienda Agricola biologica La Sisile. Questa azienda a conduzione familiare ha effettuato i processi di conversione per diventare biologica già nel 2014, per poi ottenere la certificazione bio nel 2016.

Inoltre, nel 2019 è stata la prima azienda in Friuli Venezia Giulia ad ottenere la certificazione Latte Fieno STG (Specialità Tradizionale Garantita).

Il Montasio DOP e il Latteria, infatti, sono prodotti anche con un tipo di latte certificato, che si ottiene con una particolare alimentazione delle bovine, composta soprattutto da fieno.

Il risultato è un formaggio unico, dal sapore delicato e aromatico, che ricorda il latte fresco e gli aromi del mangime delle mucche.

Montasio e Latteria sono ottimi per fare il famoso Frico friulano, come formaggi da tavola, con miele e composte e nelle ricette.
Provali qui!

Le birre bio
Fra i vari prodotti biologici, trovi anche le birre artigianali del Birrificio Foràn, nello specifico:

  • la St. Bernarda, una birra artigianale sia biologica che senza glutine, che è stata premiata al prestigioso Concours International des Produits Biologiques et en Conversion “Amphore” in Francia, che le ha assegnato il primo posto nella sua categoria, grazie al suo sapore ricco e complesso. Inoltre, ha vinto il primo premio anche nell’ambito del World Gluten Free Beer Award. È ottima da abbinare a carni rosse o al forno, ma anche a dolci secchi e frutta secca;
  • la B.O.N.A., una helles biologica e senza glutine semplice e fresca, con un aroma tra il floreale e il fruttato molto delicato. Si presta agli abbinamenti con cibi leggeri e carni grigliate;
  • la Lady White, una birra che unisce lo stile “blanche” e l’”ipa” È molto equilibrata, caratterizzata dal sentore di luppolo che richiama il pompelmo rosa e l’albicocca ed è ottima con primi piatti di carne e pesce. La Lady White è stata premiata dal Concours International des Produits Biologiques et en Conversion “Amphore” in Francia, che le ha assegnato l’argento nella sua categoria.

composta di peperoni rossi bioLe verdure sott’olio di Casato Bertoia
La famiglia Bertoia, erede di secoli di tradizione, produce nel rispetto della natura e dell’ambiente, mettendo in pratica un’agricoltura sostenibile secondo i protocolli della certificazione biologica.

Tra i prodotti di questa azienda sul nostro sito puoi trovare:

Scopri tutte le verdure bio sul sito!

I vini biologici
Se sei un amante dei vini friulani, sul nostro sito puoi trovarne diversi certificati bio:

  • Èthos di Forchir, un vino IGT bianco, dal profumo fruttato di mela e pera, che si presenta sapido e fresco al palato. È ottimo con il pesce e con la cucina vegana e vegetariana;
  • Ribolla Gialla Spumante Extra Dry di Cascina Lavaroni, un vino unico della tradizione friulana, avvolgente e frizzante;
  • Refosco dal Peduncolo Rosso di Cascina Lavaroni, re dei vini rossi friulani, dal profumo intenso e gradevole, sapido e di buon corpo al palato.
  • Verduzzo Friulano di Cascina Lavaroni, elegante vino autoctono simbolo del territorio, dal colore giallo con riflessi verdognoli. Il profumo è ricco, ampio e persistente e al gusto è sapido, con sentore di mandorla amara.

Infine… la Spirulina! La conosci? È una microalga nota come Superfood, grazie al suo alto contenuto di sostanze nutritive, quali proteine vegetali, vitamine, sali minerali, antiossidanti e fitonutrienti. Sul nostro sito la trovi biologica, prodotta da Spiripau!

Come puoi vedere, se ti piace mangiare biologico, puoi trovare tante opzioni anche su Fattorie Friulane! Dunque, buon appetito!

La Carnia: scopri territorio, storia e bontà tradizionali

La Carnia è la regione storico-geografica situata a ovest delle Alpi Friulane, che si innalzano tra il fiume Fella e l’Alto Isonzo. Oltre ad essere un luogo splendido, ricco di paesaggi mozzafiato e di borghi storici da visitare, questo territorio offre un panorama gastronomico decisamente invidiabile.

Immergiti nel territorio della Carnia, dove uomo e natura vivono in simbiosi e scopri la bontà dei prodotti tradizionali del luogo, come il Formadi Frant, i formaggi di malga, la ricotta affumicata, i Cjarsons e tanti altri!

Leggi l’articolo per scoprire di più!

Il territorio della Carnia

Questa regione storica si estende principalmente a nord e a est del sistema dolomitico ed è un meraviglioso luogo ricco di paesaggi incontaminati, privi di attività industriali, pascoli e boschi curati nel corso del tempo con amore per il territorio.

carniaLa Carnia è caratterizzata da una sua identità ben precisa, costruita nei secoli, ed è molto legata alle tradizioni secolari che custodisce, così come ai buonissimi prodotti unici che offre.
La sua identità e autonomia sono tali da avere un proprio capoluogo, che è Tolmezzo.

Una curiosità sul nome…
Il suo nome deriva dai carni, un’antica popolazione celtica residente nel bacino del Tagliamento e dell’Isonzo.

Dal punto di vista del clima, le estati sono piuttosto fresche ma gli inverni sono molto rigidi e caratterizzati da abbondanti piogge e venti impetuosi. Questa caratteristica climatica della regione ha influenzato molto anche i piatti tipici della zona.

Basti pensare ad esempio al Frico, piatto tipico friulano, che nasce proprio in questa regione come piatto povero, prodotto con ingredienti facilmente reperibili quali il formaggio e le patate e ricco di calorie per affrontare una lunga giornata in montagna.

La storia

Prima di parlare dei prodotti tipici di questo territorio, scopriamo la sua storia.

La Carnia era frequentata anche nel Medio Paleolitico, ovvero più di 120 mila anni fa! Deve il suo nome all’antica popolazione celtica dei Carni. Questo popolo di origini celtiche valicò le Alpi attraverso il passo di Monte Croce Carnico e si insediò nella zona intorno al 400 a.C.

I Carni erano molto abili nella lavorazione del ferro e del legno ed erano comandati da un re e da una casta sacerdotale.

Nel II secolo a.C. iniziò l’assoggettamento all’Impero Romano, con la fondazione di Aquileia come colonia romana. L’assoggettamento si concluse nel 115 a.C. quando il console M. Emilio Scauro trionfò sulla popolazione. Scopri di più.

I prodotti tipici

Vediamo ora alcune delle bontà gastronomiche tipiche prodotte in Carnia!

Una delle caratteristiche che rende speciale questa regione è la sua meravigliosa tradizione culinaria. Infatti, è ricca di prodotti tradizionali ottimi e particolari, dai sapori unici che racchiudono l’essenza del territorio.

I formaggi
Cominciamo parlando di formaggio! Tra i più celebri, possiamo ritrovare:

  • il Formadi Frant;
  • il Formaggio storico Salato;
  • i formaggi di malga;
  • la ricotta affumicata;
  • il formaggio Alto But di Sutrio.

Il Formadi Frant
frant classicoUn formaggio artigianale che nasce con lo scopo del recupero, in una regione in cui non si poteva sprecare nulla che potesse servire al sostentamento. Infatti, viene prodotto frantumando le forme di formaggi non perfette o difettose. A queste sono miscelate panna fresca pastorizzata, altri prodotti a base di latte, sale e pepe. Il composto viene messo in stampi con fascere di legno, pressato e stagionato.

Il suo gusto è molto particolare e saporito e può variare in base ai formaggi utilizzati nella sua produzione. La consistenza è friabile e morbida ed è perfetto da gustare come formaggio da tavola, con pane, polenta o abbinato a confetture e miele, che ne bilanciano la sapidità.

Scopri di più su questo formaggio nel nostro articolo dedicato, qui.

Si tratta di un prodotto artigianale che puoi acquistare direttamente sul nostro sito, creato dai produttori locali. Assaggialo qui!

Il formaggio Salato
formaggio salato storico casera rugoQuesto alimento storico, detto anche Asìno, è forse il più antico formaggio friulano e nasce, come nel caso del Frant, per evitare gli sprechi di forme non perfette o non idonee alla stagionatura.

Per la sua produzione vengono immerse le forme in una speciale miscela di latte, panna di affioramento, acqua e sale, detta anche “salmuèrie”. La composizione esatta della “salamoia” in cui viene immerso è gelosamente custodita dai produttori ed è ciò che rende il formaggio così saporito.

Scopri di più nel nostro articolo a riguardo, qui! Questo formaggio artigianale non si trova sugli scaffali del supermercato, ma puoi acquistarlo direttamente sul nostro sito, qui!

Puoi mangiarlo così com’è oppure con la polenta fumante, le patate, o in spuntini rustici e gustosi.

I formaggi di malga
Tipici della Carnia, questi formaggi sono prodotti con latte fresco proveniente dagli alpeggi, che donano al prodotto un sapore che racchiude gli aromi dei pascoli montani.

mucche malga montasioLe malghe, antichi rifugi alpini, non rappresentano solo una meta turistica per ricercare pace, tranquillità e il contatto con la natura, ma d’estate si trasformano anche in luoghi dove gli allevatori portano il bestiame in alpeggio. Una delle produzioni caratteristiche della Carnia è proprio il formaggio di Malga, o “Formai di Mont”, creato esclusivamente con l’utilizzo di latte crudo proveniente dalle bovine portate in alpeggio.

Il gusto e il profumo si distinguono per la loro unicità, presentando gli aromi del territorio, attraverso i sentori vegetali delle erbe dei pascoli. La pasta solitamente è di un giallo più marcato rispetto ad altri formaggi, determinato dai pigmenti delle erbe e dei fiori di cui si nutrono gli animali.

La ricotta affumicata
Un altro prodotto caseario tipico della zona è la ricotta affumicata, chiamata anche “Scuete (Frante)” o “Puìna”.

ricotta affumicataÈ un vero e proprio simbolo dei prodotti antichi del territorio ed è prodotta con la ricotta fresca, che viene messa a sgocciolare, per poi essere salata, leggermente pressata e affumicata in appositi locali con l’utilizzo di fumo diretto, solitamente proveniente dal legno di faggio.

Il gusto è affumicato ma non in modo eccessivo, mantenendo la delicatezza della ricotta.

Puoi utilizzarla in cucina per le torte salate, nei ravioli con gli spinaci, ma anche con i dolci o con il miele di Acero, per un abbinamento goloso. Inoltre, è ottima grattugiata sulla pasta, perché si fonde con il calore e darà sapore al piatto.

Scopri di più su questo prodotto nel nostro articolo dedicato, qui. Assaggia la ricotta affumicata della Carnia, qui!

Il formaggio Alto But di Sutrio
Per concludere i formaggi tipici della regione, parliamo dell’Alto But prodotto a Sutrio, un bellissimo borgo antico che vale la pena di visitare.

Si tratta del tipico formaggio della Carnia, a pasta semicotta, la cui lavorazione è tramandata dalle antiche latterie dei paesi della Val But da più di 100 anni!

formaggio alto but 60 giorniSul nostro sito puoi trovarlo fresco, con stagionatura che va da 60 a 180 giorni e stagionato. Quest’ultimo è mantenuto a temperatura e umidità costante, a un anno di stagionatura ha la pasta ancora semidura e al gusto sono esaltati i sapori forti del fieno e delle erbe tipiche della Val But.

Assaggialo qui, prodotto direttamente dal Caseificio Sociale Alto But!

Altri prodotti tipici
Oltre ai formaggi, in Carnia possiamo trovare diversi prodotti, come lo speck e il Prosciutto crudo di Sauris, ma anche molta frutta e miele!

Infatti, per quanto riguarda la frutta, in questo territorio è molto apprezzata e sono presenti ottime varietà di mele e di frutti di bosco, ottime anche per creare delle golose composte genuine.

Possiamo includere anche il miele come prodotto tipico, in quanto sono presenti molte varietà ottime, come millefiori di montagna, acacia e pino mugo.

Le ricette
Concludiamo questo articolo con due ricette tradizionali friulane che nascono proprio in Carnia, ovvero i Cjarsons e il Frico.

cjarsonsI Cjarsons sono un tipo di pasta ripiena a forma di raviolo, che può essere preparata con ripieni molto diversi fra loro sia dolci che salati. In generale, sono costituiti da una pasta di grano tenero e sono caratterizzati proprio dal contrasto fra il sapore dolce e quello salato.

Il ripieno, detto anche “pistùm” o “pastùm”, può variare e contenere ingredienti vari, come ricotta, patate, biscotti secchi, cioccolato e così via!

Ognuno ha la sua ricetta e anche noi abbiamo la nostra, che puoi trovare qui.

Il Frico friulano, invece, è preparato con formaggi di varia stagionatura, prevalentemente Montasio DOP o Latteria, a cui possono essere aggiunte le patate o altri ingredienti, come cipolla e speck. Nel caso del Frico croccante, invece, non sono presenti le patate ma solo il formaggio che viene fatto rapprendere sul fuoco e prende la consistenza di una cialda.

Frico alla carnica con i semi di zucca ricetta chefScopri il Frico già pronto, prodotto direttamente delle latterie della regione, lo trovi qui!
In alternativa, puoi prepararlo a casa, seguendo la ricetta che trovi sul nostro sito.

In conclusione, la Carnia è un territorio davvero affascinante, in cui puoi goderti la bellezza dei panorami naturali, la vista delle montagne, passeggiare nella storia degli antichi borghi come Sutrio e mangiare prodotti tradizionali unici che ti trasporteranno in un viaggio di sapori nella ricca cultura e tradizione del luogo.

Il formaggio di Fagagna: scopri storia e tradizione

Conosci il formaggio di Fagagna? Si tratta di un prodotto unico creato con solo latte crudo non pastorizzato, originario dell’antica tradizione delle latterie turnarie e sociali.

Leggi questo articolo per scoprire il territorio di Fagagna, un luogo ricco di storia e di tradizione situato nel cuore del Friuli Venezia Giulia e le bontà tradizionali che ha da offrire, come il celebre formaggio.

Il territorio di Fagagna

Fagagna è uno splendido borgo del Friuli, che si trova a nord di Udine, a pochi chilometri da San Daniele. In questa zona l’aria delle Alpi Carniche incontra quella del Mar Adriatico e dal microclima caratteristico di San Daniele nasce l’aroma del famoso prosciutto crudo.

Il comune comprende le frazioni di Villalta, Ciconicco, San Giovanni in Colle, Battaglia e Madrisio.

FagagnaNel territorio di Fagagna storia e paesaggi naturali si uniscono per creare un luogo pittoresco, ricco di tradizione e di percorsi da esplorare.

Nel borgo possiamo trovare il palazzo municipale, il palazzo della comunità e la suggestiva area collinare dove si trovano i resti del castello risalente al X secolo, accanto al quale si può visitare la Chiesa di San Michele in Castello.

Il nome della città nasce dal termine latino “fagus”, ovvero “faggio”, denominata così grazie ai boschi rigogliosi che erano presenti un tempo nella zona.

Un po’ di storia…
Il borgo di Fagagna viene citato per la prima volta nel 983 in un diploma emanato a Verona da Ottone II di Sassonia, in cui il Sacro Romano Impero Germanico concedeva alla chiesa di Aquileia il possesso del castello di Fagagna e i diritti sul territorio e i suoi abitanti. Scopri di più.

La storia di questo luogo è molto antica. Basti pensare che era abitato anche nella preistoria! In seguito, fu occupato dai Romani e, successivamente alla caduta dell’Impero Romano, passò sotto il controllo dei Longobardi.

Fra le specialità gastronomiche che puoi trovare in questo territorio, ci sono diverse ricette a base di maiale, brovada e muset, salsicce, verze e cavoli, piatti d’oca e l’immancabile formaggio di Fagagna servito con la polenta. Non dimentichiamoci, inoltre, che Fagagna è la patria del “pestàt”, un impasto di lardo macinato, aromatizzato con erbe e spezie che si usa come condimento.

Dal punto di vista enologico, puoi trovare il Picolit, un vino friulano unico e particolare prodotto a Udine e Gorizia.

Il formaggio di Fagagna

Fra le varie specialità e bontà tradizionali che il Friuli Venezia Giulia ha da offrire, c’è sicuramente il celebre formaggio di Fagagna, un prodotto caseario che nasce con la storia delle latterie turnarie.

Conosci le latterie turnarie e sociali?
Si tratta di un antico sistema di gestione del latte e della produzione del formaggio nato alla fine dell’Ottocento e istituzionalizzato con la prima latteria a Collina di Forni Avoltri nel 1880. Da allora, questo sistema di caseificazione collettiva si diffuse in tutto il territorio di Friuli, Trentino, Veneto e Slovenia.

Scopri di più sulle latterie turnarie nel nostro articolo a riguardo, qui.

Il formaggio di Fagagna è prodotto esclusivamente con latte crudo, non pastorizzato, che è soggetto a rigidi controlli sanitari, che assicurano la salubrità e la freschezza del prodotto.

Il suo gusto inconfondibile e l’aroma caratteristico sono dovuti alle essenze di erbe che ci sono nel fieno e nei prati del territorio e nei dintorni di Fagagna e che conferiscono al prodotto un gusto unico e riconoscibile.

L’antica tradizione del formaggio di Fagagna nasce alla fine dell’800, quando alcuni dei soci fondatori si unirono per formare la prima latteria. In seguito, la tradizione fu tramandata di padre in figlio e oggi sopravvive grazie alle due latterie cooperative Borgo Paludo e Borgo Riolo, che sono fortemente inserite nel tessuto del territorio.

Cosa rende questo formaggio speciale? Per scoprirlo, continua a leggere!

Prima di tutto, conosciamo meglio le latterie Borgo Paludo e Borgo Riolo, che si impegnano a produrre con passione e dedizione i loro buonissimi formaggi.

latteria di fagagna borgo paludoLa Latteria Borgo Paludo fu fondata nel 1923 ed è la più antica del paese. La ricetta del suo formaggio ha una tradizione lunga addirittura 80 anni, durante i quali, cottura dopo cottura e stagione dopo stagione, la cooperativa di Borgo Paludo ha imparato a produrre il noto formaggio che conosciamo oggi.

Questa cooperativa si distingue per l’utilizzo di un tipo di latte particolare, caratterizzato da una specifica alimentazione delle bovine, che contribuisce all’ottima qualità dei loro prodotti.

L’alimentazione, infatti, è per la maggior parte composta da foraggi secchi, con l’aggiunta di insilati di medica e di mais nelle stagioni fredde. Con questo sistema, il gusto del latte lascia captare i sapori e gli aromi dell’alimentazione delle bovine anche nei formaggi.

latteria di fagagna borgo riolo
Produzione formaggio

La Latteria Borgo Riolo opera ancora con la stessa metodologia di produzione di un tempo, rifiutando il concetto di allevamento intensivo per privilegiare la cura e l’attenzione nelle fasi di lavorazione.
La latteria è situata al centro del paese e ancora oggi è simbolo di orgoglio per il territorio.

Il latte di Borgo Riolo proviene dalla Pezzata Rossa Italiana, un tipo di bovine a duplice attitudine, rinomate per la produzione di latte di qualità molto elevata e per la buona media produttiva che hanno le mucche.
Inoltre, il latte che viene portato alla latteria Borgo Riolo deriva da capi di bestiame alimentati con foraggi e materie prime secchi, senza l’utilizzo di insilati.

Uno dei punti di forza di Borgo Riolo è la tecnica di produzione del lattoinnesto, che consiste nel riscaldare a temperatura costante il latte appena munto, donandogli acidità, per poi innestarlo il giorno successivo, con lo scopo di favorire la maturazione del formaggio.

Con questa tecnica particolare viene conferito il sapore tipico della zona a tutti i formaggi.

formaggio di fagagnaI formaggi delle latterie Borgo Paludo e Borgo Riolo vanno da quelli freschi a quelli stagionati, fino agli stravecchi. Scopri la bontà unica del formaggio di Fagagna prodotto direttamente dalle latterie, trovi i buonissimi formaggi qui!

In conclusione, che tu voglia tuffarti nella storia di un antico borgo, immergerti negli splendidi paesaggi friulani o degustare delle bontà uniche, Fagagna è la meta adatta!

Le stagionature del Montasio DOP

Se sei un appassionato di formaggi friulani questo articolo è per te! Scopri le caratteristiche uniche che acquisisce il re dei formaggi friulani, il Montasio DOP, in ogni sua fase di stagionatura e come abbinarle al meglio.

Il Montasio DOP

Prima di esplorare le diverse stagionature del Montasio, facciamo un piccolo salto nella storia per scoprire le sue origini antiche.

Il Montasio è un celebre formaggio della tradizione friulana certificato DOP, la cui produzione risale a secoli fa! Infatti, la sua storia ha inizio nel 1200, quando i monaci Benedettini di Moggio Udinese affinarono le antiche tecniche di produzione utilizzate dai malghesi del territorio, per produrre il formaggio.

Inizialmente, il formaggio nasce per poter conservare il latte e avere un alimento nutriente e calorico da consumare durante i rigidi inverni.

La produzione del Montasio DOP e la sua stagionatura sono regolate dal disciplinare del Consorzio per la tutela del Formaggio Montasio e le forme possono essere marchiate ufficialmente solo a seguito di rigidi controlli effettuati dall’apposito consorzio.

montasio dop malga montasioSi tratta di un formaggio a pasta cotta, semidura, ovvero prodotto riscaldando la cagliata ad una temperatura superiore ai 46°C.

Inoltre, è prodotto con latte bovino crudo o termizzato, ma non pastorizzato, come afferma il disciplinare di produzione. Questa sua caratteristica, come accade anche nel caso di altri formaggi prodotti con latte non pastorizzato, conferisce all’alimento un gusto autentico, che richiama la tradizione.

Vuoi scoprire cosa vuol dire formaggio “a latte crudo”? Leggi il nostro articolo a riguardo, qui.

Il Montasio DOP è anche senza lattosio! Chi è intollerante al lattosio, può godere della bontà di questo formaggio, poiché dalle analisi di monitoraggio svolte dal Consorzio sulla stagionatura di 60 giorni, è presente una percentuale di lattosio inferiore di 10 volte rispetto al limite di legge previsto per definire un alimento “privo di lattosio”.

Le stagionature del Montasio e come abbinarle

Prima di tutto, questo formaggio è caratterizzato da un gusto morbido e delicato, che diventa naturalmente più intenso e saporito con l’avanzare del periodo di stagionatura, ma che non diventa mai eccessivamente “piccante” o troppo forte.

Le seguenti denominazioni del Montasio, distinte in base alla durata della stagionatura, sono stabilite dal disciplinare di produzione.

Di seguito trovi le varie denominazioni che acquisisce il formaggio in base al suo grado di stagionatura e qualche abbinamento gustoso per godere appieno delle caratteristiche uniche che acquisisce.

Il Fresco
montasio frescoCon una stagionatura minima di 60 giorni fino a 120 giorni, questo formaggio ha un gusto molto delicato e armonioso e note dolci, che richiamano il latte fresco e la panna. Dal punto di vista della pasta, in questa fase è caratterizzata da una struttura elastica.

Gli abbinamenti migliori sono la frutta fresca e le composte.
Ad esempio, puoi aggiungere qualche fetta del fresco ad un tagliere di formaggi friulani, accompagnati da una composta di frutta oppure dalla composta di peperoni rossi BIO prodotta da Casato Bertoia, che si abbina alla delicatezza del suo aroma.

panino montasio salame friulanoTi consigliamo anche di provarlo come ingrediente di un panino dai sapori tradizionali, con il salame friulano… l’aggiunta perfetta in un cestino da picnic!

Se ami particolarmente il sentore di latte fresco, ti consigliamo di provare anche il Montasio DOP fresco biologico con Latte Fieno stg prodotto dall’Azienda Agricola La Sisile.

Il Mezzano
Il Mezzano è stagionato per un minimo di 4 mesi, fino a 10 mesi. È caratterizzato da un gusto pieno e da una maggiore sapidità rispetto al fresco. La sua pasta si presenta maggiormente friabile ed è ottimo da utilizzare nelle ricette.

Inoltre, è ideale da abbinare ad un buon vino rosso friulano, come il Merlot.

Lo Stagionato
Stagionato più di 10 mesi, è caratterizzato da un gusto saporito, leggermente piccante ma sempre piacevole al palato, con sentori che richiamano la frutta secca, il fieno e sentori animali. La struttura è friabile ed è perfetto da grattugiare sulla pasta o da servire al taglio con la polenta.

Ti consigliamo di abbinarlo ad un bicchiere di ottimo Refosco!

Lo Stravecchio
Dalla stagionatura minima di 18 mesi, ha un gusto ricco e intenso, con una buona sapidità.
Il suo gusto raffinato e saporito lo rende ideale sia da mangiare da solo, che con il miele per bilanciare la sua sapidità.

Inoltre, è ottimo da grattugiare sulle minestre e da abbinare a un vino rosso di carattere come il Cabernet Franc. Un altro abbinamento che ti consigliamo è con il Ramandolo, un vino passito della tradizione friulana dal gusto “dolce non dolce”, che si sposa molto bene con il sapore del Montasio stravecchio.

Il Montasio DOP, nelle varie sfumature di gusto e aroma delle sue stagionature, si adatta a tante occasioni culinarie, dal tagliere dell’aperitivo, a un’aggiunta raffinata nei piatti più complessi. Se cerchi altre idee per gustare questo prodotto unico della tradizione, scopri le ricette proposte dal Consorzio del formaggio Montasio, qui.
Sul nostro sito puoi trovare questo buonissimo formaggio friulano, prodotto direttamente dalle latterie della regione! Lo trovi qui.

La grappa friulana

In questo articolo esploriamo la famosa grappa friulana, o sgnape! La grappa rappresenta un prodotto intramontabile della tradizione della regione Friuli Venezia Giulia, infatti è uno dei distillati più antichi!

Se sei un’amante della grappa leggi questo articolo e scopri la sua storia, la produzione e le meravigliose grappe che trovi sul nostro sito.

La storia della grappa friulana

Cominciamo scoprendo la storia antica di questo distillato di vinaccia, che affonda le sue radici secoli fa.

Le tecniche di distillazione erano già note ai tempi degli antichi egizi ma la diffusione dei distillati in occidente avvenne intorno al X secolo, quando la Scuola Medica Salernitana apprese le tecniche di distillazione dalla medicina araba. Infatti, inizialmente i distillati erano utilizzati solo a scopo medicinale.

Sai perché si chiama anche acquavite?
La parola “acquavite” nell’uso comune è sinonimo di grappa, in realtà è un termine che si riferisce a più bevande con alta gradazione alcolica, ottenute tramite distillazione.
Come definisce il vocabolario Treccani, il termine deriva dal latino medievale degli alchimisti e significa “acqua di vita”.

Infatti, una volta veniva estratta l’acquavite dal vino principalmente per scopi medicinali.

In Friuli questa bevanda rappresenta una vera e propria tradizione, è simbolo di cultura dalle origini molto antiche e apprezzata da molti.

Le notizie sulla distillazione risalgono già al rinascimento e uno dei primi scritti in cui ritroviamo questo distillato è nel registro dei beni di Enrico di ser Everardo da Cividale, un notaio di Cividale morto nel 1451. Nell’archivio è riportato anche “uvum ferrum (alambicco) ad faciendam acquavitem” uno strumento per produrre acquavite, con l’annotazione “grappe” a margine.

Nella lingua friulana il termine utilizzato per definire la grappa è “sgnape”, una parola che probabilmente deriva dal tedesco “schnaps”, ovvero “rapido sorso”.

La produzione

distilleria de mezzo
Distilleria Mercedes De Mezzo

La distillazione della grappa può avvenire con sistemi diversi, che si basano sullo stesso principio, ovvero separare i composti volatili con il calore, condensarli per raffreddamento e raccogliere il liquido ricco di alcool e aromi.

Partiamo dalle basi, prima di tutto, come si ricava la grappa?
È il ricavato della distillazione della vinaccia, ovvero la buccia dell’uva che rimane dopo aver spremuto il frutto per la produzione del vino.

Le vinacce possono essere fermentate e non fermentate, dette in questo caso vergini. La fermentazione determina anche la percentuale alcolica che contengono.
Grappe di elevata qualità richiedono la separazione, prima della distillazione, dei vinaccioli. I raspi sono solitamente eliminati in precedenza dalla cantina che produce il vino. Questo perché conferiscono note molto amare al prodotto.

In base all’affinamento e alle lavorazioni che seguono la distillazione possiamo classificare la grappa in:

  • giovane, se conservata in contenitori inerti, come il vetro, fino all’imbottigliamento;
  • aromatica, se deriva da uve particolarmente aromatiche, come la Malvasia;
  • invecchiata, se matura per almeno 12 mesi in tini di legno;
  • stravecchia o riserva, se matura per almeno 18 mesi;
  • aromatizzata, se vengono aggiunti aromatizzanti naturali, come erbe o frutti.

Inoltre, può essere monovitigno, se ottenuta da una singola varietà di vinaccia, oppure polivitigno, se ottenuta da più varietà. Scopri di più.

La distilleria Mercedes De Mezzo

storia de mezzoLa qualità della grappa è legata sia alla bontà della vinaccia, che al sistema di distillazione e alle abilità tecniche e l’esperienza del mastro distillatore.

Il produttore fa la differenza, per questo ci teniamo, prima di proseguire, a presentarti il produttore Mercedes De Mezzo.

Questa distilleria è situata in Friuli, nel territorio di Fagagna e produce grappa di qualità con passione da ben quattro generazioni!

La sua storia inizia nell’800, quando il sindaco di Majano, Pietro de Mezzo, si occupava di produrre mattoni lavorando la terra argillosa del territorio. Dato che all’epoca c’era una forte necessità di sfruttare al massimo le risorse, la stessa terra veniva impiegata anche per altre attività, come la produzione di foraggi per animali, cereali, gelsi e la vite per fare il vino.

Nel 1890 i clienti, in attesa del proprio carico, si ristoravano bevendo “un busul di sgnape” e pochi anni più tardi, nel 1896 fu installato nell’azienda stessa il primo alambicco a fuoco diretto.

Inizialmente la distilleria era dotata solo di un rudimentale apparecchio e produceva per un consumo limitato a seconda della richiesta del momento, distillando frutta o vinacce.
Nei primi del novecento, Sante, aiutato più tardi anche dai figli, diede vita all’attività artigiana che ancora oggi produce con passione e nel rispetto della tradizione distillati di qualità.

I prodotti della Distilleria Mercedes De Mezzo
Sul nostro sito puoi trovare le grappe e assaporare il gusto inconfondibile e avvolgente dei prodotti della storica distilleria. Scopri i prodotti qui.

Leggi di seguito le grappe che puoi trovare sul sito.

canapisLa grappa Canapis, un prodotto che rievoca la tipicità della canapa coltivata in Friuli, dal caratteristico retrogusto speziato che ricorda il rosmarino, il timo, il basilico. Il gusto è amaricante e stimola la digestione.

 

 

 

Grappa delicataLa grappa “Decisa” e la grappa “Delicata”, prodotte dalla distillazione di vinacce selezionate e friulane, di grande spirito e di forte caratteristica.

 

 

 

Grappa stravecchiaLa grappa stravecchia “La famiglia”, lasciata invecchiare per lunghi periodi, affinché risulti più armoniosa e completa al palato. Questo distillato si “ingentilisce” all’interno di grandi botti di rovere e durante l’invecchiamento assume un colore ambrato. È una grappa ideale anche per la clientela più esigente.

 

grappalatteLa GrappaLatte e la Crema Pera, due liquori dolci, ottimi da servire freddi e per la preparazione di drinks diversi.

 

 

slibowitzLo Slivovitz, il distillato di prugne dal profumo di mandorla amara e cacao, con un gusto leggermente nocciolato e persistente. La susina, utilizzata per la produzione, è uno dei frutti con maggior concentrazione zuccherina.

Inzuppa la Gubana nello Slivovitz… è l’abbinamento migliore con questo dolce tipico di Cividale del Friuli!

Come si beve la grappa

Solitamente la sgnape si consuma a fine pasto, accompagnata o meno da un dolce, per “pulire la bocca” dopo aver mangiato e per stimolare la digestione.

Hai mai sentito dire “fare il resentin”? Vuol dire diluire un po’ di grappa nella tazzina del caffè. Non è per tutti ma è una tradizione ben radicata che vale la pena provare!

Per la degustazione, il bicchiere migliore da usare è quello a tulipano, per godere appieno delle sue caratteristiche aromatiche uniche.

Buona degustazione!

5 Idee per fare il pieno di verdure in primavera

La primavera è finalmente arrivata! Se vuoi incorporare più verdure sulla tua tavola, questo articolo è per te.

Scopri come abbinare le meravigliose verdure sott’olio, in crema e in agrodolce che trovi su Fattorie Friulane, prodotte direttamente dagli agricoltori della regione.

La differenza fra crema di verdure, composta e confettura

Prima di tutto, cominciamo facendo una distinzione importante fra crema di verdura, composta e confettura.

Se ti sei mai chiesto “ma che differenza c’è fra composta e confettura?” Ecco la risposta!

La confettura è un prodotto che può contenere, oltre a zuccheri, acqua e polpa di frutta, anche purea di frutta, oppure di verdure come zucca, cetrioli e pomodori.

Invece, la composta contiene una quantità maggiore di frutta e meno zucchero. La composta non è solo di frutta, ma può essere prodotta anche con verdure, quali peperone, cipolla e pomodoro.

E la crema?
Una crema di verdura è solitamente preparata con un ingrediente principale, che viene frullato finché non raggiunge la consistenza desiderata, a cui sono aggiunti pochi ingredienti per legare il composto.
Quest’ultima differisce dalle vellutate e dai passati di verdure. La vellutata è caratterizzata proprio dalla sua consistenza “vellutata” e viene preparata con pochi ingredienti di stagione frullati bene; mentre il passato si produce cuocendo le verdure e con l’utilizzo del passaverdure.

5 Abbinamenti con le verdure di Fattorie Friulane

Continua a leggere per scoprire 5 idee gustose per sfruttare le buonissime verdure genuine dei nostri produttori.

Insalata primaverile
La prima idea che ti proponiamo è un’insalata fresca e saporita, ricca di verdure e perfetta come pranzo veloce da preparare.

Cosa ti servirà per prepararla:

  • insalata mista;
  • zucchine sott’olio. Le zucchine a rondelle sott’olio di La Fattoria di Pavia sono perfette per questa insalata;
  • Montasio DOP stravecchio in cubi;
  • olio d’oliva extravergine, ti consigliamo l’olio UL’KA prodotto da Parovel che è certificato DOP Tergeste. Scopri di più su questo olio nel nostro articolo a riguardo;
  • Balsamriccio, un condimento agrodolce ottenuto dal mosto concentrato di birra, creato da Agribirrificio Villa Chazil;
  • semi di zucca, per un tocco di croccantezza.

Come preparare l’insalata
Unisci tutti gli ingredienti in una ciotola capiente e mescola bene. In seguito, taglia il formaggio in piccoli cubetti oppure grattugia un po’ di Montasio DOP e condisci con sale, olio e Balsamriccio.

Con questa insalata primaverile potrai fare il pieno di verdure in modo veloce e davvero gustoso!

Tagliere di formaggi
tagliere formaggiLa seconda idea che ti proponiamo è un classico tagliere di formaggi, con un tocco di colore!

Ecco cosa ti servirà per prepararlo:

Abbina al tagliere un buon calice di vino friulano e vedrai che tagliere sfizioso!

Se ami preparare i taglieri e vuoi scoprire come creare delle degustazioni di formaggi indimenticabili per te o per i tuoi ospiti, ti consigliamo di leggere il nostro articolo a riguardo.

Due panini friulani saporiti
panino ricotta peperoniLe creme di verdure sono un ottimo modo per arricchire di gusto panini e toast. Le combinazioni che puoi fare con i formaggi della tradizione friulana sono davvero tante!
Di seguito, ti proponiamo due panini saporiti, ma puoi trovare anche altre idee nel nostro video Youtube.

Per un panino più gourmet, taglia il pane in due parti e spalma la composta di peperoni rossi su un lato. In seguito, aggiungi qualche fetta di ricotta affumicata e, se vuoi, aggiungi un altro po’ di composta.

La combinazione di sapori fra la ricotta affumicata e la dolcezza della composta è davvero sfiziosa, provare per credere!

Per un panino molto saporito, puoi anche abbinare il Montasio DOP alla crema di radicchio rosso.

Torta salata
Se apprezzi le torte salate, ecco un’idea che fa per te. Questa tipologia di piatto si presta molto alle variazioni, infatti tutti hanno la propria versione di torta salata preferita.

La nostra proposta è quella di prepararne una con le zucchine e la Pitina IGP, un salume della tradizione friulana che conoscono in pochi, è un prodotto d’eccellenza dal sapore abbastanza intenso e particolare.

Aggiungi alla torta salata le zucchine a rondelle sott’olio e qualche cubetto di Pitina IGP.

Un’altra variante potrebbe essere una torta salata con le zucchine e il Montasio DOP, per un sapore più delicato.

Orzotto asparagi e Pitina
Come possiamo non includere una ricetta con gli asparagi bianchi del Friuli? Questo ortaggio infatti occupa un posto speciale nella regione.

L’asparago bianco deve il suo colore chiaro alla mancanza di clorofilla, in quanto si sviluppa sotto terra senza vedere la luce del sole. La coltivazione di questa pianta è piuttosto laboriosa e richiede molto tempo, infatti in passato veniva considerato un alimento di lusso.

Rispetto all’asparago verde, quello bianco ha un sapore più dolce e delicato.

orzottoL’ultima ricetta che ti proponiamo è quella dell’Orzotto con asparagi e Pitina IGP, della chef friulana Lorena De Sabata.

Ingredienti:

  • orzo decorticato;
  • asparagi bianchi in agrodolce;
  • Pitina IGP;
  • olio d’oliva, ti consigliamo di utilizzare l’olio DOP Tergeste;
  • formaggio stagionato.

Procedimento:
Cominciamo tagliando in piccoli pezzi la carota, il sedano, la cipolla e, se di stagione, un cipollotto. Mettiamo tutto in pentola con acqua e portiamo a cottura per almeno 20 minuti.

Mentre il brodo bolle, cominciamo con la preparazione dell’orzo, dunque prendiamo il cipollotto e facciamo un trito da aggiungere in un pentolino.

Quando la cipolla ha soffritto leggermente e si è ammorbidita andiamo ad aggiungere l’orzo, tenendo conto che per ogni persona serve un pugno abbondante a testa. Ricopriamo l’orzo con il brodo e, quando si asciuga il liquido, continuiamo a bagnarlo come se fosse un risotto.

A orzotto pronto e asciutto, aggiungiamo la crema di asparagi bianchi, circa 2 cucchiai a testa come minimo, e mescoliamo. Se a questo punto l’orzo risulta asciutto aggiungiamo altro brodo, finché non è bello cremoso.

Passiamo alla mantecatura con l’olio extravergine di oliva a crudo e grattugiamo il nostro formaggio stagionato. A questo punto l’orzotto è ben mantecato e cremoso e lo possiamo impiattare con le punte d’asparago e la Pitina IGP.

Guarda il video per seguire la ricetta utilizzando gli ingredienti di Fattorie Friulane.

Adesso che hai qualche idea in più su come portare in tavola le buonissime verdure sott’olio, in crema e in agrodolce, non ti resta che cominciare a cucinare! Scopri tutte le verdure sul nostro sito, qui.

Dal passato al presente: formaggi storici del Friuli e prodotti dimenticati

Nella storia gastronomica del Friuli Venezia Giulia ci sono prodotti che sono stati dimenticati, e prodotti che invece sono stati riscoperti e che continuano ad essere commercializzati da alcuni piccoli produttori friulani.

Leggi l’articolo per scoprire i formaggi storici quasi dimenticati e i prodotti che si sono persi con il passare del tempo, come le strissulis e la morcje.

I formaggi storici quasi dimenticati

Probabilmente conosci già formaggi tradizionali del Friuli Venezia Giulia come il Latteria o il re dei formaggi friulani, il Montasio DOP, ma conosci anche i formaggi storici che sono quasi stati dimenticati con il passare del tempo? Parliamo, ad esempio, del Formadi Frant e del Salato storico, due prodotti unici e dalle tecniche di produzione insolite.

In entrambi i casi, si tratta di formaggi storici creati con modalità di produzione davvero particolari.

Il formaggio Salato
Il Salato o Asìno è uno dei più antichi formaggi del Friuli, forse si tratta addirittura del più antico!
Infatti, le sue origini risalgono alla metà del XVII secolo e possiamo trovarlo citato per la prima volta nel 1659 nel volume Rerum Foroiuliensium dello storico Enrico Palladio.

Il Salato nasce per evitare lo spreco delle forme di formaggio non perfette e la sua produzione è piuttosto insolita rispetto ad altri formaggi della tradizione.

La produzione
Come si può evincere anche dal nome “salato”, questo prodotto è caratterizzato dal gusto intenso e particolare, derivato dall’immersione nella “salmuèrie”, ovvero la miscela di latte, panna di affioramento, acqua e sale, la cui ricetta è gelosamente custodita e tramandata di generazione in generazione dai produttori.

formaggio salato storico casera rugo
Salato Storico Casera Rugo

Questa miscela bianca e densa viene mantenuta in tini di legno di Larice e determina il sapore caratteristico del prodotto. Al suo interno le forme si ammorbidiscono e acquisiscono gli aromi tipici che contraddistinguono il formaggio.

Lo sapevi che…
La salmuèrie è mantenuta nel tempo e può arrivare anche a duecento anni! I tini non sono mai svuotati o sostituiti ma solo integrati e si mantengono grazie ad un fenomeno chimico che si chiama “scambio osmotico”. Ogni giorno il composto è rimescolato e gli sono aggiunti alcuni degli ingredienti di partenza per mantenere il delicato equilibrio della miscela.

Se sei curioso e vuoi scoprire di più sulla storia e sulla produzione di questo formaggio, leggi il nostro articolo a riguardo, che trovi qui.

Il sapore è davvero particolare e l’unico modo per conoscere davvero questo formaggio è proprio assaggiarlo. Lo trovi sul nostro sito, prodotto da Casera Rugo, sia in versione classica, che più cremosa.

Dal punto di vista degli abbinamenti, può essere accompagnato alla polenta calda o alle patate, oppure come ingrediente per panini o spuntini rustici.

Il Formadi Frant
Scopriamo ora il Formadi Frant, che non possiamo definire un formaggio perché è il prodotto della frantumazione di altri formaggi.

Come nel caso del Salato, nasce per evitare gli sprechi delle forme imperfette. Il suo luogo d’origine è la Carnia, regione storica che si estende a est del sistema dolomitico e che è caratterizzata da rigidi inverni con venti impetuosi. In passato, quando le scorte di cibo scarseggiavano in inverno, erano assolutamente da evitare gli sprechi di tutto ciò che potesse servire al sostentamento durante la stagione fredda.

La produzione
Anche le modalità di produzione del Formadi Frant sono piuttosto particolari e molto diverse da quelle cui siamo abituati.

frant classicoPer la sua produzione vengono frantumati formaggi di latteria di media e lunga stagionatura, amalgamati poi in un impasto omogeneo, a cui sono aggiunti la panna fresca pastorizzata, altri latticini, sale e pepe.

Successivamente, il composto è inserito in stampi con fascere di legno e poi pressato e stagionato per circa 40 giorni.

Il risultato è un formaggio dalla consistenza morbida ma leggermente compatta e friabile e dal sapore marcato con un piacevole contrasto fra dolce e piccante.

Se vuoi scoprire di più su questo formaggio unico, leggi il nostro articolo a riguardo, qui! Puoi conoscere meglio la sua storia anche sul sito di Slow Food FVG.

Il Formadi Frant è molto legato al suo produttore e può variare in base a chi lo produce.
Sul nostro sito lo puoi trovare prodotto da Casera Rugo, sia in versione classica, che con altri ingredienti, come finocchio, semi di papavero o noci.

Come abbinarlo? Ti consigliamo prima di tutto di assaggiarlo così com’è, per godere appieno dei suoi aromi unici, anche perché tipicamente è da consumare come formaggio da tavola o da consumare a fine pasto.
In alternativa, può essere mangiato anche con pane, polenta, confetture e miele.

Questi formaggi sono artigianali e si trovano con produzione limitata dai piccoli caseifici della regione. Li puoi trovare sul nostro sito e assaggiare la bontà delle antiche tradizioni friulane.

I prodotti dimenticati

Siamo arrivati al punto dell’articolo in cui scopriamo alcuni dei prodotti che sono stati praticamente dimenticati nella storia e che non vengono più utilizzati, o comunque non se ne sente di certo parlare come in passato.

Le strissulis
Se conosci il Frico, devi sapere che la sua storia è legata a quella delle strissulis, ovvero dei ritagli di formaggio ricavati quando il casaro arrotonda le forme.
Infatti, dopo la prima fase di pressatura, il casaro rifinisce i bordi delle forme con un coltello affilato, producendo delle strisce di cagliata fresca dal gusto delicato che richiama il latte.

strissulis
Strissulis di Latteria di Fagagna

Una volta tagliate, le strissulis venivano distribuite dal casaro, talvolta anche reclamate dai bambini del paese per il loro pranzo o come spuntino.

Un tempo venivano utilizzate anche per fare il Frico, tipico piatto della tradizione friulana, che oggi, sempre più spesso, viene preparato con i pezzi di formaggio anche di stagionature diverse per dare più sapore al piatto.
In certi casi, però, puoi ancora trovare questi ritagli di formaggio confezionati in appositi sacchetti, da utilizzare in cucina, anche sulla pizza.

Se non conosci ancora il Frico, assaggialo qui! È un prodotto gustoso e insuperabile della cucina tradizionale friulana. Sul nostro sito lo trovi creato direttamente dalle latterie della regione, in pratiche monoporzioni precotte, solo da scaldare un po’ in padella!

La Morcje
Un altro prodotto che si sta perdendo con il passare del tempo è la Morcje, un condimento che un tempo era molto ricercato nelle cucine friulane, per arricchire i cibi più semplici.

Questo condimento nasce con il processo di conservazione del burro. Un tempo, quando non c’erano ancora i frigoriferi, era molto difficile evitare il processo di irrancidimento del burro. Per questo motivo, dopo aver acquistato il panetto di burro dal caseificio, quest’ultimo veniva posto in una pentola capiente e messo a cuocere su fuoco lento. Il blocco si scioglieva lentamente, facendo affiorare una leggera schiuma e, durante la cottura il burro diventava di colore giallo dorato, mentre la schiuma scompariva.

La massa fusa veniva lasciata a riposo, così che si depositasse un fondo, ovvero la “morcje”. In seguito, era posta in vasi e lasciata solidificare e il composto poteva essere utilizzato come condimento e conservato per diverse settimane.

cjarsons
Cjarsons

Uno dei piatti semplici dalle umili origini che veniva arricchito dal composto erano i Cjarsons, dei ravioli di pasta ripiena originari della Carnia, che possono essere preparati sia in versione dolce che salata.

 

 

Il latticello
Infine, scopriamo il latticello, un derivato del latte estratto alla fine del processo di produzione del burro.

Il latticello veniva chiamato anche in altri modi, come “batude” o con altri appellativi, a seconda della collocazione del caseificio di provenienza.

Si tratta della porzione liquida derivata dalla panna utilizzata nella lavorazione del burro, che una volta veniva consumato come colazione o come bevanda energetica e dissetante. Questo liquido, di aspetto sieroso e dal sapore acidulo, infatti, era molto gradito anche dai contadini che lavoravano i campi come fonte di energia e bevanda rinfrescante, grazie al suo contenuto di flora batterica.

Ci sono tradizioni e sapori che con il passare del tempo si perdono per tanti motivi.
Una cosa però è certa: è importante conservare il più possibile i sapori di un tempo, perché sono in grado di portarci in epoche diverse solo attraverso il gusto. Mangiare una fetta di Formadi Frant o di Salato è davvero un piccolo salto nella storia gastronomica del Friuli…in un’epoca non poi così lontana in cui non si sprecava niente.

Il tradizionale formaggio Latteria

In questo articolo andiamo alla scoperta di uno dei formaggi tradizionali friulani più amati e conosciuti… il Latteria! Questo formaggio affonda le sue radici nell’antica tradizione delle Latterie Turnarie e le sue caratteristiche possono variare in base alle modalità di produzione. Inoltre, è uno degli ingredienti per fare il famoso Frico friulano, un piatto tipico molto gustoso a base di formaggio!

Leggi l’articolo per esplorare la storia, le caratteristiche distintive e gli abbinamenti di questo formaggio friulano!

L’antica storia del Latteria

storia latteria sociale turnaria di lavariano
Latteria Sociale Turnaria di Lavariano

Come nasce il Latteria?
Le sue origini, come si può evincere anche dal nome, sono legate alla lunga tradizione delle latterie turnarie, ovvero un antico sistema di consegna del latte e di produzione del formaggio. Questo sistema è nato verso la fine dell’Ottocento ed era presente soprattutto in Friuli, Trentino, Veneto e Slovenia.

Oltre ad essere molto efficiente, questa modalità di produzione rappresentava una forma di supporto per la comunità!

Le latterie turnarie devono il nome ai turni con cui le famiglie del territorio andavano a conferire il latte, che poi veniva lavorato e trasformato in formaggio dal casaro. Ogni socio portava il latte al caseificio nel giorno della settimana che gli era stato assegnato e le quantità di latte venivano segnate in un libretto.

Se sei curioso di saperne di più e vuoi scoprire come si svolgeva una giornata in latteria, leggi l’articolo che abbiamo scritto a riguardo, qui!

Oggi, le latterie turnarie esistono ancora, ma è una tradizione che purtroppo sta scomparendo. Un modo per evitare che ciò accada è proprio quello di supportare le piccole latterie che sono rimaste sul territorio e che portano avanti questo sistema, che altrimenti si perderebbe per sempre.

Sul nostro sito puoi trovare i buonissimi formaggi delle piccole latterie tradizionali del Friuli, scoprili qui!

Latteria e Montasio DOP
Ti sei mai chiesto quali sono le differenze fra il Montasio DOP e il Latteria?

Formaggio latteria frescoSebbene siano entrambi formaggi della tradizione friulana, hanno delle differenze importanti da sottolineare. Infatti, il Montasio è un formaggio che ha ricevuto il riconoscimento DOP e che segue un rigido disciplinare di produzione, determinato dal Consorzio di Tutela del Formaggio Montasio. Anche per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche e il gusto, i due presentano notevoli differenze.

I due formaggi sono accomunati dalla storia, infatti, prima che il Montasio ricevesse il riconoscimento DOP, i due prodotti erano spesso considerati come uguali, perché il territorio di produzione, l’aspetto e le dimensioni delle forme erano quasi le stesse.

Se vuoi scoprire di più sulla differenza fra Montasio DOP e Latteria, leggi il nostro articolo a riguardo qui!

Le caratteristiche

Per quanto riguarda le caratteristiche del formaggio Latteria, come abbiamo scritto in precedenza, possono essere molto diverse fra loro in base al prodotto specifico. Infatti, a differenza del Montasio DOP, non deve seguire un disciplinare specifico di produzione e possono esserci più varianti.

In generale, però, possiamo dire che il Latteria presenta le seguenti caratteristiche:

  • ha una struttura compatta;
  • ha un gusto che può variare da più delicato a più deciso, in base alla stagionatura e alle modalità di produzione.

latteria ubriaco
Latteria ubriaco

Esistono anche delle varianti più particolari, come il Latteria Ubriaco, che viene immerso nella vinaccia e lasciato riposare alcune settimane. Provalo qui!
Un’altra variante, è quella prodotta con Latte Fieno stg, un tipo di latte certificato, prodotto con metodi tradizionali e sostenibili, utilizzando principalmente il fieno come mangime delle mucche. Assaggialo qui!

È importante specificare anche che questo formaggio è presente nell’elenco regionale dei prodotti tradizionali ma il nome non è tutelato dalle imitazioni! Per questo, presta sempre attenzione ai formaggi che scegli, perché in commercio è possibile trovare formaggi simili, anche di provenienza estera, che si fa fatica a distinguere da quelli locali.

Dunque… come fare per essere certi? Scegli i caseifici locali. Le piccole latterie e realtà del luogo ti permettono di acquistare con serenità un prodotto genuino e buonissimo!

Su Fattorie Friulane trovi i formaggi prodotti direttamente dalle latterie e dai piccoli caseifici del Friuli Venezia Giulia. Scoprili qui.

Gli abbinamenti in cucina

Adesso che conosci la storia e le caratteristiche del Latteria, scopriamo come abbinarlo ed utilizzarlo in cucina!

Cominciamo con il meraviglioso Frico, piatto caratteristico per eccellenza della tradizione friulana, dalle origini umili. Infatti, nasce come piatto povero e come fonte calorica e di sostentamento per affrontare una lunga giornata, specialmente in montagna!

Il territorio in cui nasce questo piatto è la Carnia, regione storica che si estende a nord e a est del sistema dolomitico, dall’inverno rigido e con abbondanti piogge e venti impetuosi. Per questo, il Frico nasce come pasto calorico, per fornire energia durante il rigido inverno.

fricoIl Frico è preparato con formaggi di varia stagionatura, a cui possono essere aggiunti anche altri ingredienti, come le patate o la cipolla.

Il formaggio Latteria è perfetto per la sua preparazione, così come il Montasio DOP.
Se ti piace cucinare, abbiamo anche la nostra ricetta del Frico alla carnica e puoi prepararla con i formaggi delle latterie, seguendo i passaggi della chef.
Altrimenti, assaggia il Frico già pronto, preparato direttamente dai produttori friulani, solo da scaldare qualche minuto in padella!

Per abbinare il Latteria al meglio, scegli in base alla stagionatura e al tipo specifico di prodotto.

  • Il fresco ha un sapore più delicato, che si abbina bene al miele, ai crostini, al prosciutto di San Daniele DOP, alle marmellate e ai vini bianchi. È facile sovrastare il suo gusto delicato con alimenti e salumi molto saporiti oppure con i vini rossi.
  • Il mezzano ha un sapore più deciso e si può abbinare a pane, salumi dal sapore più intenso, come speck e Pitina IGP e confetture.
  • Lo stagionato è ottimo con tutti i salumi friulani, i vini rossi, le composte di frutta o di verdure, come quella di cipolle.

In generale, si tratta di un formaggio molto versatile e, in qualsiasi modo tu scelga di abbinarlo, saprà sicuramente conquistarti!

Adesso che conosci questo formaggio tradizionale friulano, non ti resta che provare qualche abbinamento e assaggiare, quindi… buon appetito e buona degustazione!

La ricotta affumicata della Carnia

Scopriamo insieme un “formaggio” che in realtà formaggio non è… parliamo della Ricotta, un derivato del latte amato da tutti, che viene definito erroneamente un prodotto caseario. Se vuoi scoprire perché, leggi questo articolo, in cui scoprirai le sue origini, le caratteristiche e la produzione della ricotta affumicata della Carnia e come utilizzarla in cucina.

Produzione e caratteristiche

Prima di tutto, la ricotta è un latticino dalle origini molto antiche, che viene chiamato così perché “cotto due volte”.

Perché non possiamo definirla un formaggio? È importante chiarire che non si tratta di un vero e proprio formaggio, perché con il termine “formaggio” o “prodotto caseario” si intendono i derivati della coagulazione della caseina, ovvero della principale proteina presente nel latte. La ricotta è il prodotto della coagulazione delle proteine del siero, che viene portato fino ad una temperatura di 85°-90°C.

Con la coagulazione delle proteine del siero, si formano dei morbidi fiocchi bianchi, che affiorano in superficie, incorporando al loro interno una determinata quantità di grasso, di lattosio e di sali minerali. La massa di fiocchi viene estratta con la schiumarola, uno strumento apposito. La ricotta è posizionata in appositi cestelli forati, che consentono lo sgocciolamento.

Questo processo produttivo può subire alcune modifiche, come l’aggiunta del 5% o 10% di latte o di panna, che consente di ottenere un prodotto ancora più cremoso e più saporito.
È anche per questo motivo che diversi tipi di ricotta possono avere caratteristiche e valori nutrizionali diversi, che vanno controllati sull’etichetta.

In generale, la ricotta fresca si presenta:

  • dalla consistenza morbida e cremosa;
  • dal sapore di latte fresco;
  • dal colore bianco candido.

Per quanto riguarda il prodotto fresco, è bene consumarlo il prima possibile! Infatti, se consumata molto fresca si può godere appieno delle sue caratteristiche organolettiche e aromatiche. Mentre, con il passare del tempo, può perdere morbidezza, diventando più compatta, meno aromatica e meno solubile.

Le origini
Questo prodotto derivato del latte ha origini molto antiche!
Infatti, comincia ad essere prodotta già con i Sumeri, nel 2000 a.C. e dagli Antichi Egizi, che contribuirono a darle la forma che siamo abituati a vedere oggi.

In seguito, gli Antichi Greci la perfezionarono e venne citata anche da Omero… se ti ricordi, infatti, quando Ulisse incontra Polifemo nell’Odissea, il ciclope stava proprio lavorando la ricotta!

La ricotta affumicata della Carnia

ricotta affumicata
Ricotta affumicata Alto But

Vediamo adesso una variante molto apprezzata della ricotta, quella affumicata. Questa variante è utilizzata molto in cucina e nella gastronomia, per arricchire le ricette e renderle ancora più gustose.

La ricotta affumicata è simbolo dei prodotti antichi della Carnia ed è un prodotto tipico delle malghe e dei caseifici di montagna.

A differenza di quella fresca, può essere conservata per un periodo più prolungato, grazie al processo di affumicatura. Inoltre, differisce per il gusto particolare, affumicato ma non in modo eccessivo, pur sempre mantenendo la delicatezza caratteristica della ricotta.

Come viene prodotta?
Per la sua produzione, la ricotta fresca viene messa a sgocciolare in sacchi di tela, per poi essere salata e leggermente pressata. In seguito, viene posta in locali appositi per l’affumicatura, che da tradizione avviene con l’utilizzo di fumo diretto, ottenuto dalla combustione del legno. In particolare, è preferibile utilizzare il legno di faggio.

Questo prodotto è tipico della produzione in malga, ovvero nelle zone montane. Il siero residuo della lavorazione del formaggio di malga viene scaldato “all’interno della stessa caldaia in rame impiegata per la trasformazione del latte in formaggio di malga”.

In Friuli è un vero e proprio simbolo di tradizione e viene chiamata anche “Scuete (Frante)” o Puìna”. Scopri di più.

ricotta zore
Ricotta affumicata di capra Az. Agricola Zore

Il risultato è un prodotto unico, gustoso e saporito, dal sentore naturale di affumicato, in grado di rendere ogni piatto o ricetta ancora più speciale!
Se ti è venuta l’acquolina in bocca solo a pensarci, prova la buonissima Ricotta affumicata sul nostro sito. Puoi trovarla anche di capra!

Lo sapevi che… dal punto di vista nutrizionale la ricotta è un ottimo alimento.
Le sieroproteine che la costituiscono sono considerate sostanze ad alto valore biologico, poiché costituite da amminoacidi essenziali, molecole che l’organismo umano non produce autonomamente.

Per questo è considerato il più nobile dei latticini, con un’alta qualità proteica, superiore a quella dei formaggi, che sono ricchi di caseine anziché di sieroproteine. Inoltre, contiene meno grassi del formaggio!

Insomma… è un prodotto buonissimo, digeribile, povero di calorie e ricco di proteine, calcio e altri minerali preziosi.

La ricotta in cucina

La ricotta si presta particolarmente ad essere utilizzata in cucina e nelle ricette, sia in versione fresca, che affumicata. Non è utilizzata solo per i piatti salati, ma anche per molti dolci.

Ecco qualche esempio di come puoi utilizzare la ricotta in cucina!
La ricotta fresca è ottima sia da sola, che nelle torte salate, nei ravioli con gli spinaci o nei dolci. Un altro abbinamento davvero da leccarsi i baffi è con il miele, sia d’Acacia che di Acero, quest’ultimo ha un gusto molto particolare che ha sentori di caramella Mou!
Altrimenti, puoi abbinarla a qualche composta di frutta per una colazione genuina.

La ricotta affumicata è ottima:

  • da sola, tagliata a cubetti in un buon tagliere;
  • grattugiata sulla pasta, con il calore si fonderà e renderà il tuo piatto ancora più saporito;
  • nei Cjarsons carnici, un piatto tipico della cucina friulana, originario della Carnia. Scoprili nel nostro articolo qui.

cjarsonsConosci i Cjarsons?
Sono un tipo di pasta ripiena tipico della Carnia. Non c’è una sola ricetta per prepararli, poiché esistono varie versioni, dolci e salate.

Ti lasciamo di seguito la video ricetta dei Cjarsons dolci, preparati dalla chef friulana Lorena De Sabata.

Guarda il video e prova la ricetta!

 

Ti serviranno i seguenti ingredienti:

  • la ricotta affumicata di Capra;
  • la farina di mais giallo;
  • biscotti di due tipi, con il mais e con fave di cacao;
  • la farina;
  • la composta di pere e cacao;
  • la menta fresca;
  • la mela;
  • le patate lesse;
  • il burro.

Ecco il procedimento:
Prima di tutto prepara il condimento, ovvero la morchia, con il burro e la farina di mais. In seguito, prepara la pasta con farina e acqua… in questa fase è importante impastare molto bene e creare una pasta sottile, che lascerai riposare per circa 20 minuti.

Nel frattempo, dedicati a creare il ripieno, grattugiando le patate lesse e una parte di mela fresca, poi sbriciola i biscotti nell’impasto. A questo punto, aggiungi la composta di pere e cacao e mescola bene.

Successivamente, passa alla realizzazione dei ravioli. Per creare la forma giusta, stendi la pasta e tagliala con il coppa pasta in forme circolari, poi riempi ogni forma con un po’ di ripieno. Chiudi i ravioli unendo i bordi e schiacciando bene.

L’ultimo step è quello della cottura. Cuoci i Cjarsons in acqua bollente salata per due minuti, per poi aggiungere la morchia tostata, la buonissima ricotta affumicata di capra e un po’ di menta fresca a piacere.
Questo piatto si presta molto alle variazioni, quindi spazio alla fantasia! Puoi creare anche una versione più salata con la ricotta affumicata nel ripieno.

Trovi anche una box con gli ingredienti del nostro negozio online utilizzati dalla chef. Scopri la box.

Adesso che conosci la ricotta, la sua produzione e hai qualche golosa idea su come abbinarla, non ti resta che mangiare! Prova la ricotta affumicata prodotta direttamente dai piccoli produttori e vedrai che bontà unica della tradizione carnica.

La Ribolla Gialla: scopri caratteristiche e abbinamenti

In questo blog abbiamo parlato di molti vini della tradizione friulana, come il Refosco, il Verduzzo e il Ramandolo e in questo articolo scopriamo le origini, le caratteristiche uniche e i migliori abbinamenti della Ribolla Gialla.

Si tratta di uno dei vitigini autoctoni a bacca bianca della regione più antichi che ha guadagnato un’ottima reputazione negli anni, come simbolo di tradizione.

Leggi l’articolo se vuoi scoprire la storia di questo vino, le sue caratteristiche uniche e come abbinarlo al meglio!

Le origini della Ribolla Gialla

Questo famoso vino bianco è autoctono del Friuli Venezia Giulia ed è sempre stato presente sulle tavole della nobiltà veneziana.

Il vitigno Ribolla Gialla è uno dei più antichi del territorio, coltivato in Friuli Venezia Giulia, nello specifico nelle province di Gorizia e Udine, e in alcune parti della Slovenia.

Si pensa che questo antico vitigno fosse coltivato già in epoca Romana nelle isole meridionali della Dalmazia. Si ritiene sia stato importato in Friuli Venezia Giulia da mercanti Veneziani intorno al dodicesimo secolo, nel periodo in cui Dalmazia e Friuli Venezia Giulia facevano parte della Repubblica di Venezia.

I vini Ribolla erano ampiamente diffusi nel Medioevo, come emerge da numerosi documenti storici e alcuni vitigni ne hanno assunto il nome, grazie al prestigio ispirato dal vino. Questi vini nel tempo si sono evoluti e sono passati dai filtrati dolci, a quelli fermi, a quelli spumantizzati.

Questo vino viene citato spesso nella storia, infatti sappiamo che nel XIII secolo il Friuli forniva alla Repubblica di Venezia la Ribolla, che “veniva offerta come segno di devozione ai luogotenenti al loro primo ingresso in città”. Scopri di più.

Una curiosità sul nome…
Sai perché si chiama così? Si pensa che il nome derivi dal fatto che in passato il vino ribollisse, a causa della fermentazione.

Le caratteristiche

Scopriamo quali sono le caratteristiche principali di questo vino.

  • Si presenta di colore giallo paglierino.
  • All’olfatto, presenta sentori di fiori d’acacia e note fruttate di mela verde e pesca.
  • Al gusto, è asciuttofresco e citrino.

Nella sua versione spumantizzata, la Ribolla Gialla ha un perlage fine e persistente. Sul nostro sito puoi trovare la Ribolla Gialla e la sua versione spumantizzata, prodotti direttamente dai viticoltori della regione.

Nel complesso, si tratta di un vino versatile, che si presta a diversi tipi di abbinamenti. Continua a leggere per scoprire come abbinarlo al meglio!

I migliori abbinamenti

La Ribolla Gialla si presta a diversi abbinamenti, come aperitivi e antipasti, oppure ai piatti a base di pesce.

tagliere formaggiEcco qualche idea di abbinamento:

Aperitivo con un tagliere friulano. Prepara un buon tagliere di formaggi e salumi friulani, come il Montasio DOP e qualche fetta di salame all’aglio o prosciutto di San Daniele DOP, un po’ di frutta fresca, qualche crostino e il tagliere è pronto, non ti resta che aggiungere un calice di Ribolla Gialla! Puoi trovare tutto l’occorrente sul nostro sito.

 

trota affumicata
Antipasto di trota affumicata

Antipasto con trota affumicata. Abbina la Ribolla Gialla con un antipasto a base di trota affumicata di Sauris, un delizioso filetto di trota friulana affumicato a freddo.

Antipasti di mare, pesce fritto, crostacei e insalata di mare sono tutti ottimi abbinamenti per questo vino elegante.

 

Ribolla spumantizzata e Gubana. La Gubana è un dolce tipico delle Valli del Natisone, con un ripieno ricco e goloso. Solitamente si mangia bagnato nella grappa, ma noi lo abbiamo provato anche con la Ribolla Gialla spumantizzata… guarda il video per scoprire di più su questo dolce!

Adesso che conosci la Ribolla Gialla, provala subito! La trovi sul nostro sito, prodotta direttamente dai viticoltori della regione. È un vino della tradizione che non potrai non amare!
Cin cin!

Il miele e l’apicoltura

Se ami il miele questo è l’articolo giusto per te!
In questo articolo esploriamo il mondo del miele e dell’apicoltura, un’attività dalle origini molto antiche e interessanti.

Il miele è una “sostanza zuccherina, di consistenza viscosa, elaborata dalle api e immagazzinata nelle celle del favo” come definisce l’Enciclopedia Treccani.
Si tratta di un prodotto utilizzato fin dall’antichità per il suo potere dolcificante e per le sue proprietà.

Le antiche origini dell’apicoltura

Cominciamo a viaggiare nella storia, per scoprire le origini dell’apicoltura.
Il fascino dell’uomo per le api e l’introduzione del miele come alimento e come prodotto curativo ha origini molto antiche.

Il miele veniva consumato ed utilizzato per le sue proprietà curative anche prima che l’uomo cominciasse ad allevare le api. Infatti, già in epoca preistorica l’uomo praticava la raccolta del miele, come testimoniano alcune pitture rupestri.

Inizialmente, il prodotto veniva solamente raccolto, mentre le prime pratiche di apicoltura vera e propria comparvero molto probabilmente più avanti, nell’Antico Egitto.

Anche gli Antichi Greci lo apprezzavano molto, considerandolo il cibo degli dei e fu proprio Aristotele a studiare approfonditamente le api e la loro riproduzione.

Gli Antichi Romani studiarono molto le api e l’apicoltura e Plinio Il Vecchio ne studiò il comportamento. Inoltre, questo alimento veniva spesso utilizzato anche nella preparazione di dolci, come i Globi, delle palline dolci al formaggio.

Anche successivamente, nel Medioevo, l’apicoltura veniva praticata con diverse tecniche e le protezioni che utilizzavano gli apicoltori del periodo sono antenate molto simili di quelle che si usano oggi.

Dunque, possiamo dire che il miele è senza dubbio un prodotto utilizzato e apprezzato dall’uomo sin dall’alba dei tempi!

La produzione del miele

api azienda agricola dreosti corrado
Api, Azienda Agricola Dreosti Corrado

Ti sei mai chiesto come viene prodotta questa sostanza dolce naturale tanto amata?

Prima di tutto, il miele viene prodotto soprattutto dalle api, nello specifico dalla specie dell’Apis Mellifera. Dunque, non tutte le api lo fanno!

Le api mellifere si approvvigionano dal nettare di piante e fiori e dalla melata, un derivato della linfa degli alberi prodotta da alcuni tipi di insetti, che si nutrono di grandi quantità di linfa per poi elaborarla ed espellere acqua e una sostanza zuccherina. Per questo il gusto del miele dipende dalle piante e dai fiori che si trovano attorno alle api e che producono il nettare proprio per attirare gli insetti impollinatori, come le api.

Dopo aver raccolto il nettare, comincia ad essere trasformato in miele grazie a diversi enzimi e le api, giunte all’alveare, lo rigurgitano. Successivamente, continua il suo processo di trasformazione e di disidratazione all’interno dell’alveare.

Dopodiché, il miele viene trasferito nelle cellette, che sono rivestite da uno strato di cera a protezione del contenuto. Questo prodotto è molto prezioso per le api e viene utilizzato come sostentamento soprattutto nei periodi più freddi.

miele azienda agricola dreosti corradoPer questo, un bravo apicoltore sa che non può prelevare tutto il miele, ma solamente una parte, in modo tale che le api possano sopravvivere ed avere la loro scorta per il sostentamento dell’alveare.

Infatti, è molto importante che le api e l’apicoltore vivano in simbiosi.

Una cosa è certa, gli alveari sono degli ambienti con un’organizzazione eccellente, dove ognuno ha il suo compito ben preciso, che svolge per il sostentamento di tutti.

Le caratteristiche

Questo prodotto della natura è utilizzato da secoli per dolcificare e per il suo sapore e in passato è stato ampiamente utilizzato per medicare le ferite, grazie alle proprietà antibatteriche e antinfiammatorie che gli erano attribuite.

Il miele era così apprezzato che fa parte di molte storie, miti e leggende antiche!

Oggi è utilizzato soprattutto come dolcificante, per il suo gusto gradevole, che varia in base alla tipologia e come fonte di energia. Inoltre, viene utilizzato per attenuare il mal di gola o la tosse come “rimedio della nonna”. Quante volte ti è capitato di avvertire un principio di mal di gola e hai deciso di preparare una tazza di tè o di latte con un bel cucchiaino di miele?

Per quanto riguarda le caratteristiche specifiche del prodotto, dipende dalla tipologia. Infatti, nel mondo ci sono centinaia di tipi di miele diversi!

Questo alimento è composto da diversi zuccheri, principalmente glucosio e fruttosio e il colore varia dal biondo chiaro alle sfumature più scure e brune. Anche la sua consistenza può variare in base all’origine, infatti, lo puoi trovare più o meno fluido.

Visto che ce ne sono così tante tipologie… come fare a scegliere? Si può scegliere in base ai gusti personali. Il sapore del miele può variare da quello più delicato, come l’Acacia, a quello più intenso, come il Tarassaco, o più amaro come il Castagno. Il gusto, infatti, deriva dalle piante e dai fiori che si trovano nelle vicinanze dell’alveare.

Continua a leggere l’articolo per scoprire le caratteristiche uniche di alcune delle tipologie più diffuse e conosciute.

Il nostro miele friulano

Il Friuli Venezia Giulia è un’ottima regione per la produzione di miele, grazie alla sua biodiversità e alla ricchezza di piante e fiori.

Alcune delle tipologie di miele più diffuse prodotte in Friuli Venezia Giulia sono Tiglio, Castagno, Millefiori, Amorpha Fruticosa, Tarassaco e Acero.

L’Azienda Agricola Dreosti Corrado
corrado dreosti azienda agricola dreosti corradoCi teniamo a presentarti l’apicoltura Dreosti, che produce miele da generazioni, una tradizione tramandata dal nonno al nipote Corrado, passando per il padre.

L’azienda ha circa 350 alveari dislocati sul territorio pedemontano della regione e la sua produzione è caratterizzata da una grande passione e ammirazione per le api.

Infatti, la produzione avviene nel massimo rispetto di questi insetti e del loro ciclo vitale, così da poter lavorare in completa sinergia.
Se vuoi scoprire di più, visita il sito del produttore qui.

È una delle migliori aziende di apicoltura del territorio friulano e puoi trovare il suo miele sul nostro sito!

Prima di scegliere quale acquistare continua a leggere così scoprirai le caratteristiche uniche di ognuno.

Naturalmente, il miele ha una sua stagionalità, dunque potrai trovare varietà diverse nel corso dell’anno in base alle piante e ai fiori che ci sono durante le stagioni e alle scorte che sono disponibili dalle stagioni precedenti.

Ecco alcune tipologie di miele che puoi trovare e le sue caratteristiche:

  • Acacia. Questa tipologia ha un sapore delicato e molto gradevole e si presenta dal colore molto chiaro o giallo, a volte anche trasparente. Grazie al suo gusto, è apprezzato anche dai bambini e da chi non ama i sapori forti. La fioritura dell’Acacia avviene in tarda primavera.
  • Acero. Una varietà pregiata, dal colore ambrato, con un gusto che ricorda il nocciolo della ciliegia e ha sentori di caramella Mou. Infatti, anche questo è molto apprezzato dai bambini ed è ottimo nel latte o abbinato alla ricotta. La fioritura avviene a fine aprile e maggio.
  • Aglio Orsino. Questa tipologia è molto particolare ed è ricavata da una piccola pianta officinale spontanea che arriva subito dopo l’inverno. Il suo aroma di aglio è inconfondibile e davvero unico.
  • Amorpha Fruticosa. Una varietà dal gusto fresco, fruttato e pungente. Ottimo come dolcificante per le tisane. La fioritura dei fiori sulle sponde del Tagliamento avviene verso la fine di maggio.
  • Castagno. Questa tipologia a primo impatto ha un gusto amarognolo, ed è ricca di sali minerali. Si presenta dal colore marrone intenso, striato di verde e dalla consistenza corposa. La raccolta viene effettuata dalla primavera ad ottobre.
  • Millefiori. Una varietà che deriva dai tanti fiori colorati di cui si ricoprono i prati del Friuli. È ottimo con i formaggi, nelle tisane e nello yogurt e la fioritura avviene nel periodo primaverile.
  • Millefiori di montagna. Questa tipologia deriva dai fiori di montagna che si trovano sull’altopiano del Montasio d’estate.
  • Orniello. Questa varietà è prodotta dai fiori della pianta del Frassino, molto profumati nel periodo di fioritura. Si presenta dal colore ambrato scuro e dal sapore dolcemente intenso.
  • Sorbo Montano. Una varietà molto rara, primaverile, dal colore ambrato chiaro e dal gusto molto dolce. Ha un aroma fruttato che ricorda il mango e il maracuja e ha una consistenza farinosa dai cristalli sottili. Buonissimo spalmato sul pane con il burro.
  • Tarassaco. Questa tipologia è per veri intenditori, si presenta dal colore giallo vivo, dall’odore forte e penetrante di aceto e radice di valeriana. Al gusto, invece, ha sentori di camomilla e marzapane e lascia una sensazione di freschezza e leggermente amara e astringente. Nel giro di qualche settimana passa dallo stato solido a quello cristallizzato. La fioritura avviene nel periodo primaverile.
  • Tiglio. Una delle varietà più apprezzate, dal profumo fresco e penetrante. Al gusto si sentono i fiori dell’albero. La cristallizzazione avviene lentamente e potrai vedere il passaggio dal giallo al dorato al bianco avorio. Il periodo di produzione è l’estate.
  • Tiglio Castagno. Detto anche Castiglio, è prodotto dalla combinazione di due tipi di miele, il Tiglio e il Castagno e il risultato è un gusto dolce e amaro. Ha un colore ambrato e un profumo molto aromatico. Il periodo di raccolta è l’estate.

Trovi tutti questi deliziosi tipi di miele sul nostro sito!

sapone latte d'asina e miele
Sapone latte d’asina e miele

Inoltre, il miele è utilizzato anche per la cosmesi e puoi godere delle sue proprietà con il profumato sapone al latte d’asina e miele prodotto da Gli Asini di Manute qui.

 

 

 

 

A questo punto non ti resta che scegliere quello che preferisci e spalmarlo su una fetta di pane, aggiungerlo al tè, abbinarlo ai formaggi, allo yogurt o per i tuoi dolci!

Scopri il fascino dei vini rossi friulani

Nel panorama enologico friulano si distinguono vini rossi di qualità eccellente, amati molto anche dai palati più raffinati. Dopo aver esplorato i vini bianchi del Friuli Venezia Giulia nel nostro articolo precedente, approfondiamo le caratteristiche di alcuni dei vini rossi prodotti nella regione più apprezzati e conosciuti.

Se vuoi scoprire di più sui vini rossi friulani, leggi l’articolo!

Il Refosco

faedis refoscoIl Refosco occupa un posto speciale tra i vini rossi friulani, grazie alle sue caratteristiche uniche.

Le sue origini sono molto antiche e risalgono all’epoca dell’Antica Roma, in cui veniva denominato ‘racimulus fuscus’, tradotto poi in ‘ràp fosc’, ovvero “grappolo scuro”. Questo vino era molto apprezzato dagli antichi romani, infatti possiamo trovarlo citato anche nella Naturalis Historia di Plinio Il Vecchio.

Una curiosità storica…
Si pensa che fosse il vino preferito dell’imperatrice e moglie di Augusto, Livia.

Caratteristiche
Il Refosco viene prodotto con le uve dell’omonimo vitigno, che trova la sua massima espressione in Friuli Venezia Giulia e in alcune zone del Veneto.

Esistono diverse tipologie di Refosco e, tra esse, è opportuno soffermarsi sul Refosco dal Peduncolo Rosso, che deve il suo nome al colore porpora del rachide.

Ecco le caratteristiche principali di questo vino rosso unico:

  • ha un colore rosso rubino, intenso, tendente al violaceo;
  • ha un profumo ricco e gradevole, con sentori fruttati;
  • ha un gusto pieno e asciutto.

Vale la pena soffermarsi sul Refosco prodotto nel territorio di Faedis, un vino che racchiude i profumi e i colori del territorio di produzione e che ha delle caratteristiche inconfondibili, acquisite grazie alla sapiente produzione dei viticoltori e alle caratteristiche del terreno.

Puoi trovare il Refosco sul nostro sito! Abbiamo scritto un articolo interamente dedicato a questo vino, che puoi trovare nel nostro blog.

Abbinamenti
Il sapore tannico, forte e deciso è ideale da abbinare alla carne, come carne alla griglia e arrosti e ai formaggi stagionati, come il Montasio DOP stagionato.
Inoltre, è ottimo abbinato ai sughi rossi di carne, come il ragù di cinghiale.

Il Merlot

merlotIl Merlot è un vitigno a bacca nera, originario del sud della Francia.
Questo vino compare in Italia nell’ 800 e il Friuli è fra i territori italiani con le migliori condizioni ambientali per la sua coltivazione, insieme a Trentino, Veneto ed Emilia-Romagna.

Caratteristiche
Ecco le caratteristiche principali di questo vino:

  • si presenta dal colore rosso rubino scuro;
  • ha un aroma piacevole con note di frutta nera;
  • al gusto è morbido e fruttato, con note speziate.

Abbinamenti
Questo vino elegante si presta agli abbinamenti con i piatti sia semplici che raffinati.
È ottimo con i primi piatti di carne, come i sughi, oppure con gli arrosti, gli affettati e la selvaggina.

Si tratta di un vino molto versatile, adatto a diverse preparazioni culinarie. Dunque, se sei a cena in compagnia e stai cercando un vino rosso, il Merlot è la scelta giusta!

Puoi trovare anche il Merlot, prodotto dai viticoltori della regione, sul nostro sito!

Il Cabernet Sauvignon

cabernet sauvignonQuando si parla di Cabernet, è importante distinguere fra Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, due vini ben distinti.

Cominciamo parlando del Cabernet Sauvignon, un vino che arriva in Italia intorno all’800.
Questa varietà nasce come incrocio spontaneo fra Cabernet Franc e Sauvignon Blanc ed è di derivazione francese.

Questo vino è prodotto in molte regioni del mondo e in Italia il vitigno trova la sua massima espressione in Toscana. Fra le altre zone migliori di produzione in Italia ritroviamo anche il Collio.

Caratteristiche
Ecco le sue caratteristiche principali:

  • ha un colore rosso rubino;
  • ha un aroma speziato, con note di pepe nero, frutta secca e note balsamiche;
  • al gusto è asciutto, rotondo.

Abbinamenti
Nel complesso, si tratta di un vino equilibrato, che si presta agli abbinamenti con carni rosse, alla brace, formaggi invecchiati, ma anche ai piatti più speziati.

Puoi trovare questo vino sul nostro sito, qui!

Il Cabernet Franc

Passiamo ora al Cabernet Franc, un vino rosso diffuso in tutto il mondo, che ha origine in Francia.

La sua storia è legata a quella del Cabernet Sauvignon, in quanto si pensa che sia giunto in Italia nell’ 800 e in alcuni scritti storici precedenti è difficile distinguere di quale dei due vini si stesse facendo riferimento nello specifico.

Per quanto riguarda il territorio di produzione, in Italia sono il Friuli Venezia Giulia e la Toscana le regioni in cui sono prodotti i Cabernet Franc più apprezzati. Inoltre, questo vitigno è molto resistente ai climi rigidi.

Caratteristiche
Ecco le caratteristiche principali:

  • ha un colore rosso rubino brillante;
  • il suo profumo intenso ed erbaceo è ciò che lo contraddistingue maggiormente;
  • al gusto è pieno, erbaceo, con sentori che si avvicinano alla frutta a bacca rossa.

Questo vino sa conquistare tutti, anche i palati meno esperti, grazie alla sua eleganza inconfondibile. Lo trovi sul nostro sito, qui.

Abbinamenti
cubi stravecchioÈ ottimo da abbinare alla carne rossa, alla selvaggina, ai formaggi stagionati e invecchiati. Anche in questo caso, puoi abbinarlo al Montasio DOP stagionato oppure ad un Latteria invecchiato e saporito.

Lo Schioppettino

schioppetinoSiamo giunti all’ultimo vino della lista, ma non ultimo per importanza, ovvero lo Schioppettino.

Questo vitigno a bacca nera è molto antico ed è autoctono del Friuli Venezia Giulia. Le sue origini risalgono addirittura al Medioevo! Infatti, viene citato per la prima volta in un documento del 1282, che riporta la sua presenza sulle tavole dell’aristocrazia di Udine.

Una curiosità sul nome…
Il nome deriva probabilmente dal fatto che l’acino d’uva è particolarmente croccante oppure dall’elevata acidità che, provocando un processo di fermentazione in bottiglia, faceva scoppiare il tappo.

Caratteristiche
Ecco le sue caratteristiche principali:

  • ha un colore rosso rubino;
  • ha un aroma speziato, erbaceo;
  • al gusto è intenso, fruttato e speziato.

Abbinamenti
ricotta affumicataIn quanto ad abbinamenti, ti consigliamo carni rosse, ma anche piatti come lo spezzatino con la polenta, per cui sarebbe il vino ideale! Inoltre, puoi abbinarlo alla selvaggina e ai formaggi stagionati e più speziati o affumicati, come la Ricotta affumicata. Scopri di più sugli abbinamenti.

È un vino unico e speciale della tradizione friulana, che ti consigliamo assolutamente di provare. Puoi trovarlo sul nostro sito, prodotto dai viticoltori della regione!

In conclusione, i vini rossi friulani offrono un’esperienza sensoriale unica, che deriva dalle varietà autoctone e internazionali che sono coltivate con tanta dedizione e passione nella regione da generazioni di viticoltori. Questi vini sono in grado di portarti in un viaggio di gusto attraverso la tradizione enologica friulana e il suo meraviglioso territorio.

Adesso che conosci alcuni dei buonissimi vini rossi friulani, non ti resta che cominciare la tua degustazione e creare degli abbinamenti unici.

Puoi acquistare i vini sul nostro sito, qui.

Inoltre, se vuoi scoprire anche i vini bianchi friulani, leggi il nostro articolo, qui.
Buona degustazione!

La polenta: storia, tipologie e abbinamenti di un cibo senza tempo

In questo articolo parliamo di uno dei piatti tipici più diffusi della cucina montanara, ovvero la polenta! Questo alimento è molto più di una semplice pietanza, è un simbolo di tradizione, dalla storia molto antica, più di quanto si pensi.

Leggi l’articolo se sei curioso di scoprire di più sulla polenta, dalle origini alla produzione.

Le origini della polenta

Il Friuli Venezia Giulia è molto legato alla polenta, basti pensare al fatto che è una delle protagoniste di piatti tipici e tradizionali come Frico e polenta.

Se non lo conosci, il Frico è un piatto tipico della cucina friulana che viene preparato con formaggi di varia stagionatura, che sono fatti cucinare insieme alle patate e, certe volte, anche ad altri ingredienti come cipolla, speck oppure salsiccia. Si può trovare anche in versione croccante, in cui non sono aggiunte le patate. Questo piatto delizioso che conquista il cuore e il palato di tutti i friulani e di tutti gli amanti del formaggio in generale si accompagna proprio alla polenta.

Guarda il video per scoprire come preparare questo piatto unico!

https://www.youtube.com/watch?v=muJ5sArHjJw

Cominciamo a scoprire la storia antica di questa pietanza dalle umili origini, preparata con farina di granoturco cotta nell’acqua, mescolando a lungo e costantemente.

La storia di questo piatto comincia già durante l’epoca romana, quando veniva consumata spesso la “pultem”, ovvero farina di farro cotta e solitamente arricchita con altri ingredienti come carne o legumi. Nell’antica Grecia, invece, veniva preparato un predecessore della polenta con la farina d’orzo.

Successivamente, quando cominciò ad essere esportato il mais, il granoturco fu sostituito al farro.

La polenta è un piatto antichissimo e diffuso in tutto il Mondo e in Europa quella più diffusa è a base di mais.

Una curiosità storica… sai perché si chiama “granoturco” o “granturco”?
Il mais fu introdotto in Europa dopo la scoperta dell’America e si diffuse specialmente nel ‘500. Fu chiamato “granoturco” poiché l’aggettivo “turco” si riconduceva al fatto che questo cereale provenisse da luoghi lontani, dunque era un cereale “esotico” e per questo una volta veniva chiamato “turco”.

Qualche parola in più sul mais…
Il mais è un cereale originario dell’America Latina che venne portato in Europa nel 1492.

Successivamente, la sua coltivazione venne sperimentata nel Medio Oriente e nel Nord Africa. In Friuli arriva dopo le grandi carestie di fine 1500. Infatti, le prime testimonianze scritte nella regione risalgono al 1602.

Le diverse tipologie

farine per polentaOggi sul mercato possiamo trovare tante tipologie di polenta, da quella gialla a quella bianca e diverse altre. Queste tipologie sono diverse tra loro a seconda del tipo di farina utilizzata. Vediamone insieme alcune…

La polenta gialla
Questa tipologia è probabilmente la più comune e diffusa ed è prodotta con farina di mais giallo e acqua. Probabilmente, se qualcuno ti dice di pensare alla polenta, l’immagine che ti viene in mente è proprio questa, dal colore giallo intenso.

La polenta bianca
Questa varietà è quella dal sapore più delicato e si presenta di un colore pallido. È derivata dalla farina di mais bianco detta “biancoperla” e ha una grana più fine rispetto a quella precedentemente citata.
La polenta bianca è soprattutto presente in Veneto e viene cucinata spesso con il pesce, come le seppie o con il baccalà.

La polenta nera
Questa è probabilmente una delle meno conosciute ed è una specialità della zona del Nord Italia e delle zone montane. È composta soprattutto da grano saraceno e si presenta di un colore molto scuro, quasi nero. Il gusto è quello più deciso e ha una grana più grossa. Spesso si accompagna ai piatti della tradizione montanara dal sapore più forte.

La polenta Taragna
Questa varietà molto diffusa è composta da farina di mais giallo e di grano saraceno. Il sapore non è forte quanto quella nera ma è più deciso di quella gialla, grazie all’aggiunta del grano saraceno.
La polenta Taragna ha origini nella Valtellina ma la possiamo trovare in tutto il territorio italiano.

La produzione

Prima di parlarti della produzione della polenta, ci teniamo a presentarti La Blave di Mortean.

farina di mais gialloIn Friuli, il comune di Mortegliano è la culla della coltivazione di mais, grazie alle condizioni ambientali ottimali come terreni freschi e un clima favorevole. Alcuni soci della Cooperativa “La Blave di Mortean” decisero di ottenere un mais di alta qualità e iniziarono una collaborazione con l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale.

Grazie a questa collaborazione, alla competenza degli esperti e ad anni di tentativi e di prove, è stato possibile ottenere un ottimo mais, distinguibile per le sue qualità organolettiche eccellenti.

La produzione del mais di La Blave di Mortean è disciplinata dal loro regolamento, che garantisce uno sviluppo equilibrato, una conservazione e una macinatura in grado di esaltare il gusto e il profumo della farina di mais.

Il disciplinare prevede un’accurata selezione delle varietà di mais e un’attenta gestione delle tecniche colturali.
Il risultato è un prodotto di ottima qualità che si distingue per le sue caratteristiche uniche!

Sul nostro sito puoi trovare:

Assaggia i buonissimi prodotti sul nostro sito, qui.

Abbinamenti

Ci sono così tante combinazioni che si possono fare con questo comfort food che sarebbe impossibile elencarle tutte!
Ecco alcune idee che potresti provare:

  • Frico e polenta. Come possiamo non citare il re dei piatti friulani? Prepara il Frico oppure acquistalo già cotto, solo da scaldare in padella, sul nostro sito. Insieme a qualche fetta di polenta abbrustolita è davvero un piatto strepitoso nella sua semplicità.
  • Polenta e sughi di carne. La polenta morbida si presta benissimo all’abbinamento con i sughi di carne, creando un piatto nutriente perfetto per la stagione fredda o per le giornate in montagna.
  • Polenta bianca e trota affumicata. Il gusto delicato della polenta bianca si sposa alla perfezione con il pesce. Prova a preparare un antipasto con qualche fetta di polenta bianca abbrustolita oppure morbida, insieme alla trota affumicata di Sauris.
  • Polenta e formaggio. I formaggi delle latterie, come il Montasio DOP o il Latteria sono perfetti insieme a questo alimento per un abbinamento tradizionale, semplice ma davvero insuperabile.

Un ultimo consiglio… se vuoi sbizzarrirti in cucina non limitarti alle opzioni salate, la farina di mais è ottima anche per preparare degli ottimi dolci!

A questo punto conosci la storia, le caratteristiche e le diverse tipologie di polenta, non ti resta che preparare la tua preferita. Buon appetito!

Scopri i vini bianchi friulani

Il Friuli Venezia Giulia, oltre ad essere caratterizzato da numerose eccellenze gastronomiche, offre un ricco panorama enologico. Tra i numerosi vini di ottima qualità, possiamo trovare diversi vini bianchi, come la Ribolla Gialla, il Friulano ex Tocai, il Sauvignon e tanti altri che puoi trovare anche sul nostro sito. Scopriamo alcuni dei vini bianchi più conosciuti prodotti in Friuli!

Il vino Friulano

vino friulano conteTra i vini bianchi friulani più conosciuti c’è sicuramente il vino Friulano, noto storicamente come Tocai. Si tratta di un vino bianco secco, dalle origini antichissime, il vino autoctono per eccellenza.

Questo vino storicamente è noto come Tocai, ma nel 2007 acquisisce il nome di Friulano a seguito di una sentenza europea che mirava ad evitare qualsiasi possibile confusione con l’ungherese Tokaji.

Il Friulano è un vitigno autoctono della regione Friuli Venezia Giulia dalle origini molto antiche, come testimoniano alcuni documenti scritti più di due secoli fa e ci sono diverse leggende legate alla sua storia.

Caratteristiche
Il Friulano è un vino fermo e di struttura, con un inconfondibile aroma di fiori bianchi di campo, come camomilla, biancospino e acacia, unito ai ricordi di frutta matura.

Ecco le sue caratteristiche principali:

  • alla vista si presenta giallo brillante con qualche riflesso verdognolo;
  • il suo aroma offre un complesso bouquet floreale, nel quale spicca la mandorla amara;
  • il gusto è caratterizzato da un sapore armonico e una rinfrescante acidità, che lo rende un vino decisamente versatile.

Abbinamenti
tagliere formaggiLe sue caratteristiche uniche lo rendono il vino perfetto per l’aperitivo, con il pesce, con le carni bianche e con i formaggi giovani.

Il nostro consiglio è di abbinarlo ad un piatto a base di pesce, come la trota affumicata di Sauris oppure con un tagliere di formaggi Montasio DOP e Latteria freschi e qualche fetta di prosciutto di San Daniele DOP.

Se sei curioso di scoprire di più su questo vino, leggi il nostro articolo dedicato, qui!

Il Verduzzo Friulano

Un altro vino bianco friulano simbolo del territorio è il Verduzzo!

uva verduzzo friulanoIl Verduzzo Friulano è un vitigno a bacca bianca molto antico, che si può trovare in due varietà, ovvero il verduzzo e il verduzzo giallo o di Ramandolo.

Questo vino fu servito anche ai banchetti di Papa Gregorio XII insieme al Ramandolo, un vino passito dal colore dorato prodotto con le uve del Verduzzo giallo. Continua a leggere per scoprire di più.

Il Verduzzo è uno dei vitigni autoctoni più antichi della regione, che viene servito sulle tavole da tanti anni come simbolo del territorio.

Caratteristiche
Scopriamo di seguito le sue caratteristiche principali:

  • si presenta dal colore giallo paglierino, chiaro e brillante, con riflessi verdognoli;
  • ha un aroma ricco, ampio e persistente, che ricorda frutti quali mele, pere, albicocche e pesche-noci:
  • il gusto è pieno, leggermente acidulo e fruttato.

Abbinamenti
In quanto ad abbinamenti è molto versatile! Puoi abbinarlo ad antipasti e minestre, come risotti oppure frittate di uova, oppure con i formaggi freschi e mezzani delle latterie locali, dal gusto genuino.

Se preferisci i dolci, ti consigliamo di degustarlo a fine pasto, per accompagnare dolci secchi oppure torte come il Dolce Aquileia o la Gubana.

Se vuoi scoprire di più su questo vino, leggi il nostro articolo precedente!

Il Ramandolo
Prima di proseguire, ci teniamo a presentarti anche il Ramandolo, che viene prodotto con le uve di verduzzo giallo, lasciate appassire. Il Ramandolo è un delizioso vino passito, dal colore dorato, che possiamo definire “dolce e non dolce”, ideale da bere a fine pasto e da abbinare alla pasticceria secca e al prosciutto di San Daniele DOP, che è la combinazione migliore!

Scopri di più sul Ramandolo nel nostro articolo precedente.

La Ribolla Gialla

Come possiamo non parlare della Ribolla Gialla in un articolo sui vini bianchi friulani? Un vino elegante, che è sempre stato presente sulle tavole della nobiltà veneziana.

Il vitigno Ribolla Gialla è autoctono del Friuli Venezia Giulia e veniva già coltivato in epoca Romana.

Caratteristiche
Tra le sue caratteristiche principali possiamo identificare:

  • un colore giallo paglierino;
  • all’olfatto presenta sentori di fiori d’acacia e note fruttate di mela verde e pesca;
  • un gusto asciutto, fresco e citrino.

Abbinamenti
Gubana sul piattoOltre ai classici abbinamenti che puoi fare con questo vino, come gli antipasti e i piatti e le fritture a base di pesce, ti consigliamo un ulteriore accostamento…
Se sei un amante dei dolci, provalo con la Gubana, dolce tipico friulano delle Valli Del Natisone, caratterizzato dall’impasto lievitato e dal ricco ripieno.

Non ci credi? Prova ad abbinare una fetta di Gubana ad un buon bicchiere di Ribolla Gialla spumantizzata e vedrai che bontà! Le trovi entrambe sul nostro sito!

Il Sauvignon

Il Sauvignon, in Italia coltivato soprattutto in Friuli Venezia Giulia e in Alto Adige, è un altro vino molto conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Questo vino elegante, di derivazione francese, si sceglie per la sua fragranza piacevole e per la sua freschezza.

sauvignon wine sofia

Caratteristiche
Ecco come si presenta:

  • alla vista, ha un colore giallo paglierino vivace e brillante;
  • ha un profumo fresco e incisivo;
  • dal gusto versatile, fruttato e dalla spiccata acidità.

Abbinamenti
È ottimo come vino da aperitivo, con i piatti di verdure oppure di pesce e crostacei e si presta a innumerevoli abbinamenti.

Con il Sauvignon non puoi sbagliare, lo trovi sul nostro sito prodotto direttamente dai viticoltori del Friuli.

La Malvasia

Ci avviamo alla conclusione di questo articolo con gli ultimi due vini, sicuramente non ultimi per importanza!

La Malvasia è una varietà che si trova lungo le coste dell’Adriatico, il cui nome deriva da un piccolo paese del Peloponneso, Moni Emvasis, dove i veneziano gustarono per la prima volta questo vino. Nei secoli, i veneziani trasferirono le piante di Malvasia in tutti i loro possedimenti e nel XVI secolo divenne il vino più importante e popolare in Europa!

malvasiaCaratteristiche
Questo vino è caratterizzato da:

  • colore giallo paglierino;
  • un profumo inconfondibile fruttato e di erbe aromatiche;
  • gusto fresco, asciutto, fruttato e speziato, caratterizzato da una grande sapidità.

Abbinamenti
È un vino ideale per accompagnare gli antipasti, oppure da accompagnare ai piatti di pesce, come i risotti, e ai crostacei.

Lo Chardonnay

Concludiamo parlando dello Chardonnay, un vitigno internazionale a bacca bianca, di origine francese. È apprezzato in tutto il mondo e in Italia è coltivato in varie regioni, tra cui il Friuli e l’Alto Adige, che sono zone di spicco per la sua produzione.

ChardonnayCaratteristiche
Il vino Chardonnay si presenta:

  • dal colore giallo paglierino;
  • dai sentori fruttati;
  • dal sapore asciutto, sapido e fine.

Abbinamenti
Anche in questo caso, ti consigliamo l’abbinamento con antipasti leggeri e piatti a base di pesce e molluschi.

Adesso che conosci le caratteristiche principali di questi ottimi vini bianchi prodotti in Friuli Venezia Giulia, non ti resta che cominciare la degustazione. Puoi trovarli tutti sul nostro sito, prodotti dai viticoltori del Friuli, scoprili tutti qui!

Breve guida al prosciutto di San Daniele DOP

Fra le varie specialità friulane, il prosciutto crudo di San Daniele DOP è sicuramente uno dei prodotti più apprezzati per la sua qualità e il suo gusto delicato e inconfondibile.

Se l’hai già assaggiato, saprai sicuramente riconoscere il suo aroma caratteristico, dato dai pochi ingredienti selezionati con cui viene prodotto questo prosciutto e dalla dedizione degli artigiani che lo producono.

Se sei curioso di scoprire qualche consiglio per gustare al meglio il prosciutto di San Daniele, leggi l’articolo!

Il prosciutto crudo di San Daniele DOP

prosciutto di san daniele intero disossatoCome afferma il Consorzio del Prosciutto di San Daniele, che si occupa di tutelare la qualità dell’alimento, gli unici ingredienti utilizzati per la sua produzione sono le cosce di suino allevato in Italia, il sale marino e il microclima caratteristico di San Daniele. Anche se può non sembrare un ingrediente vero e proprio, quest’ultimo gioca un ruolo fondamentale nella produzione e senza di esso il prosciutto non avrebbe il suo inconfondibile aroma.

La lavorazione artigianale del prosciutto avviene nel rispetto di una tradizione tramandata attraverso le generazioni da secoli!

Se sei interessato a conoscere la storia e le fasi di produzione del San Daniele, puoi visitare il sito del Consorzio e leggere il nostro articolo, che trovi qui.

Ora passiamo alla nostra breve guida, comprensiva di qualche consiglio pratico per gustare appieno questo prodotto unico. Ti accompagneremo dal momento della scelta e dell’acquisto a quello della conservazione!

Prima di tutto, che parte del prosciutto scegliere?
La nostra risposta è: dipende! Sia dai tuoi gusti personali che da eventuali necessità per l’utilizzo in cucina nelle tue ricette.

Per aiutarti nella scelta, ecco le diverse parti da cui è composto il prosciutto, con le relative caratteristiche:

  • il fiocco, ovvero la parte più magra della coscia, caratterizzata anche dal gusto molto saporito;
  • la culatta, detta anche punta, che è particolarmente marmorizzata perché il grasso e la parte magra si fondono. La fetta di culatta risulta burrosa e carica di profumo;
  • lo stinco, o gambuccio, è la parte finale della coscia, protetta interamente dalla cotenna. Questa parte è la più dolce e morbida del prosciutto.

A questo punto, resta un’altra domanda da farsi, ovvero “con o senza cotenna”?
Anche in questo caso, dipende dai gusti personali e, soprattutto, da questioni più pratiche. Infatti, il prosciutto senza cotenna è senza dubbio il più “comodo”, perché è già pulito e pronto per essere tagliato e servito in tavola.

Un consiglio in più…
Puoi tagliare il prosciutto di San Daniele DOP a mano, ma ti consigliamo di farlo con l’affettatrice se ne hai la possibilità per creare delle fette più sottili e uniformi, pulendo mano a mano dalla cotenna se presente.

A questo proposito, come deve essere la fetta perfetta di prosciutto? Ce lo spiega il Prosciuttificio Prolongo nel video che trovi qui sotto!

La fetta perfetta si ottiene quando si riescono ad allineare i tempi di stagionatura della parte grassa e di quella magra. La parte più grassa deve avere una buona profumazione, non essere eccessivamente fibrosa e amalgamarsi con la parte magra, che è compatta ed elastica. Questa situazione viene raggiunta intorno ai 18 mesi di stagionatura.

Infatti, da disciplinare di produzione, il San Daniele ha una stagionatura minima di 13 mesi, fino ad arrivare a 24 mesi.

Come conservare il prosciutto

A seguito dell’acquisto del prosciutto di San Daniele, bisogna conservarlo nel modo giusto per mantenere intatte le sue caratteristiche uniche e il suo aroma. Ecco come fare…

Puoi trovare il buonissimo prosciutto di San Daniele DOP sul nostro sito, creato con tanta passione e dedizione direttamente dai produttori del Friuli. Scopri i produttori qui!

Tutti i nostri prosciutti viaggiano con trasporto refrigerato e rigorosamente sottovuoto, per preservarli dalla partenza all’arrivo del prodotto.

Naturalmente, il metodo di conservazione varia se il prodotto non è ancora stato aperto o se è già stato tirato fuori dalla confezione:

  • il prosciutto disossato confezionato si conserva in frigorifero fino a 6 mesi;
  • il prosciutto, una volta aperto, va tenuto in frigorifero ad una temperatura da +4°C a + 7°C.

Inoltre, ti consigliamo di mettere un panno umido o un velo di pellicola sottile sul taglio per proteggerlo.

A questo punto non ti resta che gustare questa eccellenza gastronomica della regione con qualche crostino e qualche buon formaggio artigianale della tradizione friulana, come il Montasio DOP. Buon appetito!

Alla scoperta della Gubana

Attenzione… questo articolo ti farà venire l’acquolina in bocca! Parleremo infatti della Gubana. La conosci? Un dolce soffice e profumato che ti avvolge nella sua morbida golosità, ideale da mangiare in compagnia, per passare un momento di dolcezza e di condivisione.

Se vuoi scoprire di più, leggi questo articolo!

La Gubana

Si tratta un dolce tipico del Friuli, più specificamente delle Valli del Natisone. Scopriamo la storia di questo dolce friulano, che rappresenta la generosità del territorio, l’ospitalità e la fortuna.

Le sue origini sono più antiche di quello che pensi! Infatti, è citato in alcuni documenti del ‘400 delle Valli del Natisone. Come nel caso di alcuni vini della tradizione, anche questo dolce fu servito nel banchetto del 1409 in onore del Papa Gregorio XII a Cividale del Friuli.
In passato, la Gubana era servita soprattutto durante le feste in famiglia oppure nei banchetti di corte e ancora oggi viene considerata un prodotto prezioso e speciale.

Perché si chiama Gubana?
Data la stretta vicinanza con il confine sloveno, si ritiene probabile che il nome derivi dal termine sloveno “guba”, che significa “piega”. Il termine, infatti, potrebbe far riferimento proprio alla forma tipica del dolce.

Inoltre, il termine è utilizzato anche in senso figurato, per far riferimento alla fortuna, grazie all’abbondanza degli ingredienti utilizzati per il ripieno, che una volta non venivano dati per scontati!

Ma che cos’è questo prodotto esattamente? Si tratta di un prodotto dolce cotto al forno, dall’impasto lievitato e dalla forma rotonda e a chiocciola. Il suo ripieno è ricco e molto goloso ed è proprio ciò che lo contraddistingue. Infatti, in friulano esiste il detto “essere pieni come una gubana”.

La produzione

Gubana dall'alto fetta
Gubana Giuditta Teresa

Prima di parlare della produzione della Gubana e dei suoi ingredienti, vogliamo presentarti l’azienda Giuditta Teresa.

Il marchio nasce negli anni ‘60 da un piccolo forno con la produzione della Gubana. Negli anni ha ampliato la gamma di prodotti, che oggi include anche altre golose specialità. Giuditta Teresa custodisce gelosamente il “Segreto del ripieno” che si tramanda nella famiglia da generazioni.

La tradizione della Gubana è strettamente connessa alla storia della famiglia dal 1981, quando rilevarono la ditta Giuditta Teresa e da allora creare questo meraviglioso dolce è diventata una vera e propria missione.

I prodotti dell’azienda sono artigianali, tradizionali e di ottima qualità, creati con tanto amore e passione per l’arte della pasticceria artigiana.

Come viene prodotta la Gubana di Giuditta Teresa?
Prima di tutto, gli ingredienti del ripieno sono puliti e mescolati. Ad essi vengono aggiunti i liquori, finché il composto avrà raggiunto la giusta umidità e consistenza.

La pasta, invece, viene lasciata lievitare prima di procedere alla creazione delle diverse forme del dolce.
La Gubana è arrotolata su se stessa dopo aver aggiunto il ripieno spalmandolo al suo interno e in questa fase viene creata la classica forma, ponendo l’impasto nelle apposite forme di alluminio.

Come ultimo passaggio prima di infornare, viene aggiunto l’impasto zuccherino sulla superficie del dolce.

A seguito della cottura in forno, le Gubane sono pronte! Anche se le fasi possono risultare semplici, non è così. Infatti, per creare un dolce fatto bene, con la corretta lievitazione e con il ripieno omogeneo e della giusta quantità, è necessaria tanta esperienza.

Oltre a farina, zucchero e lievito, la passione, la dedizione e l’amore sono gli ingredienti speciali che lo rendono unico.

Scopri di più sulla produzione qui.

L’impasto è ciò che lo caratterizza maggiormente ed è una ricetta segreta, custodita gelosamente da Giuditta Teresa. Fra gli ingredienti che rendono la Gubana così gustosa ci sono le nocciole, l’uva sultanina, le noci, la grappa, le mandorle, il brandy, il rum, la crema marsala all’uovo, i pinoli, i biscotti amaretti, il limone e gli aromi naturali.

Se ti abbiamo fatto venire voglia di assaggiarla, la trovi sul nostro sito, prodotta direttamente da Giuditta Teresa!

Non solo Gubana classica

gemme di gubana
Gemme di Gubana

Sul sito non trovi solo la Gubana classica, infatti l’azienda ha ampliato la sua gamma di prodotti includendo più golosità.

Troverai anche:

  • Il Cuor di Gubana, che differisce dal dolce nel peso e nella forma, ma che ha gli ingredienti identici.
  • Le Gemme di Gubana, anch’esse uguali nella composizione ma diverse per la loro forma. Sono un prodotto più piccolo, tagliato a misura di merendina. Questa dimensione è ideale per la colazione o per una merenda sana e gustosa.
  • Gli Strucchi, dei buonissimi fagottini di pasta frolla, che contengono lo stesso ripieno del dolce. Ottimi come dolci sfiziosi a fine pasto o come golosa bontà per ogni momento.
  • La Colombana, che arriverà nel periodo Pasquale! È l’incontro della colomba di Pasqua e la Gubana. Questa nuova aggiunta unisce due specialità tradizionali ed è ottimo come dolce da mangiare durante i festeggiamenti!

Infine, come abbinamento per gustare questi dolci al meglio ti consigliamo la Ribolla Gialla Spumantizzata, un vino elegante della tradizione friulana, già coltivato fin dall’epoca Romana.

In conclusione, se ancora non la conosci, non possiamo che consigliarti di provare questo meraviglioso prodotto, un dolce friulano che occupa un posto speciale nel cuore della tradizione friulana e del suo ristretto territorio di produzione.
È il dolce delle feste, delle ricorrenze, simbolo di tradizione e dell’ospitalità che caratterizzano il territorio.

Assaggia la Gubana di Giuditta Teresa e potrai gustare un pezzo di storia del territorio, prodotto in modo artigianale, buono e genuino, senza conservanti, coloranti o additivi, nel rispetto dell’antica ricetta.

Qual è la differenza fra Montasio DOP e Latteria?

L’Italia è ricca di formaggi gustosi e di qualità, esportati in tutto il mondo per la loro bontà e unicità. Fra questi formaggi possiamo trovare il Montasio DOP e il Latteria tradizionale.
Conosci la differenza tra questi due formaggi? Sono entrambi prodotti tipici del Friuli, ma non sono uguali!

Leggi questo articolo per scoprire qual è la differenza tra questi due formaggi eccellenti della tradizione friulana. All’interno dell’articolo trovi anche qualche idea gustosa per abbinare i formaggi!

Il Montasio DOP

formaggio montasioSe non sei nuovo sul nostro sito, hai sicuramente sentito parlare del rinomato Montasio DOP. Si tratta di un formaggio originario nell’omonimo altopiano e che affonda le sue radici nel XII secolo.

È un formaggio DOP, ovvero a Denominazione di Origine Protetta. Ciò significa che la sua produzione è strettamente legata al territorio, infatti viene prodotto solamente nelle province del Friuli Venezia Giulia e nelle confinanti province del Veneto orientale. Il latte deve provenire dalle zone geografiche designate e il processo di produzione deve seguire protocolli tradizionali.

Se sei curioso di scoprire di più sulla denominazione DOP e sulle altre denominazioni degli alimenti, ti consigliamo di leggere il nostro articolo precedente, che trovi qui!

La stagionatura e la produzione di questo formaggio sono regolate e protette dall’apposito consorzio, il Consorzio di Tutela del formaggio Montasio, e le sue caratteristiche organolettiche sono inimitabili.

È un formaggio a pasta cotta, semidura, prodotto solamente con latte, sale e caglio ed è ottenuto solo da latte bovino crudo o termizzato, ma non pastorizzato.
Cosa significa “latte crudo”? Semplicemente ci si riferisce ad un tipo di latte che non ha subito trattamenti termici, neanche lievi.

I formaggi prodotti a latte crudo, che spesso viene utilizzato dai piccoli produttori, sono molto saporiti e hanno un gusto identificabile che in alcuni casi può ricordare l’alimentazione delle bovine.

Inoltre, il Montasio DOP presenta un’occhiatura omogenea e regolare, ha una crosta liscia marrone chiaro che scurisce con la stagionatura ed è naturalmente privo di lattosio, dunque adatto anche agli intolleranti.

Le stagionature e il gusto
Il gusto del Montasio DOP dipende dal suo grado di stagionatura.

Ecco le stagionature che puoi trovare:

montasio fresco

Fresco, con una stagionatura minima di 60 giorni. Questo formaggio ha un gusto leggero e delicato, una struttura elastica e una pasta compatta. È la stagionatura ideale da abbinare alla frutta fresca, secca e alle composte.

 

Mezzano, con una stagionatura minima di 4 mesi. Ha un gusto leggermente piccante e una struttura friabile. È perfetto da grattugiare sulla pasta.

• Stagionato, con una stagionatura minima di 4 mesi. Ha un gusto più forte, sempre piacevole al palato e una struttura friabile. Questa stagionatura è ottima da abbinare alla polenta.

montasio 18 mesiStravecchio, con una stagionatura minima di 18 mesi. Ha un gusto ricco ed intenso, con una buona sapidità. È il formaggio perfetto per le confetture o da consumare da solo.

 

 

Gustare un buon pezzo di Montasio DOP equivale ad assaggiare secoli di tradizione! Non perderti questa esperienza e prova questo formaggio DOP. Lo puoi trovare sul nostro sito, in tutte le sue stagionature, prodotto direttamente dalle piccole latterie del Friuli.

Il formaggio Latteria

A questo punto, scopriamo il formaggio Latteria! Anche in questo caso, si tratta di un formaggio dalle origini antiche, che nasce con la tradizione delle Latterie Turnarie. Le conosci?

storia latteria sociale turnaria di lavariano
Latteria Sociale Turnaria di Lavariano

Le latterie turnarie sono un sistema di gestione del latte e della lavorazione di prodotti caseari, nato verso la fine dell’Ottocento, presente soprattutto nelle zone del Friuli, del Trentino, del Veneto e della Slovenia.
Questo sistema era molto diffuso un tempo e rappresentava una forma efficiente di gestire il latte, adatta soprattutto alla produzione su piccola scala degli allevatori.

Il termine “turnarie” si riferisce proprio al fatto che le famiglie conferivano il latte al caseificio a turno, ognuna in un giorno specifico della settimana, che veniva assegnato ai soci.
Questo sistema si basava sulla caseificazione collettiva. Oggi, le latterie turnarie esistono ancora, ma è una tradizione che purtroppo sta scomparendo.

Un modo per evitare che questa tradizione storica sparisca completamente è quello di supportare le piccole latterie turnarie che sono rimaste sul territorio e che portano avanti un sistema di produzione che altrimenti andrebbe perso.

Sul nostro sito puoi trovare i buonissimi formaggi delle latterie turnarie e sociali del Friuli, scoprili qui!

Ti consigliamo, inoltre, di leggere le storie interessanti di questi produttori che creano formaggi di qualità con passione e dedizione. Scopri i produttori qui!

Le caratteristiche del formaggio tradizionale Latteria

Formaggio latteria frescoA differenza del Montasio DOP, le modalità di produzione del Latteria non devono seguire regole altrettanto rigide. Per questo, è possibile trovare in commercio molti tipi di Latteria, da quelli più tradizionali a quelli particolari e unici.

In generale, la struttura di questo formaggio è compatta e il gusto varia, da delicato a più deciso, in base alla stagionatura e alle tecniche di lavorazione specifiche.

Può essere prodotto a partire dal latte crudo, come avviene in alcuni piccoli caseifici tradizionali, oppure pastorizzato. La pasta si presenta di colore bianco, avorio o giallo chiaro con occhiatura leggera e una struttura mediamente elastica. La consistenza in genere è più tenera del Montasio.

Frico alla carnica con i semi di zucca ricetta chefInoltre, il Latteria è uno degli ingredienti utilizzati per fare il Frico friulano, un piatto tradizionale a base di formaggi di varia stagionatura, a cui vengono aggiunte le patate.

Se ti piace cucinare, abbiamo la ricetta! Puoi trovarla qui.
Se invece vuoi assaggiare il Frico ma non hai voglia di cucinare, nessun problema, abbiamo anche il Frico già pronto in pratiche monoporzioni, solo da scaldare per 5 minuti in padella! È preparato dalle latterie della regione ed è un piatto davvero gustoso!

La differenza fra i due formaggi

Perché questi due formaggi sono diversi tra loro? Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un salto nella storia…

Prima che il formaggio Montasio ricevesse il riconoscimento DOP dall’Unione Europea, i due formaggi erano spesso considerati lo stesso prodotto, perché il territorio di produzione, l’aspetto e le dimensioni erano pressoché le stesse.

Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche e il gusto, però, le differenze sono evidenti. Ogni caseificio aveva un suo prodotto, con caratteristiche organolettiche uniche, dovute alla posizione geografica delle strutture, agli allevamenti, all’alimentazione degli animali e alle tecnologie di produzione.

Nel 1996 il Montasio è diventato DOP e le modalità di produzione sono state identificate da un preciso regolamento, rispettando la tipicità e le caratteristiche tradizionali del prodotto.
Il risultato è un prodotto omogeneo e facile da riconoscere.

Il formaggio Latteria, invece, ha continuato ad essere prodotto e venduto dalle Latterie, per poter ampliare la propria gamma di prodotti, sfruttando le particolari caratteristiche dell’alimento. Per questo puoi trovare varie versioni di questo formaggio, dalle più classiche e tradizionali a quelle più particolari.

In ogni caso, entrambi i formaggi sono un patrimonio gastronomico della regione, che vale assolutamente la pena di provare!

In conclusione, ricapitoliamo le differenze principali:

  • la denominazione DOP è attribuita solo al Montasio. L’autenticità e l’origine geografica sono garantite;
  • il Montasio DOP segue un processo di produzione specifico, che deve seguire regole tradizionali e identificate dal regolamento, mentre il Latteria può essere prodotto in modi più vari e, talvolta, sperimentali;
  • la pasta del Montasio DOP è generalmente più compatta mentre quella del Latteria è più morbida.

Ricordati che… il Latteria è presente nell’elenco regionale dei prodotti tradizionali ma il suo nome non è tutelato dalle imitazioni. Per questo motivo, è importante prestare attenzione perché è possibile trovare in commercio formaggi simili anche di provenienza estera, che si distinguono a fatica da quelli locali.

Per essere sicuro di acquistare il formaggio Latteria tradizionale, opta per i caseifici locali.
Scegliendo la qualità delle piccole realtà locali, puoi gustare un formaggio unico e buonissimo!

Su Fattorie Friulane puoi trovare i formaggi delle latterie e acquistarli dal nostro negozio online.

Adesso che conosci le differenze principali tra questi due formaggi, non ti resta che assaggiarli e scoprire il tuo preferito. Anche se probabilmente li amerai entrambi!

La Spirulina: scopri il superfood

In questo articolo parliamo di un superfood molto conosciuto…la Spirulina. Di che cosa si tratta? È un’alga dal colore verde-blu, nota per il suo elevato contenuto di sostanze nutritive.

Leggi questo articolo per scoprire cos’è la Spirulina, quali sono le sue proprietà, e come viene coltivata!

La Spirulina

Spirulina Fattorie Friulane SfondoPrima di tutto, abbiamo detto che si tratta di un superfood, ma cosa significa esattamente?
Con il termine “superfood” si intende un prodotto alimentare particolarmente ricco di nutrienti. I superfood sono molto ricercati per le loro proprietà e, anche se il termine è relativamente recente, in realtà racchiude diversi alimenti utilizzati già da moltissimi anni!

Questa alga, infatti, è utilizzata già da secoli. Veniva consumata sia dagli Aztechi e dalle altre civiltà precolombiane, sia in Ciad, dove veniva coltivata in stagni e piccoli laghi.

Perché la Spirulina è un superfood?
La Spirulina è una microalga dalla forma a spirale e colore verde-azzurro, che ha uno straordinario contenuto di sostanze nutritive, quali:

  • proteine vegetali;
  • vitamine A, B1, B2, B5, B7, B9, B12, E, D, K;
  • sali minerali, come ferro, magnesio, fosforo, calcio, potassio e zinco;
  • antiossidanti, quali il B-carotene, la clorofilla, la ficocianina, la luteina, la zeaxantina;
  • fitonutrienti.

Questo superfood è energizzante e davvero ricco di proprietà benefiche per la salute, naturalmente se viene assunta come integratore ad una dieta sana ed equilibrata.

Spiripau
spiripauPrima di proseguire, ci teniamo a presentarti il produttore Spiripau, che produce Spirulina biologica e 100% prodotta in Italia.

Questo brand aziendale nasce nel 2021, dall’azienda storica Paulitti Nicola, fondata nel 1992.
Il progetto Spiripau comincia molto prima della sua nascita, con l’arrivo dei tre figli nel 2008 in azienda, che cambia il nome in Società Agricola Paulitti. In questo momento inizia lo studio verso un progetto di sostenibilità, con l’obiettivo di introdurre energie rinnovabili nella produzione di piante da fiore.

Successivamente, nel 2010, questo progetto diventa concreto, grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico e di una caldaia a biomassa, che fanno diventare l’azienda autosufficiente dal punto di vista energetico.

In seguito, nel 2021 nasce il brand aziendale Spiripau e parte delle serre vengono riconvertite per l’installazione di strutture e macchinari all’avanguardia, per coltivare e lavorare l’alga Spirulina ad uso alimentare.

La produzione

Scopriamo ora la produzione della Spirulina di Spiripau, che si impegna ad utilizzare solo nutrimenti certificati di natura vegetale, con un’attenzione particolare alla sostenibilità.

Infatti, la coltivazione di questa microalga richiede una quantità d’acqua molto limitata. Per intenderci, 1/50 rispetto al grano e addirittura 1/1000 rispetto alla carne di manzo. Inoltre, per ogni chilo di Spirulina che viene prodotta, sono catturati dall’atmosfera 2kg di CO2 e viene rilasciato ossigeno grazie alla fotosintesi clorofilliana.

La produzione di Spiripau non causa inquinamento, erosione del terreno o contaminazione dell’acqua, in quanto non sono utilizzati pesticidi o diserbanti.

coltivazione spirulina spiripau
Coltivazione della Spirulina, Spiripau

Le fasi di produzione
La prima fase è quella della coltivazione, che avviene in vasche dotate di una pala, che mantiene l’acqua in movimento continuo, per garantire l’esposizione alla luce e la distribuzione dei nutrienti.

 

 

 

 

 

 

trafilatura spirulina spiripau
Trafilatura della Spirulina, Spiripau

Successivamente, la Spirulina viene raccolta, aspirando l’acqua, che viene rimessa in vasca in seguito, così da non creare sprechi.

La terza fase è quella della pressatura dell’alga, per ridurre la quantità di umidità.

Gli ultimi due step sono la trafilatura, in cui la Spirulina viene inserita in una macchina apposita per creare dei filamenti sottili e l’essiccazione, che avviene a bassa temperatura per mantenere tutti i nutrienti dell’alga.

Scopri di più sulla lavorazione della Spirulina sul sito di Spiripau!

I prodotti alla Spirulina

Se anche tu vuoi beneficiare delle sue proprietà, continua a leggere per scoprire in quali formati la puoi trovare!

Sul nostro sito trovi questo integratore vegetale, biologico, in diverse versioni:

  • In polvere, che può essere sciolta nelle bevande come i frullati di frutta e verdura, i succhi, le spremute o semplicemente in acqua. Può anche essere utilizzata per arricchire e colorare gli impasti e le creme.
  • In capsule, da assumere al mattino, durante la colazione.
  • In stick, che possono essere consumati tali e quali oppure aggiunti al tuo yogurt preferito, ai frullati di frutta, alle insalate e alle macedonie.

In conclusione, la Spirulina è un superfood utilizzato fin dall’antichità per le sue proprietà nutrizionali, dalla produzione particolarmente ecologica. Ora che la conosci non ti resta che provarla, la trovi qui!

Scopri il Frico Friulano: i formaggi da utilizzare

Uno dei piatti della tradizione Friulana più conosciuti e più amati è senza dubbio il Frico. Se non lo conosci, oppure se sei curioso di scoprire di più sugli ingredienti usati per prepararlo, leggi questo articolo!

Il Frico

Il Frico è il piatto della tradizione friulana per antonomasia, che nasce nella Carnia come piatto povero e che si prepara con ingredienti semplici e facilmente reperibili, quali le patate e il formaggio.

È un piatto sostanzioso e calorico, perfetto per fornire l’energia per affrontare una lunga giornata, specialmente in montagna.
Si prepara con formaggi di varia stagionatura, solitamente il Montasio DOP e il Latteria, a cui sono aggiunte le patate ed, eventualmente, altri ingredienti come lo speck o la cipolla.

Da tradizione, si utilizzavano le strissulis di formaggio, ovvero i ritagli ricavati quando il casaro arrotonda le forme. Oggi, invece, si preferisce utilizzare il formaggio tagliato in pezzi perché conferisce un sapore più deciso al piatto. Altrimenti, si possono utilizzare insieme le strissulis e i pezzi di formaggio per avere un mix di formaggi freschi e saporiti.

Ci sono varie versioni di Frico e ognuno ha la sua ricetta personale! Anche noi abbiamo la nostra, preparata dalla chef Lorena De Sabata.
Guarda il video e scopri la ricetta del Frico alla carnica a cui abbiamo aggiunto un tocco di fantasia in più con i semi di zucca!

Qualche curiosità sulle origini…
La ricetta è conosciuta fin dal ‘400 e se ne può trovare una versione nel Libro de Arte Coquinaria del maestro Martino da Como, che fu al servizio del Patriarca di Aquileia. Possiamo affermare, dunque, che si tratta di un piatto amato da tantissimi anni!

Una curiosità sul nome…
Non si dice Fricò, ma Frico. Infatti, il termine friulano, per effetto della contaminazione della lingua con l’italiano, ha perso l’accento anche nella dizione comune utilizzata nella regione.

I tipi di Frico

Si possono distinguere principalmente due tipi di Frico, quello friabile e quello morbido.

Il Frico friabile o croccante
Questo tipo di piatto è preparato con l’utilizzo esclusivo del formaggio, senza l’aggiunta delle patate.
Il risultato è, appunto, un Frico più sottile dalla consistenza croccante, simile ad una cialda.

Frico alla carnica con i semi di zucca ricetta chefIl Frico morbido
Il Frico morbido, invece, prevede l’utilizzo delle patate, che gli conferiscono la morbidezza.

Questa tipologia può essere cucinata in varie versioni, ad esempio con l’aggiunta di cipolla, speck, erbette e così via, a discrezione di chi lo sta preparando.

Se sei curioso di assaggiarlo, sul nostro sito puoi trovarlo sia nella versione classica con patate e formaggi, che con la cipolla, lo speck o la salsiccia.
Sono tutti preparati dalle latterie della regione.

I formaggi per fare il Frico

formaggi principali utilizzati per preparare il frico friulano sono:

1. Montasio & Latteria- È il formaggio tradizionale per eccellenza. Può essere usato nelle sue diverse stagionature:

Fresco (più morbido e delicato)

Mezzano (con un gusto più marcato)

Stagionato (più saporito e adatto a un frico più croccante)

Questi formaggi, specialmente il Montasio, si sciolgono bene e creano la caratteristica crosta dorata del frico. A seconda della variante del frico, possono essere aggiunti altri ingredienti come patate, cipolle o erbe aromatiche.

Scopri le denominazioni dei prodotti

Sempre più italiani scelgono di portare sulla propria tavola prodotti a marchio DOP, ma cosa significa esattamente? Si tratta di una delle principali denominazioni che tutelano la qualità dei prodotti alimentari e la regione Friuli Venezia Giulia di certo non ne è sprovvista… anzi!

Leggi questo articolo se vuoi sapere il significato delle varie denominazioni, quali DOP, IGP, STG e scopri le bontà della regione che detengono questi marchi collettivi.

Le denominazioni principali

Prima di tutto, è importante specificare che stiamo parlando di marchi collettivi di denominazione di origine e di indicazione geografica.

Queste denominazioni nascono per tutelare i prodotti tipici del territorio e sono riconosciuti dall’Unione Europea. In questo ambito, l’Italia si posiziona come il paese europeo con il maggior numero di prodotti DOP, IGP ed STG, con ben 838 prodotti che appartengono a queste categorie.

D’altronde, sappiamo bene che i nostri prodotti sono amati ed esportati in tutto il mondo e queste denominazioni hanno anche lo scopo di proteggere il “made in Italy” da eventuali contraffazioni, dando valore e riconoscimento alla qualità dei prodotti agroalimentari e al territorio di provenienza.

Gli obiettivi
Prima di vedere più in dettaglio ognuna di esse, scopriamo i loro obiettivi principali, come recepito dalla legislazione italiana (vedi il sito del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste):

  • hanno lo scopo di tutelare la qualità dei prodotti agroalimentari;
  • salvaguardano i metodi di produzione;
  • forniscono ai consumatori informazioni chiare sulle caratteristiche dei prodotti.

Questi prodotti, riconosciuti dall’Unione Europea, garantiscono standard di qualità attraverso disciplinari di produzione e sono facilmente identificabili per il consumatore grazie al marchio posto sul prodotto.

DOP, IGP, STG

A questo punto, scopriamo nel dettaglio cosa significa ciascuna di queste denominazioni.

Logo DOPDOP
DOP è l’acronimo di Denominazione di Origine Protetta e identifica un prodotto le cui caratteristiche sono strettamente legate al territorio e alle fasi di produzione, il che significa che quel prodotto è originario ed è integralmente lavorato in un particolare ambiente geograficamente delimitato.

 

 

logo igp

IGP
IGP è l’acronimo di Indicazione Geografica Protetta. In questo caso si certifica che il prodotto è originario di una specifica area geografica, nella quale sono effettuate una o più fasi di lavorazione, ma non tutte.

 

STG
STG è l’acronimo di Specialità Tradizionale Garantita. Ciò che rende un prodotto STG sono le specifiche materie prime utilizzate tradizionalmente per produrlo o la ricetta tipica che è ‘tradizionale’ perché esiste da almeno trent’anni.
In questo caso si accetta che il prodotto possa essere preparato anche in un altro Paese dell’Unione Europea, ma s’impone che per la preparazione si debba seguire uno specifico disciplinare di produzione e che la denominazione STG debba essere rilasciata da un ente di controllo accreditato.

DOC e IGT
Oltre a quelle sopra citate, è possibile trovare sulle etichette dei vini italiani anche le denominazioni nazionali DOC e IGT, che, dal 2010 sono state ricomprese nella classificazione europea.

Vediamo il significato di questi acronimi riferiti ai vini:

  • DOC sta per Denominazione di Origine Controllata;
  • IGT sta per Indicazione Geografica Tipica.

docUn vino è denominato DOC se rispetta uno specifico disciplinare e se la sua qualità e caratteristiche specifiche sono strettamente legate ad un luogo delimitato.
Nel caso di vini ‘rinomati’ si può utilizzare anche l’acronimo DOCG (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita), che si riferisce ad un vino riconosciuto DOC da “almeno 7 anni”.
Da notare che queste ultime menzioni tradizionali sono “utilizzate dall’Italia per i prodotti vitivinicoli a DOP”. Scopri di più.

Quanto alla denominazione IGT, questa può essere utilizzata per un vino che rispetti comunque requisiti specifici, però si concede che le aree geografiche di origine siano più ampie rispetto a quelle di un vino DOC.

Va anche precisato che la menzione tradizionale IGT è utilizzata dall’Italia per prodotti vitivinicoli che siano IGP.

I prodotti del Friuli Venezia Giulia

In Friuli Venezia Giulia non mancano di certo i prodotti denominati e riconosciuti come DOP, IGP, STG e così via! Scopriamo di seguito alcuni di questi buonissimi prodotti.

montasio dop frescoIl Montasio DOP. Come possiamo cominciare la lista se non con il nostro amatissimo Montasio, il formaggio della tradizione nato nell’omonimo altopiano delle Alpi Giulie? Lo trovi sul nostro sito, prodotto dalle latterie friulane sia fresco che mezzano, stagionato o stravecchio.

 

 

san daniele dopIl prosciutto di San Daniele DOP, un’eccellenza friulana unica, prodotto esclusivamente con carne di suino, sale marino e il microclima particolare di San Daniele. Puoi trovarlo sul nostro sito, creato dagli esperti prosciuttifici della regione.

 

 

L’olio Tergeste DOP, un olio d’oliva di ottima qualità dal gusto ‘verde’, tanto delicato quanto avvolgente. Assaggia l’olio Tergeste DOP di Parovel qui.

 

 

 

pitina igpLa Pitina IGP, un salume friulano dalla storia antica ricca di tradizione e basata sul recupero. Se non l’hai mai provata, ti consigliamo di farlo! È un prodotto davvero inimitabile. Provala sul nostro sito, prodotta da Agriturismo Borgo Titol.

La certificazione BIO

Concludiamo questo articolo parlando di una certificazione che è possibile trovare sulle etichette dei prodotti alimentari, ovvero la certificazione biologica.

I prodotti BIO devono seguire rigide regole di produzione imposte dalla normativa europea ed italiana e sono realizzati senza l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi, come ad esempio i pesticidi, e senza OGM.

Se stai cercando dei prodotti friulani biologici, ti possiamo accontentare! Infatti, sul nostro sito puoi trovare diversi formaggi, birre e verdure sott’olio bio… per tutti i gusti!

A questo punto conosci le denominazioni principali e non ti resta che assaggiare gli ottimi prodotti tipici, che la regione ha da offrire!

La qualità fa bene alla salute

Il Friuli Venezia Giulia è una regione nota per l’attenzione al benessere e l’indagine del Sole 24Ore lo conferma. Infatti, nell’indagine sulla qualità della vita nelle regioni italiane la provincia di Udine si posiziona al primo posto, seguita da Bologna e Trento.

Il benessere parte anche dal cibo che portiamo in tavola! Mangiare cibo di qualità non è solo un’esperienza piacevole dal punto di vista gustativo, ma rappresenta anche un investimento per la propria salute.

La comodità di acquistare senza prestare particolari attenzioni alla provenienza degli alimenti e alla loro qualità può essere allettante in un’epoca in cui la vita quotidiana è sempre più frenetica. Tuttavia, è importante spendere un po’ del proprio tempo per selezionare prodotti più genuini, soprattutto per determinate categorie di alimenti.

I prodotti DOP e IGP

Un modo per scegliere alimenti di qualità è senza dubbio l’attenzione alla provenienza dei prodotti, dando la priorità a quelli locali e made in Italy.

In questo caso, i prodotti DOP e IGP garantiscono non solo una precisa zona di produzione, ma anche il rispetto di rigorosi standard di qualità. Questi marchi indicano lo stretto legame che ha la produzione dell’alimento con uno specifico territorio, proteggendolo da eventuali contraffazioni.

Per questo motivo i prodotti protetti da questi marchi sono sempre più scelti dai consumatori italiani.
In Friuli Venezia Giulia i prodotti certificati DOP e IGP non mancano di certo!

Sono diversi i prodotti certificati DOP e IGP della regione, quali:

Come emerge dal XXI Rapporto Ismea-Qualivita il settore DOP e IGP “va oltre la soglia dei 20 miliardi di euro di valore alla produzione nel 2022”, come viene riportato su Udine Today.
Nello specifico, la regione Friuli Venezia Giulia ha prodotto nel 2022 un valore di oltre 1 miliardo di euro, riportando per la categoria relativa al cibo un valore di 390 milioni di euro e quella del vino 818 milioni.

Tra i prodotti al vertice delle classifiche di produzione, nel Rapporto Ismea- Qualivita spiccano:

  • il prosciutto di San Daniele, con un valore di 365 milioni di euro;
  • il formaggio Montasio, con un valore di 44 milioni di euro.

Nella categoria dei vini, invece, spicca il Prosecco e la regione si posiziona quarta nella classifica dell’impatto regionale.

Il Latte d’asina nella cosmesi

In questo articolo parliamo di un latte particolare, usato fin dall’antichità sia nell’ambito alimentare che in quello cosmetico per le sue proprietà uniche. Si tratta del latte d’asina, ovvero del latte prodotto dalla specie asinina. Se sei curioso di scoprire le sue caratteristiche e i benefici che ha per la pelle questo articolo è adatto a te!

Il latte d’asina nella storia

Quando parliamo di latte, siamo abituati a riferirci a quello bovino, o caprino in alcuni casi, ma hai mai sentito parlare del latte d’asina?

Fu Ippocrate, il padre della medicina, a descrivere i benefici per la salute del latte di asina nel IV secolo a.C.. A seguire, Plinio Il Vecchio lo introdusse nella sua opera Naturalis Historia nel I secolo d.C., descrivendo le sue proprietà benefiche sia per la salute che per la cura della pelle.

Fin dall’antichità, questo latte è stato utilizzato come alimento, come rimedio comune e come elisir di bellezza.

Il latte d’asina viene ancora oggi utilizzato per creare formaggi e prodotti cosmetici, quali saponi e creme.

Una curiosità interessante…
Si narra che Cleopatra e anche Poppea, la seconda moglie dell’imperatore romano Nerone, facessero il bagno nel latte di asina per mantenere la pelle giovane e idratata.

Anche se non si può di certo fare come Cleopatra e Poppea e riempire una vasca intera di latte d’asina, è comunque possibile godere delle sue eccellenti proprietà cosmetiche. Se vuoi scoprire come, continua a leggere.

Le proprietà cosmetiche del latte d’asina

Il latte d’asina è un prodotto con tante proprietà, che si contraddistingue per i suoi innumerevoli benefici.

Infatti, i principali ingredienti attivi agiscono come antiossidanti, proteggendo la pelle dai radicali liberi, che ne causano l’invecchiamento.

Inoltre, il retinolo, che è presente in grandi quantità nel latte di asina, accelera la produzione del collagene, mantenendo le fibre della pelle elastiche.

Anche se oggi è più difficile trovare questo latte nella grande distribuzione, è possibile trovare alimenti e cosmetici creati da alcuni piccoli produttori, che ne portano avanti la produzione con cura.

Se sei curioso di provare sulla tua pelle le qualità di questo latte, sul nostro sito puoi trovare i meravigliosi saponi al latte di asina prodotti dall’azienda Gli Asini di Manute.

Sono presenti diverse tipologie di sapone, tutti naturali e artigianali, suddivisi in base alle necessità della pelle. Ecco cosa puoi trovare:

sapone latte d'asina e miele• Il sapone latte d’asina e miele è ottimo per rigenerare l’epidermide. È caratterizzato dal suo profumo intenso ma non invadente, contraddistinto dalla naturale dolcezza e delicatezza del miele. Lascia la pelle morbida al tatto e la protegge dall’aggressione di agenti esterni. Nella lavorazione del sapone viene utilizzato il miele puro, scoprilo qui.

 

 

 

sapone latte d'asina e oleolito• Il sapone latte d’asina e oleolito di fieno è perfetto per le pelli più delicate, anche quelle dei neonati. È prodotto con l’oleolito di fieno, ovvero un infuso di fieno selezionato, per estrarre tutte le proprietà delle piante tagliate nei dintorni dell’azienda. Si tratta di un prodotto neutro, adatto a chi ha problemi di allergie, che nutre la pelle secca, lasciandola morbida e vellutata. Scoprilo qui.

 

 

 

sapone latte d'asina e cioccolato• Il sapone latte d’asina e cioccolato fondente è ideale per regalarsi un momento di dolcezza. Viene prodotto con il cioccolato puro che, grazie al contenuto di flavonoidi, previene danneggiamenti delle cellule cutanee, l’invecchiamento della pelle e la formazione di rughe. Questo sapone è anche perfetto per chi ama i profumi golosi, quasi da mangiare! Lo trovi qui.

 

 

 

sapone latte d'asina e malva• Il sapone latte d’asina e malva è adatto anche alla pelle grassa, con irritazioni cutanee o impurità. Lascia la pelle liscia e profumata… come un fiore! Nella lavorazione viene impiegata la pianta essiccata. Provalo qui.

 

 

 

 

Questi saponi sono tutti naturali ed artigianali, “fatti come una volta”, utilizzando il latte di asina puro, non liofilizzato, per mantenere tutte le sue proprietà. Inoltre, possono essere utilizzati sia sulle mani, che sul viso e sul corpo.

La produzione

latte d'asina crudoSappiamo bene che il produttore fa davvero la differenza! Per questo, vogliamo presentarti l’azienda Gli Asini di Manute, che si impegna con tanto amore e dedizione per creare dei prodotti naturali e di qualità.

L’azienda, situata a Rive d’Arcano, in provincia di Udine, è immersa nel panorama delle colline del medio Friuli. Gli Asini di Manute alleva asine di razza Romagnola, una razza che è purtroppo in via di estinzione e si occupa sia della produzione che della trasformazione del latte.

Questo tipo di latte, essendo il più simile a quello materno, è indicato anche per i neonati e per tutte le età, grazie alle sue caratteristiche organolettiche uniche. Con il latte d’asina l’azienda crea saponi naturali e formaggi molto particolari e fuori dal comune.

Il benessere degli animali è una delle basi della filosofia de Gli Asini di Manute. Infatti, le asine sono allevate in totale libertà, cibandosi di erba del pascolo a disposizione 24 ore su 24, con foraggi e paglia di produzione propria ed evitando mangimi, farine o altri tipi di integrazione alimentare.

La mungitura viene effettuata una volta al giorno e la media giornaliera è di 1 litro di latte ad asina, mentre il restante latte che viene prodotto nel corso della giornata va tutto al puledro.

asini di manute

Il risultato di queste attenzioni è un prodotto naturale e di qualità, creato nel rispetto degli animali.

 

 

 

I saponi al latte d’asina sono un’aggiunta davvero unica alla tua routine quotidiana. Puoi utilizzarli la sera, come trattamento purificante e rilassante, ideale per dedicare un momento di fine giornata a sé stessi. Se vuoi puoi anche accompagnare il trattamento a un bicchiere di vino delicato, come un Sauvignon Blanc o uno Chardonnay, oppure uno spumantizzato come il Ribolla Brut, o un Prosecco!

I saponi sono ottimi anche da usare la mattina, per cominciare la giornata al meglio, dopo una buona colazione a base di biscotti artigianali.

Concediti un momento per te stesso, tra i profumi naturali e inebrianti dei saponi artigianali e la sensazione di morbidezza sulla pelle… è impossibile non sentirsi coccolati.

Il Verduzzo Friulano: caratteristiche e abbinamenti

In questo articolo scopriamo il Verduzzo friulano, un vino autoctono della regione Friuli Venezia Giulia, che da tantissimi anni viene servito sulle tavole come simbolo del territorio.

Il vitigno Verduzzo Friulano

Il Verduzzo Friulano è un vitigno a bacca bianca molto antico, che ha una lunga storia da raccontare. Infatti, si tratta di uno dei vitigni autoctoni più antichi del Friuli!

Una curiosità storica…
Il vino Verduzzo fu servito anche ai banchetti di papa Gregorio XII, insieme al Ramandolo, un altro inconfondibile vino della tradizione friulana di cui abbiamo parlato nel nostro precedente articolo.

Leggi l’articolo sul Ramandolo qui.

ramandolo
Vigneti di Verduzzo giallo

Il vino Ramandolo è prodotto proprio con le uve del Verduzzo giallo. Infatti, possiamo trovare due differenti varietà di questo vitigno, il verduzzo e il verduzzo giallo o di Ramandolo.

La seconda varietà, che viene coltivata nei bellissimi territori collinari di Nimis, produce un vino passito, da dessert, di colore giallo oro con riflessi ambrati.
Lo trovi anche sul nostro sito, qui!

Il Ramandolo è ottenuto lasciando appassire le uve del Verduzzo e il risultato è un vino dolce molto alcolico, ideale da bere a fine pasto.

Le caratteristiche

Il Verduzzo Friulano è un vino eccellente del panorama enologico friulano, che vale la pena di scoprire.
Cosa si prova a bere un calice di Verduzzo Friulano? Scopri il suo aroma e il suo gusto caratteristico.

Ecco le caratteristiche principali:

  • è un vino che si presenta dal colore giallo paglierino, chiaro e brillante, con riflessi verdognoli;
  • ha un aroma ricco, ampio e persistente, che ricorda la mela, la pera, l’albicocca e la pesca-noce;
  • ha un gusto pieno, leggermente acidulo e fruttato, che riprende in bocca le sensazioni olfattive.

La migliore temperatura di servizio va dagli 8°C ai 12°C, perché il Verduzzo è meglio servirlo fresco per godere appieno di tutte le sue caratteristiche uniche.

Il suo gusto tannico, ma gentile al palato lo rende un vino ottimo da abbinare a piatti a base di uova, come le frittate, gli antipasti magri e i risotti a base di erbe.
Inoltre, ti consigliamo di bere questo vino a fine pasto e in accompagnamento a dolci e biscotti secchi.

I produttori

Se vuoi degustare anche tu questo vino caratteristico della tradizione friulana, puoi trovarlo sul nostro sito, prodotto dai viticoltori della regione che si impegnano di generazione in generazione per ottenere un vino di qualità che sia in grado di raccontare il suo territorio di provenienza.

Bere un bicchiere di Verduzzo Friulano è una vera e propria esperienza degustativa, che ti trasporta in un viaggio di gusti e aromi attraverso le viti del Friuli, curate e gestite dai bravissimi viticoltori locali.

Il nostro progetto è quello di portare i sapori unici della regione anche nelle altre regioni italiane. Per questo, vogliamo raccontarti di più sulla storia di alcuni dei piccoli produttori che creano questo ottimo vino.

Cascina Lavaroni
verduzzo friulano lavaroniL’azienda, situata a Buttrio, è stata creata da Giulio Lavaroni negli anni ‘50 e oggi viene gestita dal figlio Marcello.
La produzione del vino Lavaroni è ricca e diversificata e proviene da una delle migliori zone DOC d’Italia, i Colli Orientali del Friuli, da cui nascono i loro preziosi vini.

Puoi degustare il Verduzzo Friulano di Cascina Lavaroni qui.

 

 

verduzzo friulanoAzienda Agricola Foschiatto
Questa azienda fa parte della Latteria turnaria di Ravosa e Magredis, fondata nel 1886 in una zona disposta sia all’allevamento della Pezzata Rossa Italiana, che alla produzione di vini.

La cooperativa è tra le più antiche in Friuli e rappresenta un punto di riferimento per il Comune di Povoletto, come promotore dei prodotti tipici locali.

L’azienda, infatti, produce sia formaggi e burro di prima scelta che vini eccellenti, tra cui il Verduzzo, che puoi trovare qui.

 

verduzzo friulanoVigneti Conte
Vigneti Conte è un’azienda storica di Monfalcone, passata in eredità da quattro generazioni, che produce vini friulani di qualità.

L’azienda vitivinicola è stata ristrutturata ed ampliata per offrire a tutti i clienti affezionati un luogo di degustazione dei vini e dei gustosi prodotti tipici del territorio.

Trovi il Verduzzo Friulano di Vigneti Conte qui.

Gli abbinamenti

Per gustare al meglio il Verduzzo Friulano, di seguito ti consigliamo qualche abbinamento.

  • Antipasti e minestre. Questo vino versatile si presta bene ad accompagnare le portate di inizio pasto, come antipasti magri e risotti alle erbe, oppure frittate di uova.
  • Prosciutto di San Daniele DOP. Non possiamo che consigliarti di bere un calice di Verduzzo Friulano degustando un buon tagliere di prosciutto crudo di San Daniele, un prosciutto dal gusto delicato, immancabile su una tavola a base di prodotti friulani.
  • Formaggi. I formaggi delle latterie locali sono perfetti insieme al Verduzzo, che, essendo un vino dal gusto pieno e fruttato, si presta soprattutto all’abbinamento con i formaggi più freschi o mezzani, come il Latteria Fresco o il Montasio DOP stagionato 6 mesi.
  • Dolci e biscotti. Infine, un calice di Verduzzo Friulano è perfetto soprattutto da degustare a fine pasto, insieme a dolci, come il Dolce Aquileia della Pasticceria Mosaico e ai biscotti secchi.

L’aroma e il gusto inconfondibili di questo vino simbolo del Friuli sapranno sicuramente conquistare anche i palati più raffinati e gli appassionati di vino. Buona degustazione!

La degustazione dei formaggi: creare un’esperienza di gusto

La degustazione dei formaggi può rappresentare un momento indimenticabile, una vera e propria esperienza di gusto, che ti trasporta fra aromi e sapori diversi.

Se sei un’amante dei formaggi, questo articolo è proprio per te! Scopri come degustare al meglio i tuoi formaggi preferiti, quali sono i migliori accompagnamenti e abbinamenti e impara tutto quello che serve sapere per creare il tagliere perfetto.

Consigli di degustazione dei formaggi

Il momento della degustazione parte prima di tutto dalla scelta dei formaggi di qualità, che rappresenta il primo step fondamentale per creare un’esperienza di gusto unica.

regole e qualità latteria turnaria di campolessi
Latteria Turnaria di Campolessi, produzione

Un formaggio prodotto da una piccola latteria locale ha un gusto inconfondibile e inimitabile, che racchiude anni di tradizioni e di impegno e dedizione per creare un prodotto buono, genuino e artigianale.

Un piccolo produttore che crea i formaggi con il latte delle sue mucche o che utilizza il latte degli allevatori locali vicini a sé, sarà in grado di produrre un formaggio davvero eccellente, fatto con materie prime di qualità.

Per questo, abbiamo deciso di raccogliere i vari produttori del Friuli Venezia Giulia e diffondere i loro buonissimi prodotti in tutte le regioni italiane. Sul nostro sito trovi i formaggi delle latterie friulane, dai tradizionali, agli storici, a quelli più originali…sapranno sicuramente conquistare anche i palati più raffinati!

Una volta scelti i formaggi da degustare, che non dovrebbero essere inferiori a tre o superiori a cinque per un’esperienza completa, puoi passare allo step successivo.

La temperatura
La temperatura a cui vengono serviti i formaggi in una degustazione è essenziale per garantire la migliore esperienza di gusto e per godere appieno delle sue caratteristiche organolettiche.

Infatti, i formaggi andrebbero sempre serviti a temperatura ambiente e non freddi da frigorifero. La temperatura ottimale si aggira attorno ai 20°C, eccetto che per le mozzarelle o altri formaggi molto freschi che possono essere serviti più freddi.

Il taglio
Anche il taglio rappresenta un’accortezza da tenere in considerazione quando si prepara una degustazione di formaggi.

Per esaltare la bontà dell’alimento, bisogna servire il prodotto tagliandolo in modo corretto. In base al tipo di formaggio e alla sua pasta, può essere servito a scaglie, a fettine triangolari o rettangolari, oppure con un cucchiaio di legno, nel caso dei formaggi particolarmente molli.

Attenzione anche alla dimensione della fetta, che dovrebbe essere di circa 30 grammi per una corretta degustazione. Scopri di più sul sito del Consorzio del Montasio.

Gli accompagnamenti
Una degustazione di formaggi non è completa senza il pane, che serve sia come accompagnamento, che per “pulire” il palato tra un formaggio e l’altro.

Il pane non dovrebbe essere troppo salato o dal sapore “invadente”, ma può essere divertente associare alcuni formaggi anche a tipologie di pane più particolari, come quello con le uvette oppure con verdure o altri ingredienti.

Oltre al pane, il formaggio è valorizzato dal miele e dalle composte dolci, che possono essere servite in piccole ciotole munite di un cucchiaio diverso per ognuna. Alcuni formaggi con il miele o con una marmellata possono essere di una bontà strepitosa… provare per credere!

L’ordine di degustazione dei formaggi
L’ordine in cui si sceglie di degustare i formaggi è molto importante, in quanto un formaggio più saporito può alterare l’esperienza gustativa di uno più fresco e delicato.

La regola è quella di seguire il grado di stagionatura, iniziando dai freschi e concludendo con gli stagionati, tenendo i piccanti o erborinati per ultimi.

Un ultimo consiglio…
Prima di degustare evita di bere alcolici, caffè o di mangiare alimenti molto saporiti per non compromettere l’esperienza di gusto.

I sensi coinvolti nella degustazione dei formaggi

La degustazione dei formaggi è un’esperienza che riguarda più sensi, in modo particolare la vista, l’olfatto, il tatto e, naturalmente, il gusto.

Continua a leggere per scoprire come sono coinvolti i sensi nella degustazione.

  • La vista è il primo senso che entra in gioco quando si degusta un formaggio. Infatti, si comincia a mangiare prima di tutto con lo sguardo.
    In questa fase si esamina il formaggio, notando il colore, l’occhiatura, se presente e le altre caratteristiche che si possono osservare nell’alimento.
  • L’olfatto gioca un ruolo molto importante nella degustazione, in quanto l’aroma del formaggio influisce sul suo sapore. In questa fase è possibile percepire un formaggio come particolarmente dolce e delicato, oppure come intenso e si possono percepire aromi specifici come erbe, fieno, oppure frutta secca.
  • Il tatto è coinvolto quando si esamina la consistenza del formaggio, che può presentarsi a pasta dura o particolarmente morbido, liscio o ruvido e così via.
  • Il gusto, infine, viene coinvolto al momento dell’assaggio, in cui scopriamo il sapore del formaggio e il retrogusto che lascia al palato. È dolce, amaro, piccante? E così via…

Per godersi appieno l’esperienza di degustazione è anche importante prendersi il proprio tempo e assaporare con calma ogni boccone!

Gli abbinamenti

A questo punto probabilmente ti è venuta voglia di organizzare una serata di degustazione con amici o familiari. Vogliamo darti una mano e consigliarti gli abbinamenti migliori per i tuoi formaggi!

degustazione dei formaggi compostaComposte e confetture
Le composte e le confetture di frutta sono perfette da aggiungere ad un tagliere per accompagnare i formaggi. Ad esempio, la composta Mela e Peperoncino di Agriturismo Londero si accosta perfettamente a formaggi mezzani, come il Montasio 6 mesi.

Anche la Gelatina di Ribes e Zenzero di Agriturismo Londero è ottima per rendere unico un tagliere di formaggi friulani.

Il miele
Il miele, in modo particolare quello di Acacia che ha un gusto molto delicato, si presta bene ad accompagnare i formaggi, sia freschi, che stagionati, che erborinati, come il Formaggio all’Italiana di Azienda Agricola Cabas.

Il miele di Castagno, invece, dal gusto più forte e leggermente amarognolo, è perfetto per creare un abbinamento particolare con i formaggi più stagionati, come il Latteria stagionato 18 mesi di Azienda Agricola Cabas.

La frutta fresca
In un buon tagliere di formaggi la frutta fresca è sempre un’aggiunta molto gradita. Qualche fettina sottile di mela, ad esempio, pulisce il palato tra un assaggio e l’altro.

Il pane, i grissini e i crackers
Il pane e gli altri panificati trovano sempre posto in una degustazione, per creare uno stacco tra un formaggio e l’altro, oppure per creare abbinamenti particolari, ad esempio con il pane alla frutta secca.

tagliere degustazione dei formaggiI salumi
Il tagliere di salumi e formaggi è un classico! Qualche fetta di salame friulano senz’aglio oppure del delicato prosciutto crudo di San Daniele DOP sapranno elevare il tagliere e renderlo ancora più speciale.

I vini
Infine, spesso ad una degustazione di formaggi è associato qualche calice di vino. Se desideri farlo, ti consigliamo sempre di abbinare i vini bianchi ai formaggi più freschi e delicati e quelli rossi, come il Refosco, a quelli stagionati.

A questo punto sai tutto ciò che ti serve per rendere la tua prossima degustazione di formaggi unica e indimenticabile sia per te che per le persone con cui deciderai di condividerla! Scopri tutti i buonissimi formaggi friulani, prodotti con amore e dedizione dai piccoli produttori della regione sul nostro sito.

formaggio montasio

I formaggi artigianali a latte crudo

Cosa sono i formaggi prodotti a latte crudo? Cosa significa latte crudo? È un alimento sicuro? Che gusto hanno i formaggi prodotti con questo tipo di latte, rispetto ad altri?

Se sei curioso di scoprire le risposte a queste domande leggi l’articolo, in cui ti spieghiamo tutto quello che ti serve sapere sui formaggi a latte crudo!

I tipi di latte

Cominciamo parlando di questa bevanda, che è la base della produzione dei nostri amati formaggi!

Prima di tutto, il latte è un alimento composto da:

  • glucidi sotto forma di lattosio, che è lo zucchero del latte;
  • lipidi, ovvero il grasso;
  • proteine, rappresentate dalla caseina, che è la più importante;
  • sali minerali, come calcio e fosforo;
  • vitamine, soprattutto vitamina A e B.

brocca di latteÈ un alimento ricco che, dal punto di vista nutrizionale, fornisce buone quantità di vitamine, proteine e minerali. Naturalmente, è una buona fonte di nutrienti se inserito in una dieta equilibrata e nelle giuste quantità.

Esistono diverse tipologie di latte, in base all’apporto calorico e al grasso presente. Possiamo infatti trovare il latte intero, il latte parzialmente scremato e il latte scremato.

Un’altra suddivisione può essere fatta in base alle modalità di conservazione e agli eventuali trattamenti termici ricevuti dall’alimento.

In questo caso, questa è la suddivisione:

  • il latte crudo, ovvero quello “al naturale” che non ha subito alcun tipo di trattamento termico, neanche di lieve intensità;
  • il latte fresco pastorizzato, che viene riscaldato con un trattamento termico breve, per eliminare eventuali microrganismi nocivi e garantire la sicurezza del prodotto;
  • il latte a lunga conservazione (UHT), che viene trattato a temperature molto alte, per pochissimi secondi, così che il prodotto possa mantenersi anche fino a 3 mesi;
  • il latte microfiltrato, sottoposto sia alla pastorizzazione che alla microfiltrazione, che elimina la maggior parte dei microbi e conserva il sapore autentico del latte fresco;
  • il latte sterilizzato, un trattamento con cui l’alimento crudo viene riscaldato in modo continuo ad una temperatura di 135° per non meno di un secondo oppure a temperature più basse per circa 20 minuti.

In base al trattamento subito, il latte assume caratteristiche organolettiche diverse. Continua a leggere per approfondire le caratteristiche e le qualità specifiche che hanno i formaggi prodotti con il latte non pastorizzato.

Il latte crudo

latteria di fagagna borgo riolo
Produzione formaggio

Come abbiamo affermato anche nel nostro articolo precedente Guida al latte, con latte crudo si intende un tipo di latte “che non abbia subito alcun trattamento termico, neppure di lieve intensità”.

Questo tipo di latte è spesso utilizzato per produrre formaggi tradizionali, come alcuni tipi di Latteria oppure il rinomato Montasio DOP, un formaggio tipico della regione Friuli-Venezia Giulia.

Di solito, il latte crudo è preferito dai piccoli produttori e spesso è impiegato nella produzione di formaggi di malga e di alpeggio, in cui i foraggi e i pascoli consumati dalle bovine conferiscono al latte gli aromi tipici della flora locale e del territorio. Il risultato è un formaggio unico, speciale e dal gusto complesso e inconfondibile.

Prova tu stesso il Montasio DOP prodotto direttamente in Malga Montasio e verrai trasportato con il suo sapore in un viaggio di aromi attraverso le Alpi Giulie. Puoi trovarlo qui!

La mancanza di trattamento termico comporta delle differenze nelle caratteristiche sia del latte, che del formaggio prodotto con esso.

I formaggi prodotti a latte crudo, infatti, si distinguono per il loro gusto caratteristico, di cui parleremo tra poco.

Un piccolo appunto sulla sicurezza…
Se stai pensando “ma sono sicuri i formaggi prodotti con il latte non pastorizzato?” La risposta è sì, quando il produttore si attiene alle norme comunitarie ed effettua i controlli molto frequenti che sono necessari per garantire la sicurezza e l’igiene del prodotto.

Infatti, ci sono leggi che impongono norme igieniche e di benessere animale da applicare non solo nella produzione del formaggio, ma anche nell’allevamento degli animali, in modo tale da proteggere i consumatori ed evitare contaminazioni pericolose.

Inoltre, se un formaggio è prodotto con latte crudo, è obbligatorio segnalarlo in etichetta se il formaggio è stagionato per meno di 60 giorni. Superato questo periodo non serve, perché dopo i due mesi il rischio di proliferazione di microrganismi pericolosi per la salute si riduce notevolmente e diventa trascurabile.

Questo tipo di latte mantiene intatta la sua naturale flora di microrganismi e preserva tutti i suoi preziosi nutrienti e un gusto che richiama il latte fresco!

I formaggi artigianali a latte crudo

Nei formaggi la differenza si sente!

I formaggi prodotti con questa tipologia di latte, non trattato termicamente, sono molto saporiti e hanno un gusto inconfondibile, che, in alcuni casi, ricorda i pascoli e l’alimentazione delle bovine.

Possiamo anche dire che, in questi formaggi, il sapore autentico e naturale del latte si sente particolarmente.

Vuoi assaggiare i formaggi a latte crudo? Li puoi trovare anche sul nostro sito, creati direttamente dalle latterie del Friuli, con il latte dei loro allevamenti.

Ecco alcuni formaggi a latte crudo che ti consigliamo di assaggiare!

latteria fresco

Se ti piacciono i formaggi più delicati…

Il formaggio di Fagagna fresco di Borgo Riolo è un formaggio stagionato solo 3 mesi, dal sapore delicato, che presenta un aroma di burro e un profumo deciso di latte. Essendo un formaggio fresco, è perfetto da utilizzare anche nei panini e nella pizza.

 

 

formaggio all'italinaSe preferisci i formaggi saporiti…

Il formaggio all’italiana di Azienda Agricola Cabas ha un gusto particolare, insaporito da peperoncino, prezzemolo e basilico. È il perfetto formaggio da tavola, che si abbina bene ai salumi.

 

 

Formaggio StagionatoSe sei un’amante dei formaggi stagionati…

Il Latteria 18 mesi di Azienda Agricola Cabas è un formaggio stagionato, prodotto solo con latte crudo, yogurt, caglio e sale. Per degustarlo al meglio è da accompagnare al miele, che ne esalta il sapore in modo delicato, ma non invadente.
Questo formaggio è anche ideale da abbinare al Ramandolo, il vino passito tipico del Friuli, dolce ma non stucchevole.

 

 

formaggio latteria 3 mesi latte crudo latte fieno bioSe cerchi dei formaggi prodotti con un latte unico…

Il Latteria con latte fieno di Azienda Agricola La Sisile è prodotto con latte crudo certificato biologico e Latte Fieno stg, una certificazione che impone un particolare mangime delle bovine. La particolarità di questo formaggio risiede proprio nel suo aroma, che richiama il mangime composto per la maggior parte dal fieno biologico.

 

 

latteria di pezzata rossa latte crudoIl Latteria di La Fattoria di Pavia è prodotto solo con il latte di Pezzata Rossa Italiana, una razza bovina italiana che si distingue per la qualità del latte che produce. Questo formaggio si sposa bene con salumi ed affettati della tradizione.

 

Il Montasio DOP
Anche il nostro amato Montasio DOP, uno dei più rinomati formaggi tipici del Friuli- Venezia Giulia, è prodotto con il latte crudo.
Infatti, come afferma il Disciplinare di produzione, il Montasio DOP è fatto con latte crudo o termizzato, ma mai pastorizzato.

In conclusione, il latte crudo impiegato nella produzione dei formaggi conferisce un gusto inconfondibile al prodotto, contribuendo alla complessità sensoriale del formaggio. Per questo, i formaggi prodotti con questo tipo di latte sono molto apprezzati per la loro autenticità e per il richiamo alla tradizione.

Il fascino inconfondibile del Refosco: storia, caratteristiche e abbinamenti

In questo articolo parliamo del Refosco, un vino rosso che occupa un posto speciale nel panorama enologico della regione Friuli- Venezia Giulia, grazie alle sue caratteristiche uniche.

Continua a leggere l’articolo per scoprire la storia, le caratteristiche e qualche abbinamento speciale per degustare al meglio questo vino!

La storia del Refosco

Il Refosco affonda le sue radici nell’antichità, durante l’epoca dell’Antica Roma, in cui veniva denominato racimulus fuscus tradotto poi in ràp fosc, ovvero ‘grappolo scuro’.

Gli antichi romani apprezzavano molto questo vino dal grappolo di colore rosso scuro ed intenso e possiamo trovarlo citato anche nella Naturalis Historia di Plinio Il Vecchio.

Il Refosco viene menzionato come vino prezioso e molto rinomato, presente in numerosi banchetti assieme ad altri vini della tradizione friulana, come il Ramandolo.

Si pensa addirittura che fosse il vino preferito di Livia, imperatrice e moglie di Augusto.
Inoltre, nel 1409 fu presente sulle tavole del banchetto in onore di Papa Gregorio XII a Cividale del Friuli. Scopri di più sulla sua storia qui.

Dunque, possiamo affermare con certezza che questo vino è davvero apprezzato da secoli!

Le caratteristiche

Azienda vitivinicola Di GasperoIl Refosco è un vino che viene prodotto con le uve dell’omonimo vitigno.

Il vitigno trova la sua massima espressione nelle regioni del Friuli- Venezia Giulia e in alcune zone del Veneto, in cui il clima favorevole e i terreni ricchi contribuiscono ad una produzione di qualità.

Quando si parla di Refosco, è bene specificare che ci sono diverse tipologie e, tra queste, è opportuno soffermarsi sul Refosco dal Peduncolo Rosso, caratterizzato dal colore rosso porpora del rachide, ovvero del rametto che connette il raspo alla vite.

Scopriamo alcune delle sue caratteristiche principali. Cosa aspettarsi quando si beve un calice di Refosco?

  • È un vino dal colore rosso rubino, intenso, tendente al violaceo.
  • Ha un profumo ricco, intenso e gradevole, con sentori fruttati.
  • Si presenta dal gusto ricco, asciutto e pieno.

Questo vino è caratterizzato da un sapore tannico, forte e deciso, ideale da abbinare ad arrosti di carne e formaggi stagionati.

Inoltre, ricorda che la temperatura di servizio è molto importante! Per esaltare al meglio le caratteristiche, la temperatura di servizio consigliata è di 18°-20° C.

Il Refosco di Faedis

faedisVale la pena soffermarsi sul Refosco prodotto nel territorio di Faedis, collocato a ridosso delle prealpi Giulie.

Da questo vitigno autoctono del Friuli nasce un vino che racchiude i profumi e i colori del territorio di produzione, che ha acquisito una sua particolare unicità, grazie alla sapiente produzione dei viticoltori del territorio e alle caratteristiche del terreno in cui nasce.

La sua unicità deriva in parte anche dalle attenzioni richieste dalla vite, considerando le sfide che il territorio può presentare, non sempre offrendo condizioni ottimali per la coltivazione.

I viticoltori del Refosco di Faedis
Se non l’hai ancora fatto, ti consigliamo caldamente di degustare questo prezioso vino rosso secco, in cui ritroverai gli aromi del territorio. Lo trovi nel nostro negozio online, prodotto dai viticoltori del Friuli con passione e tanta dedizione.

Ecco il Refosco di Faedis che puoi trovare sul nostro sito…
Prodotti da Azienda Agricola Di Gaspero Flavio & Umberto:

• Il Refosco di Faedis, un vino dal gusto più fruttato e leggero.

• Il Refosco di Faedis Riserva, un vino più minerale e strutturato.

 

 

refosco riservaProdotti da Azienda Agricola Zani Elvio di Zani Claudio:

• Il Refosco di Faedis, dal profumo ricco ed intenso su note fruttate e speziate di sottobosco, mora selvatica e lampone; dal gusto pieno, con retrogusto leggermente amarognolo.

• Il Refosco di Faedis Riserva, dal profumo ricco ed intenso, con note che vanno dal floreale al fruttato; dal gusto pieno, con retrogusto leggermente amarognolo.

Gli abbinamenti

È arrivato il momento di scoprire come abbinare questo vino, per degustarlo al meglio!

Il sapore forte e deciso del Refosco lo rende il vino ideale per accompagnare la carne, specialmente:

  • la cacciagione;
  • le carni grasse;
  • gli arrosti;
  • la carne di cervo e di cinghiale;
  • il pollame;
  • la carne alla griglia;
  • i sughi di carne, come il ragù di cinghiale.

Inoltre, si sposa davvero bene ai formaggi stagionati, che hanno un sapore più sapido e intenso di quelli freschi, che invece sarebbero sovrastati dal gusto del Refosco.

Infatti, è ottimo con un tagliere di formaggi stagionati e salumi saporiti, come lo speck.

Da non perdere è anche l’abbinamento con il tipico Frico friulano, un piatto della tradizione fatto con formaggi di varia stagionatura, a cui vengono aggiunte le patate o altri ingredienti.

Non ti resta che degustare questo vino rosso della tradizione, che racchiude in sé gli aromi e la ricca storia del suo territorio.

I formaggi friulani: gusto autentico e tradizione

La regione del Friuli-Venezia Giulia è ricca di paesaggi mozzafiato e di tradizioni uniche che generano prodotti gastronomici di ottima qualità. Tra questi tesori della gastronomia ci sono i formaggi friulani, che occupano un posto d’onore.
I formaggi friulani sono il risultato di anni di tradizione casearia e di dedizione che esprimono l’amore verso il territorio. Degustare un formaggio friulano è un vero e proprio viaggio nel gusto.

In questo articolo scopriamo alcuni dei migliori, e più particolari, formaggi tipici del Friuli, scoprendo la loro storia e le loro caratteristiche peculiari.

La tradizione dei formaggi friulani

latteria sociale turnaria di lavarianoLa tradizione casearia friulana ha radici molto profonde, che risalgono addirittura a diversi secoli fa. Basti pensare al Montasio, la cui produzione risale al 1200, quando i monaci Benedettini di Moggio Udinese affinarono le antiche tecniche di produzione già praticate in precedenza per la produzione del formaggio. All’epoca il formaggio era prodotto con uno scopo molto preciso, ovvero quello di conservare il latte trasformandolo in un prodotto nutriente per il rigido inverno.

Da allora la passione per la produzione dei formaggi e le tecniche di produzione vengono tramandate di generazione in generazione dai piccoli produttori della regione.

Il nostro progetto è proprio quello di aiutare questi piccoli produttori friulani a far conoscere e apprezzare i propri prodotti, portando sulle tavole di tutti questi straordinari formaggi.

Scopri tutti i formaggi friulani dei nostri produttori qui!

Il Montasio DOP

Montasio 6 mesi LavarianoDa quale cominciare se non dall’inimitabile Montasio? Per chi non lo conoscesse già, si tratta di un formaggio DOP, originario dell’omonimo altopiano, che affonda le sue radici nel XIII secolo. Si pensa che sia nato nel convento dei monaci Benedettini di Moggio Udinese, oggi utilizzato dalle suore clarisse.

La stagionatura e la produzione del Montasio DOP sono regolate e protette dall’apposito consorzio, il Consorzio di Tutela del formaggio Montasio.

Le caratteristiche:

  • a pasta cotta, semidura;
  • prodotto solo con latte, sale e caglio, è ottenuto con latte bovino lavorato a crudo;
  • ha un’occhiatura omogenea e regolare con occhi di piccola grandezza;
  • ha la crosta liscia, dal colore marrone chiaro che diventa più scuro con la stagionatura;
  • è naturalmente privo di lattosio, quindi adatto anche agli intolleranti.

Il disciplinare del Consorzio stabilisce le denominazioni di questo formaggio in base alla sua stagionatura. Il Montasio può essere:

  • Fresco, quando ha una stagionatura minima di 60 giorni. Ha un gusto delicato e una struttura elastica ed è ottimo da abbinare alla frutta e alle composte.
  • Mezzano, quando ha una stagionatura minima di 4 mesi. Ha un gusto leggermente piccante e una struttura friabile ed è ideale da grattugiare sulla pasta.
  • Stagionato, con una stagionatura minima di 10 mesi. Ha un gusto più piccante, sempre piacevole al palato e una struttura friabile. È perfetto con la polenta.
  • Stravecchio, quando ha una stagionatura minima di 18 mesi. Ha un gusto ricco ed intenso con una buona sapidità ed è ottimo da gustare da solo o con le confetture.

Per un’esperienza di gusto unica, puoi provare anche il Montasio prodotto direttamente a Malga Montasio!

Questo formaggio è un vero e proprio simbolo, rappresenta una fetta di storia che racchiude in sé il gusto della tradizione friulana e gli aromi del territorio montano delle Alpi Giulie.

Il Latteria

Formaggio latteria fresco

Un altro formaggio tradizionale del Friuli è il Latteria. Questo formaggio è legato alla tradizione delle latterie turnarie, un sistema di consegna del latte che rappresentava anche una forma importante di solidarietà per le comunità. Il sistema si basava sui turni con cui le famiglie andavano a conferire il latte, che veniva poi lavorato e trasformato in formaggi dal casaro.

Ci sono moltissimi tipi di formaggi Latteria, tutti con caratteristiche diverse e sul nostro sito puoi assaggiare quelli prodotti direttamente dai piccoli produttori della regione.

Il sapore e la consistenza di questo formaggio possono variare in base alla stagionatura.

In generale, si tratta di un formaggio dalla struttura compatta e dal gusto delicato o più deciso, che varia in base alla stagionatura e alle tecniche di lavorazione specifiche.

Inoltre, il Latteria è uno degli ingredienti utilizzati per fare il Frico, un piatto friulano che utilizza formaggi di varia stagionatura.
Per la sua preparazione, da tradizione venivano utilizzate le strissulis, ovvero ritagli che il casaro otteneva arrotondando le forme. Oggi sono più utilizzati i formaggi in pezzi o un mix dei due per dare più sapore al piatto..

A questi si aggiungono le patate, ma anche altri ingredienti come la cipolla o lo speck. Per il Frico ognuno ha la sua ricetta e anche noi ne abbiamo una! Scoprila qui, oppure assaggia quello già pronto, solo da scaldare in padella.

Il Formadi Frant

formadi frantNon possiamo parlare dei formaggi friulani senza nominare il Formadi Frant!

Si tratta di un formaggio, che in realtà formaggio non è! Infatti è prodotto da un impasto di formaggi frantumati, da cui proviene il nome.
Nasce nel territorio della Carnia, caratterizzata da inverni rigidi e venti impetuosi, e per non sprecare alimenti che potevano servire alla sopravvivenza durante l’inverno, si doveva riutilizzare tutto quanto possibile.

Allora come oggi per creare il Frant si utilizzano le forme imperfette, non direttamente commercializzabili. Si procede con la frantumazione di formaggi latteria, che vengono successivamente amalgamati in un composto omogeneo, a cui viene aggiunta la panna fresca e altri prodotti a base di latte, sale e pepe. Il composto viene poi messo in stampi e lasciato stagionare.

Caratteristiche:

  • è morbido dalla consistenza friabile e cremosa;
  • ha un gusto unico, che varia in base al produttore e ai formaggi utilizzati.

Trattandosi di un prodotto artigianale, si trova più facilmente nelle latterie locali, piuttosto che nella grande distribuzione. Se vuoi assaggiarlo, puoi acquistarlo sul nostro sito direttamente dai produttori!

Il Salato storico

salato storicoProseguiamo parlando di un altro formaggio unico della tradizione, il Salato storico o Asìno.

Questo formaggio affonda le sue radici nella metà del XVII secolo ed è caratterizzato dalla sua produzione insolita, che richiama anni di storia e tradizione.

La sua produzione prevede un periodo di immersione della forma nella ‘salmuèrie’, che ne determina il sapore e consente di sprigionare aromi molto particolari.

La salmuèrie è una miscela bianca e densa, che si mantiene in tini di legno di Larice ed è composta da latte, panna di affioramento, acqua e sale. La composizione specifica, però, è gelosamente custodita dal produttore e viene tramandata fra le generazioni.

La particolarità di questa miscela è che si mantiene nel tempo, infatti il tino non è mai svuotato o sostituito, ma solo integrato: ci sono delle salmuèries che hanno anche duecento anni!

Il gusto del Salato storico è molto particolare e può variare in base al produttore e alla sua salmuèria. In generale, è sapido e aromatico ma allo stesso tempo delicato. Assolutamente da assaggiare!

La sua produzione è molto limitata e non si trova sugli scaffali del supermercato. Per trovarlo bisogna rivolgersi ai negozi specializzati e ai produttori artigiani. Lo puoi trovare sul nostro sito sia nella versione tradizionale, che in una variante più cremosa.

Conclusione

Il Friuli-Venezia Giulia è una regione dalla tradizione casearia molto ampia e diversificata che affonda le sue radici nella storia. Alcuni dei suoi prodotti sono assolutamente unici; in questo articolo abbiamo affrontato solo alcuni dei migliori formaggi friulani.
Ora, tocca a te scoprirli tutti e gustarli con un calice di vino, per un aperitivo o con qualche composta. Buon appetito!

I Cjarsons carnici

In questo articolo scopriamo i Cjarsons, un piatto tipico della cucina friulana, più precisamente originario del territorio della Carnia.

I Cjarsons sono un piatto povero dall’animo ricco di tradizione. Leggi l’articolo per scoprire l’origine, la preparazione e la nostra ricetta speciale dei Cjarsons dolci, preparata dalla chef friulana Lorena De Sabata.

Cosa sono i Cjarsons

Prima di tutto, che cosa sono? Come in quasi tutte le regioni d’Italia, anche il Friuli Venezia Giulia ha la sua pasta ripiena!
I Cjarsons infatti sono una pasta ripiena tipica della Carnia, a forma di raviolo, che può essere preparata sia in versione dolce che salata.

Per prepararli non c’è una sola ricetta da seguire, perché il ripieno può variare!

In generale, però, sono costituiti da una pasta di grano tenero e sono caratterizzati dal contrasto tra il sapore dolce e quello salato. Il ripieno, chiamato anche pistùm o pastùm può contenere ingredienti diversi, quali la ricotta, il cioccolato, le patate, i biscotti secchi e così via.

Una curiosità… lo sai che c’è una festa dedicata proprio ai Cjarsons?
La prima domenica di giugno si svolge la Festa dei Cjarsons a Sutrio, un paese in provincia di Udine. Nel comune diversi paesi della Carnia propongono le proprie ricette, sia salate che dolci.

Se ti trovi nelle vicinanze di Sutrio in questo periodo dell’anno, perché non fare un salto alla Festa dei Cjarsons e assaggiare questa prelibatezza unica!

I Cjarsons carnici sono un piatto dal gusto variabile, che presenta una combinazione di sapori autentici del territorio. Il risultato è un prodotto di pasta ripiena davvero delizioso che vale la pena di provare!

Se li conosci saprai già quanto sono buoni, ma se non li hai mai assaggiati, ti invitiamo a provare a prepararli con la nostra semplice ricetta, che troverai più avanti nell’articolo.
Ti assicuriamo che ne vale la pena!

Le origini dei Cjarsons

Questo piatto nasce come piatto povero e ha origini antiche. Infatti, la ricetta più antica dei Cjarsons risale al XV secolo, anche se è possibile che venissero preparati ancora prima di allora. La ricetta fu scritta dal cuoco del Patriarca di Aquileia Maestro Martino e il piatto viene riportato nel “Libro de arte coquinaria” con il nome di “calisconi”. Scopri di più.

Le origini di questa pasta ripiena sono legate al recupero, infatti per la sua preparazione era consuetudine utilizzare gli ingredienti disponibili in cucina e proprio per questo motivo non nascono come ricetta unica, ma possono essere preparati con diversi ingredienti.

Questo piatto, tra i simboli della gastronomia carnica, nasce proprio nelle montagne friulane e ancora oggi le ricette sono tantissime e ognuno ha la sua. Tra gli ingredienti utilizzati si spazia dalle erbe aromatiche, alle spezie, la frutta secca, la ricotta, le uvette e così via.

Oggi, sono il raviolo ripieno delle feste! Un piatto tipico presente sulle tavole per accompagnare i momenti importanti, come i matrimoni, gli eventi speciali e le feste.
Sono anche un piatto spesso rivisitato e cucinato dagli chef!

La ricetta dei Cjarsons dolci

Adesso che conosci la storia dei Cjarsons, sei pronto per scoprire la nostra ricetta!

Guarda il video per seguire la ricetta della chef friulana Lorena De Sabata passo per passo, preparata con gli ingredienti di Fattorie Friulane, che provengono dai piccoli produttori della regione.

Ecco gli ingredienti che ti serviranno per prepararli:

Procedimento:

  1. Prima di tutto bisogna preparare il condimento dei Cjarsons, ovvero la morchia, con il burro e la farina di mais.
  2. In seguito, si passa alla preparazione della pasta con farina e acqua. In questa fase è importante impastare molto bene e creare una pasta sottile, che dovrà riposare per circa 20 minuti.
  3. Nel frattempo, ci si può dedicare alla preparazione del ripieno. Per creare il ripieno bisogna grattugiare le patate lesse e una parte di mela fresca, poi sbriciolare i biscotti. A questo punto, si aggiunge la composta di pere e cacao al composto e si mescola bene.
  4. Successivamente, si passa alla realizzazione dei ravioli! Per creare la forma giusta, occorre stendere la pasta e tagliarla con il coppa pasta in forme circolari, per poi riempire ogni forma con il ripieno. A questo punto si chiudono i ravioli, unendo i bordi e schiacciando bene, partendo dal ripieno verso l’esterno.
  5. L’ultimo step è quello della cottura. I Cjarsons vanno cotti in acqua bollente salata per due minuti per poi aggiungere sopra la morchia tostata, la ricotta affumicata di capra e un po’ di menta fresca.

La nostra versione è dolce, ma questi ravioli carnici sono un piatto unico e molto versatile, che si presta alle variazioni. Dunque, spazio alla fantasia!

box cjarsonsSul nostro sito trovi anche una pratica box con gli ingredienti del nostro sito usati dalla chef. La trovi qui!

 

 

 

In conclusione, i Cjarsons carnici rappresentano un piatto semplice e unico del Friuli, una prelibatezza in cui ritrovare i sapori autentici del territorio. Possiamo dire che questi ravioli sono proprio una celebrazione degli ingredienti della regione.
Adesso non ti resta che provarli, buon appetito!

Scopri Aquileia: dalla storia al dolce tipico

In questo articolo viaggiamo nella storia di Aquileia, un piccolo borgo del Friuli, che rappresenta uno dei siti archeologici più importanti dell’Italia settentrionale.
Questo splendido borgo storico ospita anche la Pasticceria Mosaico, che ha creato un goloso dolce tipico, il Dolce Aquileia, che ci riporta nel passato con i sapori tipici dell’epoca romana.

Leggi questo articolo per scoprire la storia del territorio e il Dolce Aquileia, attraverso un viaggio nei sapori della Roma Antica.

Storia e territorio di Aquileia

Aquileia
Basilica di Santa Maria Assunta

Prima di tutto, scopriamo il territorio e la sua ricca storia!
Aquileia è un piccolo borgo in provincia di Udine, entrato a far parte del patrimonio UNESCO nel 1998, grazie ai numerosi reperti e ai bellissimi mosaici pavimentali che custodisce.

La storia
Venne fondata come colonia romana e come postazione militare nel 181 a.C., data la sua posizione strategica.

L’importanza della città fu ulteriormente rafforzata e consolidata grazie all’imperatore Diocleziano, che la trasformò in una delle città più importanti dell’impero. Successivamente, Aquileia divenne un centro nevralgico per la diffusione del cristianesimo in Europa.

Inoltre, grazie alla sua posizione strategica e alla vicinanza al mare, Aquileia rappresentava un importante porto per i romani.

Passeggiando nel borgo è possibile viaggiare nella storia di Aquileia al tempo dei romani, tra la natura e l’archeologia nei pressi del Porto Fluviale. Seguendo il percorso, noto come la “Via Sacra”, si passeggia seguendo il letto del fiume che un tempo attraversava la città.
Oltre ai resti del porto, è possibile esplorare anche il foro romano, che fungeva da fulcro della vita politica e sociale della colonia romana.

In una visita ad Aquileia, non si possono di certo dimenticare gli splendidi mosaici pavimentali! Il più conosciuto è quello della Basilica patriarcale di Santa Maria Assunta, che risale al IV secolo e che, insieme agli altri resti archeologici romani e paleocristiani rendono il borgo la capitale del mosaico romano d’Occidente.

Il territorio
Per quanto riguarda il territorio, Aquileia è un vero e proprio tesoro ambientale, in cui scoprire ampi boschi, rogge d’acqua di risorgiva e la bellissima laguna di Grado. Inoltre, il territorio offre percorsi naturalistici da percorrere a piedi o in bicicletta.

Aquileia rappresenta un luogo ricco di cultura, in grado di offrire splendidi paesaggi naturali e reperti archeologici unici.
È anche possibile trovare numerose aziende agricole e piccoli produttori locali, come la Pasticceria Mosaico.
Per scoprire questa pasticceria artigianale continua a leggere!

La Pasticceria Mosaico

pasticceria mosaico
Pasticceria Mosaico di Aquileia

Dal nome evocativo, questa pasticceria nasce nel 1978, in un piccolo laboratorio in cui furono preparati i primi dolci, come quelli “di una volta”, da vendere agli alberghi e ristoranti della zona.
Inizialmente il laboratorio era incentrato sulla produzione di prodotti da pasticceria, come crostate e torte tradizionali, per poi evolversi e aprirsi al mondo del cioccolato, del caffè, del tè e dei dolci artigianali senza glutine, senza latticini e vegani.

Nel 2011 la Pasticceria Mosaico apre la Saletta, un luogo dove poter sorseggiare una bevanda calda, con annesso laboratorio di cioccolato a vista, in cui i clienti possono seguire le fasi della produzione artigianale!

Negli ultimi anni la pasticceria si è concentrata sullo studio del caffè, diventando una vera e propria mini-torrefazione, in cui i chicchi crudi vengono miscelati e tostati, per poter offrire la migliore qualità in ogni tazza di caffè.

La pasticceria vanta anche di essere la prima e unica “Fabbrica del Cioccolato” in Friuli Venezia Giulia! Le ricette sono arricchite da fave di cacao 50% fairtrade e da ingredienti naturali.

I prodotti della pasticceria sono buoni e genuini, sia dolci che salati, e sono creati con l’80% di materie prime del territorio e di stagione. La filosofia della pasticceria è quella di promuovere una cultura sana del cibo, basata sulla qualità e sulla ricerca per migliorare i prodotti che offre ai propri clienti.

Oltre a produrre alcune tipicità regionali, come la Gubana e il Presnitz, la pasticceria ha creato un prodotto tipico che rappresenta appieno la storia del territorio, il Dolce Aquileia.
Scopri sul nostro sito tutti i golosi prodotti artigianali e genuini della Pasticceria Mosaico, qui!

I dolci nell’Antica Roma

Prima di parlarti del buonissimo Dolce Aquileia, facciamo un piccolo approfondimento sui dolci nel periodo dell’Antica Roma.

Nonostante la canna da zucchero non fosse utilizzata e il cioccolato non fosse ancora conosciuto, nell’Antica Roma venivano preparati diversi dolci.

Specialmente durante le festività, era comune trovare una varietà di dolci sulle tavole dei banchetti. Tra questi vi erano il Libum, un pane dolce preparato con latte e miele; i Globi, delle piccole “frittelle” realizzate con il formaggio, ricoperte di miele e di semi di papavero; e il Savillum, una torta dolce al formaggio.

Possiamo conoscere le ricette di queste preparazioni grazie alla celebre opera De Agri Cultura di Marco Porcio Catone.

Gli ingredienti più utilizzati erano:

  • le noci;
  • i fichi;
  • il miele;
  • i datteri.

Il dolce Aquileia

Questo dolce è un vero e proprio concentrato di ingredienti dell’Antica Roma, come le noci, il farro, i fichi e il miele, che sono la base di questo prodotto di pasticceria dal cuore morbido e cremoso.

dolce aquileiaIl Dolce Aquileia nasce dalla necessità della Pasticceria Mosaico di trasmettere i sapori tipici e tradizionali del luogo e dell’epoca romana. Grazie alla ricerca e alla passione per l’arte pasticcera, la pasticceria ha elaborato in chiave moderna gli ingredienti tipici di quel periodo storico per creare un dolce davvero originale.

La Pasticceria Mosaico lo definisce come un “dolce da viaggio”, perché una volta confezionato ha una durata di circa un mese ed è ideale per il trasporto! Va conservato a temperatura ambiente e, se non viene consumato tutto in una volta, il resto va tenuto avvolto in una pellicola, così che mantenga tutta la sua fragranza. Scopri di più qui.

Puoi assaggiarlo sul nostro sito, qui!

Come mangiare il Dolce Aquileia?
L’ideale è per merenda o colazione, magari insieme a qualche crema spalmabile, per una coccola da concedersi durante la giornata.

Nelle stagioni fredde è perfetto da accompagnare a una tazza di tè o caffè, mentre nelle stagioni calde è ottimo con una pallina di gelato.

A questo punto non ti resta che assaggiarlo e fare un viaggio nei sapori tradizionali dell’Antica Roma!

Il vino Friulano: storia e abbinamenti

L’Italia è un paese rinomato in tutto il mondo per la sua tradizione vinicola e, tra le numerose zone, il Friuli- Venezia Giulia è una delle regioni che si distingue di più per la sua produzione di ottimi vini di qualità.

In questo articolo esploriamo il vino Friulano, ex Tocai, uno dei vini bianchi più pregiati e rappresentativi della regione, un prodotto unico e molto legato al suo territorio di produzione.

Se sei un’amante dei vini, avrai sicuramente già sentito parlare del Friulano, ma conosci la sua storia, la produzione e l’origine del suo nome?

Se sei curioso di scoprire di più, leggi l’articolo!

La storia del vino Friulano

Prima di tutto, scopriamo le interessanti origini di questo vino, che si intrecciano a quelle del Tokaji ungherese, un vino che, in quanto a caratteristiche, si differenzia molto dal Friulano.
Infatti, prima di cominciare a parlare di questo vino, è necessario specificare come la sua storia sia collegata a quella del Tokaji ungherese.

Qualche curiosità sul nome…
Inizialmente, il vino veniva chiamato Tocai Friulano, ma, nel 2007 fu ufficialmente cambiato il nome in Friulano.
Questo cambio di nome avvenne in risposta ad una sentenza europea, che mirava ad evitare qualsiasi possibile confusione con il vino ungherese Tokaji.
Per questo, oggi è conosciuto come Friulano o ex Tocai.

Il Friulano è un vitigno autoctono a bacca bianca della regione del Friuli- Venezia Giulia e le sue origini, come testimoniano alcuni documenti scritti più di due secoli fa, sono molto antiche.
Per quanto riguarda la storia e le origini del vino, studi recenti sul DNA riportano somiglianze con il Sauvignon francese. Da queste analisi risulta che il Friulano possa essere un parente strettissimo del vitigno Sauvignonasse francese, probabilmente introdotto in Friuli a metà dell’Ottocento, durante il periodo in cui iniziò la coltivazione dei vitigni francesi nella regione. Scopri di più sulla storia del Friulano qui.

Ci sono varie leggende e storie che riguardano le origini del vino Friulano ex Tocai e il collegamento con il suo omonimo ungherese.
Ad esempio, una leggenda narra che fu il patriarca di Aquileia, Bertoldo IV di Andechs- Merania a portare alcune piante del Tocai come regalo al sovrano ungherese Bela IV.

Legata alla storia e alle origini del Friulano, sappiamo anche che nel Seicento, “la nobile famiglia goriziana Formentin mandò in sposa a un conte ungherese la figlia Aurora”, la cui dote includeva 300 barbatelle di vite.

La produzione

Il grappolo delle uve del Friulano è compatto e composto da acini d’uva di media grandezza, dalla buccia non troppo spessa, il che rende la varietà molto sensibile alle piogge durante il periodo di maturazione. Continua a leggere per scoprire tutti i passaggi del processo di produzione di questo vino.

Vuoi assaggiarlo? Sul nostro sito trovi:

 

 

 

  • vino friulano di gasperoil Friulano DOC di Azienda Agricola Di Gaspero Flavia e Umberto;

 

 

 

  • vino friulano vendrame vignis del dogeil Friulano di Vendrame- Vignis Del Doge;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scopriamo il processo di produzione di questo vino, come ci spiega Forchir!

Prima di tutto le uve fresche arrivano alla cantina e passano nelle presse vacuum, dove vengono delicatamente premute con una lieve pressione e in riduzione di ossigeno.
In seguito alla svinatura e alla separazione delle bucce dal mosto fiore, quest’ultimo è convogliato nei vasi vinari in acciaio. In questi vasi subisce, con l’aggiunta dei lieviti, una fermentazione alcolica ad una temperatura di circa 12°C per circa 10 giorni.
Dopo, avviene un travaso con eliminazione delle particelle più grossolane e un periodo di affinamento.

A seguito, avviene la separazione delle fecce nobili in sospensione, con la decantazione a freddo, così che precipitino sul fondo del vaso vinario.
Infine, dopo un periodo di riposo, si procede all’imbottigliamento.

azienda forchir viticoltori in friuli vigne
Vigne Forchir

Le caratteristiche del vino Friulano

Nonostante il collegamento con il Tokaji ungherese, il vino Friulano non potrebbe essere più diverso per le sue caratteristiche.
Infatti, il Tokaji ungherese è un vino molto dolce, mentre il Friulano è un bianco secco, fruttato, con uno spiccato sapore di mandorla.
Anche dal punto di vista della gradazione alcolica i due vini differiscono, in quanto quello ungherese ha circa 15° e il Friulano circa 13°.

A questo punto, scopriamo le caratteristiche principali di questo vino:

  • si presenta dal colore giallo brillante, con riflessi verdognoli;
  • come aroma, offre un complesso bouquet floreale, nel quale spicca la mandorla amara;
  • al gusto, si presenta con un sapore armonico e una rinfrescante acidità. È un vino decisamente versatile, che si presta all’abbinamento con piatti e alimenti molto diversi.

Il Friulano è un vino fermo, di struttura, che si distingue soprattutto per il suo inconfondibile aroma di mandorla amara, che si unisce agli aromi di fiori bianchi di campo, quali camomilla, biancospino e acacia e ai ricordi di frutta matura.
Al gusto, è un vino fresco, sapido e di corpo, dal finale ammandorlato.

I migliori abbinamenti

Questo è un vino davvero speciale, che rappresenta appieno il suo territorio. Per questo, vogliamo aiutarti a godertelo al meglio, consigliandoti qualche abbinamento per degustare il Friulano come si deve!

Ecco qualche idea:

  • Come aperitivo, è il vino perfetto per accompagnare i tuoi momenti in compagnia, con qualche stuzzichino.
  • Con il pesce! Il Friulano è eccezionale, soprattutto con i crostacei o con antipasti di pesce. Provalo insieme alla trota affumicata di Sauris, la trovi qui.
  • Insieme alle carni bianche, come, ad esempio, con un’insalata fredda di faraona bollita.
  • Insieme al prosciutto di San Daniele DOP, per un abbinamento unico e tradizionale da non perdere.
  • Con i formaggi giovani, come il Latteria fresco! Provalo per accompagnare un bel tagliere di formaggi freschi e prosciutto crudo.
  • Con il Frico croccante, un piatto semplice e unico della tradizione friulana.
  • Con i Cjarsons carnici. Se non li hai ancora provati, trovi la ricetta della chef Lorena De Sabata per preparare i Cjarsons qui.

Un ultimo consiglio… la temperatura di servizio è importante! Il Friulano andrebbe servito ad una temperatura di 8-10°C.

Il Friulano è un tesoro enologico del Friuli, con una storia ricca e una versatilità che lo rende adatto da abbinare a tanti piatti diversi e per accompagnare le più svariate occasioni.
Adesso non ti resta che trovare l’abbinamento migliore! Buona degustazione!

Olio Tergeste DOP: tradizione e qualità in bottiglia

In questo articolo parliamo di uno dei prodotti alimentari più amati ed esportati della tradizione culinaria italiana: l’Olio d’oliva. Più specificamente, scopriamo le origini e la produzione dell’olio Tergeste DOP, che rappresenta un vero e proprio gioiello culinario della regione Friuli- Venezia Giulia.

Le origini dell’olio d’oliva

Prima di parlare del Tergeste DOP, facciamo un salto nella storia per scoprire le origini di questo alimento prezioso, che risale addirittura al 4000 a.C. e che veniva utilizzato in Armenia, Palestina e India soprattutto per le sue proprietà cosmetiche e curative.

Furono i Greci a diffonderlo nel Mediterraneo e i Romani a diffondere la coltivazione nel territorio dell’Impero, portandolo anche in Nord Europa.
Con i Romani furono affinate le tecniche di coltivazione e di estrazione e fu introdotta la suddivisione dell’olio, in base alla sua qualità e alle caratteristiche specifiche.

Successivamente, nel Medioevo, l’olio d’oliva perse temporaneamente la sua funzione alimentare, per dare spazio all’utilizzo di grassi animali, come il burro e lo strutto.
In questo periodo, fu utilizzato soprattutto per la produzione di unguenti curativi e per le funzioni liturgiche.

Fortunatamente, l’olio d’oliva riprese ad essere utilizzato nel bacino del Mediterraneo e, durante il Rinascimento, l’olio rappresentava il condimento più apprezzato e diffuso nel territorio, in particolar modo in Italia.

La sua ampia diffusione ci porta ad oggi, in cui l’olio di oliva è uno degli alimenti base della dieta mediterranea e sicuramente uno dei prodotti più amati ed esportati nel mondo.

L’olio d’oliva Tergeste
A questo punto, possiamo scoprire la storia del protagonista di questo articolo, l’Olio Tergeste DOP, che si distingue per la sua ottima qualità e le sue caratteristiche organolettiche uniche, molto apprezzate dagli intenditori.

L’olivicoltura nel territorio di Trieste fu introdotta dagli antichi Fenici, che disseminarono le coste dell’Adriatico con piante di ulivo, con lo scopo di aiutare le proprie attività commerciali. Come citato in precedenza, furono poi i Romani a diffonderne la coltivazione e ad investire nel miglioramento delle tecniche di produzione.

Possiamo, infatti, trovare delle testimonianze provenienti da questo territorio, scritte da figure storiche di notevole importanza, come Marziale, Plinio e Strabone. Durante l’epoca romana, ogni podere triestino e istriano aveva un proprio frantoio.
Scopri di più sulla storia dell’olio d’oliva Tergeste DOP sul sito di Parovel, qui!

La produzione dell’olio d’oliva e dell’olio Tergeste DOP

Prima di cominciare, è necessario specificare che in commercio non c’è un solo tipo di olio d’oliva, come probabilmente già saprai. L’olio si differenzia per le sue caratteristiche fisico-chimiche e organolettiche. Il livello di acidità è uno dei componenti che ha un ruolo fondamentale nella determinazione della qualità dell’olio d’oliva.

L’olio extra vergine di oliva, ad esempio, è quello che presenta la qualità più alta. Infatti, la sua acidità non supera lo 0,8%.

Continua a leggere per scoprire le varie fasi di produzione dell’olio!

  • Si comincia con la raccolta delle olive, che può essere svolta manualmente oppure con l’ausilio di macchine e strumenti agricoli.
    Il periodo della raccolta delle olive avviene in autunno, da ottobre a dicembre.
  • Successivamente, avviene la fase del lavaggio delle olive, che sono ripulite dalle impurità e dalla terra. Questa fase è fondamentale per ottenere un olio d’oliva di qualità.
  • A seguito del lavaggio, le olive sono frantumate in una pasta densa e corposa, tramite la molitura oppure la frangitura.
  • Dopo la frangitura, si passa alla gramolatura, in cui la pasta viene rimescolata in una vasca e scaldata, ma non oltre i 27°C. Si tratta di una delle fasi più delicate, in cui le particelle oleose vengono separate dall’acqua.
  • Infine, si passa alla spremitura, che può avvenire a caldo o a freddo. Con questa fase, anch’essa molto delicata, si separano gli elementi che compongono la pasta, ovvero il mosto oleoso, la sansa e l’acqua di vegetazione. Nel caso dell’olio extravergine di oliva, la spremitura deve avvenire a freddo.

A questo punto l’olio è torbido, ma già pronto al consumo. Per renderlo più trasparente, viene filtrato in un decanter, per poi essere imbottigliato.

La produzione dell’Olio Tergeste DOP
Adesso che abbiamo scoperto le modalità di produzione dell’olio d’oliva, vediamo più in dettaglio la produzione dell’Olio Tergeste DOP. La sua produzione, nello specifico, comprende l’intero territorio della provincia di Trieste ed è definita nel dettaglio da un rigido disciplinare.

Il Tergeste DOP è ottenuto dai frutti dell’olivo, principalmente della varietà Belica o Bianchera. Questa varietà si trova sulle colline che circondano il Golfo di Trieste e sui terreni calcarei dell’altipiano carsico. Questa varietà autoctona, infatti, è particolarmente resistente al freddo.

Per quanto riguarda l’olio, quello di Bianchera presenta particolari aspetti, che lo rendono unico e di ottima qualità, quali:

  • un’alta percentuale di acido oleico;
  • un elevato contenuto di polifenoli, antiossidanti naturali;
  • un’acidità molto bassa.

La raccolta avviene sempre fra ottobre e dicembre e le olive devono essere prelevate direttamente dalla pianta, per poi essere portate al frantoio.

vita azienda agricola parovel
Azienda Agricola Parovel

L’Azienda Agricola Parovel
Sul nostro sito puoi trovare l’olio Tergeste DOP, il monovarietale di Bianchera-Belica dell’Azienda Agricola Parovel.

L’azienda nasce nel 1898 con il trisavolo Parovel, che, insieme ai suoi sei figli, produceva vini e olio extravergine di oliva.
L’attività continua ad essere portata avanti con passione e dedizione dalla famiglia e oggi è guidata da Elena ed Euro Parovel.

La produzione è portata avanti seguendo la filosofia dell’economia circolare e della sostenibilità, ponendo particolare attenzione ad evitare gli sprechi e cercando di riciclare e riutilizzare il più possibile i materiali.

Le caratteristiche organolettiche e gli utilizzi in cucina

Quali sono, dunque, le caratteristiche organolettiche di questo olio di elevata qualità?

L’olio si presenta di colore oro-verde, con un profumo fruttato medio e dal sapore fruttato, leggermente piccante.
Uno dei motivi per cui è di ottima qualità è la sua bassa acidità, che non eccede 0,5 g per 100 g di olio. Scopri di più, qui.

Prova l’Olio extravergine di oliva Tergeste DOP di Parovel sul nostro sito! Troverai:

  • olio tergeste dop ulkal’Olio UL’KA di Parovel, un prodotto che dal 2016 è anche diventato Presidio Slow Food! È un olio extravergine Tergeste DOP, di varietà Biancera- Belica.
    Dal profumo fruttato, verde, di media intensità, che presenta sentori di carciofo, foglia d’olivo e pepe verde. Al gusto, si presenta equilibrato, con interessanti note di amaro medio e di piccante e con note di carciofo, frutta bianca e mandorla.

 

 

  • olio tergeste dop unicol’Olio UNICO di Parovel, un olio Tergeste DOP dall’aroma fruttato medio, di tipo verde, con sentori di erba, pomodoro ed erbe aromatiche. Il gusto si presenta equilibrato, con una sensazione iniziale amara, dolce e un leggero piccante piacevole di media intensità. Ha un interessante retrogusto di cardo, mandorla e pomodoro.

 

 

Gli utilizzi migliori in cucina
Ora, scopriamo quali sono i migliori utilizzi in cucina di questo olio unico e pregiato!

Il suo gusto delicato, verde e avvolgente lo rende ideale da utilizzare in molte preparazioni, quali insalate, creme di verdura, zuppe e così via.

Tra gli abbinamenti migliori, ti consigliamo quello con le verdure, soprattutto con gli asparagi bianchi friulani, per una combinazione di sapori tradizionale e da leccarsi i baffi!

Adesso che conosci l’Olio Tergeste DOP non ti resta che provarlo! È un prodotto che non può di certo mancare nella cucina degli intenditori e degli amanti dell’olio!

Alla scoperta del Formaggio Salato o Asìno

In questo articolo parliamo di un formaggio storico davvero particolare, che affonda le sue radici addirittura nella metà del XVII secolo. Stiamo parlando dell’Asìno o “Salato”, un formaggio dalla produzione piuttosto insolita, che richiama anni di storia e di tradizione.
Leggi questo articolo e scopri il formaggio Salato friulano!

Le antiche origini del Formaggio Salato o Asìno

Il formaggio Salato o Asìno è forse il più antico formaggio friulano! Infatti, si tratta del formaggio della regione di cui si hanno le notizie più remote, che risalgono alla metà del XVII secolo.

La prima fonte in cui troviamo citato questo prodotto risale al 1659, nel volume Rerum Foroiuliensium dello storico Enrico Palladio, che scrive in latino “qui Asinum vocant ab Aso pago”, ovvero “che chiamavano Asìno dal paese Asio”.

Un’altra testimonianza di questo formaggio risale al 1749, in una lettera del Vescovo Giacomo Maria Erizzo, scritta dal vescovo per assicurarsi di avere un’adeguata scorta di formaggio Asìno. Scopri di più sulla sua storia qui.

Più avanti, possiamo ritrovare questo formaggio citato in un bando del 1775, che ne riporta il prezzo e in diversi altri scritti e documenti risalenti alla fine del XVII secolo e all’inizio del 1800.

Possiamo dunque affermare che il formaggio Asìno, o Salato, è un prodotto caseario dalle origini antiche, che è stato molto apprezzato nel corso della storia.

Una curiosità sul nome…
Sai perché viene chiamato così? Il nome “Asìno” deriva dalla zona di produzione, che comprende i comuni di Clauzetto e Vito d’Asio, da cui il nome, in provincia di Pordenone.
Nei secoli, la sua produzione si è diffusa dalla montagna pordenonese alla Valle del Tagliamento in Carnia, dove ha acquisito il nome “Salato”.
Il nome “Salato” è dovuto al sapore distintivo di questo formaggio, che risulta particolarmente sapido, grazie alle tecniche di produzione e ai componenti utilizzati.

Il Salato è un formaggio che, come nel caso di altri formaggi della tradizione, nasce per evitare gli sprechi alimentari e per recuperare i formaggi non perfetti o non idonei alla stagionatura. Continua a leggere per scoprire la produzione unica e insolita del Salato friulano!

formaggio salato storico casera rugo
Formaggio Salato di Casera Rugo

La sua produzione

Scopriamo le antiche tecniche di produzione di questo formaggio, note nella storia per essere piuttosto complicate ed esigere diversi accorgimenti.

Prima di tutto, è importante specificare che la sua produzione è limitata e che si tratta di un prodotto artigianale, che non si trova sugli scaffali del supermercato. Per trovarlo è necessario rivolgersi ai negozi specializzati e ai produttori artigiani.
Lo puoi trovare sul nostro sito, prodotto da Casera Rugo, sia il Salato Storico classico che il Cremoso! Vuoi scoprire la differenza? Continua a leggere!

La caratteristica che rende questo formaggio unico e inimitabile è il suo processo di produzione, che prevede l’immersione nella famosa “salmuèrie”, che ne determina il sapore e gli aromi caratteristici che lo contraddistinguono.

Cos’è la salmuèrie?
Questo termine, che non trova traduzione in italiano, definisce una miscela bianca e densa, che viene mantenuta in tini di legno di Larice.
Questa miscela è composta da latte, panna di affioramento, acqua e sale, ma la composizione del prezioso liquido è gelosamente custodita e viene tramandata di generazione in generazione.

La particolarità delle salmuèries è che sono mantenute nel tempo. Infatti, i tini non vengono mai svuotati o sostituiti, ma solo integrati. Per questo motivo, ci sono delle salmuèries che sono antichissime e alcune sfiorano addirittura i duecento anni!

A questo punto probabilmente ti starai chiedendo come fanno queste miscele a mantenersi, senza “andare a male”.
La soluzione della miscela è mantenuta in equilibrio grazie a un fenomeno chimico che si chiama “scambio osmotico”, che si produce tra il formaggio immerso nella miscela e la salmuèrie.
Ogni giorno, il composto è rimescolato con tanta pazienza e sono aggiunti alcuni degli ingredienti di partenza, per mantenere in equilibrio la sua consistenza e il gusto. Inoltre, le forme che si sfaldano nella miscela contribuiscono a rendere il liquido più denso e saporito, grazie al loro contributo di grasso e agli aromi del formaggio.

Questo metodo nasce per ammorbidire le forme non adatte alla stagionatura o troppo magre, che, immerse nella miscela, si mantengono morbide e acquisiscono un sapore intenso.

I formaggi che vengono immersi acquisiscono sapore e cremosità da questa miscela unica. Da questo processo molto delicato nasce il Salato storico, o Asìno, che è disponibile in due tipologie, quello morbido e quello classico.

salato storico
Formaggio Salato Storico di Casera Rugo

Il Salato classico
Il classico resta all’interno della salmuèrie per un periodo compreso fra 90 giorni e 6 mesi e si presenta con una consistenza dura e compatta, più simile a quella del formaggio Latteria.

 

 

 

salato cremoso
Formaggio Salato Cremoso di Casera Rugo

 

Il Salato morbido
Il morbido, invece, resta in immersione per circa 20 giorni e presenta una consistenza più tenera, molle e cremosa simile a quella dello stracchino.

 

 


Casera Rugo
Sul nostro sito puoi trovare questo antico formaggio storico, prodotto da Casera Rugo.

Casera Rugo produce prima di tutto nel rispetto dell’ambiente e delle persone che si occupano della filiera produttiva, secondo la filosofia che considera il cibo non solo come un prodotto ma come un insieme di storie da ascoltare, profumi da scoprire e mestieri da tramandare.
I suoi usi sono abbinare all’arte casearia quella della macellerie artigiana, facendo riscoprire il buon cibo di montagna, dal Salato Storico al Formadi Frant.

Alla fine dell’Ottocento Giacomo Rugo, il bisnonno degli odierni proprietari originario di Tramonti di Sopra, nel pordenonese, si trasferì ad Enemonzo, portando con sé un antico tino di larice e la preziosa salmuèria, ancora oggi utilizzati. Il tino “madre”, contenente la salamoia in cui viene affinato il formaggio ha permesso la creazione di altri tini, moltiplicando la salamoia al suo interno.

Oggi, il figlio Giuseppe, insieme al nipote Mattia, sono tra i pochi a continuare un’attività secolare, che oggi purtroppo comincia ad essere abbandonata.
Il fascino della ricetta della “madre della salina” rende il Salato di Casera Rugo un formaggio unico, fortemente legato alla storia della famiglia.

Puoi assaggiare il Salato storico di Casera Rugo nel nostro negozio online!

Le sue caratteristiche e gli abbinamenti migliori

In questa sezione troverai qualche idea per consumarlo e qualche abbinamento interessante, per gustare al meglio un formaggio così speciale!

Questo formaggio ha un gusto molto particolare, allo stesso tempo sapido, aromatico e delicato, molto apprezzato soprattutto da consumatori esperti e intenditori del formaggio.
Naturalmente, il gusto del Salato può variare in base al produttore e alla sua salmuèria, che gioca un ruolo importante nel determinare le caratteristiche aromatiche uniche del prodotto.

Ecco i nostri consigli:

  • provalo da consumare così com’è, oppure come contorno sfizioso, per apprezzarne appieno il gusto unico;
  • accompagnalo con la polenta fumante o le patate, se vuoi gustare il Salato seguendo la tradizione friulana;
  • provalo come ingrediente per spuntini rustici e ricette gustose, come gli gnocchetti di pane alle erbe di campo nella fonduta di formaggio Salato.

Se vuoi abbinarlo a un calice di vino, ti consigliamo:

Non ti resta che assaggiare questo formaggio storico e scegliere i tuoi abbinamenti preferiti!

Purtroppo, come tanti altri prodotti della tradizione casearia, il formaggio Salato o Asìno ha rischiato di scomparire, ma la passione e la dedizione dei produttori locali ha permesso a questo formaggio speciale di riemergere, così da poter essere apprezzato da tutti.

Il Ramandolo: una gemma DOCG del Friuli

Conosci il Ramandolo? Si tratta di un vino tradizionale friulano dalle origini antiche. Nonostante sia un vino passito, possiamo definirlo come “dolce non dolce” e i suoi migliori abbinamenti spaziano dalla pasticceria al prosciutto di San Daniele!
È un vino davvero unico, che racchiude in sé tutti i profumi e gli aromi del territorio dal quale proviene.
Leggi questo articolo per scoprire di più sul Ramandolo DOCG!

Origini e caratteristiche del vino Ramandolo

Cominciamo a conoscere questo vino, che è un passito prezioso ed elegante, un vino da meditazione e non solo, che si presenta dal colore dorato, con dei bellissimi riflessi ambrati.
Ha un profumo intenso, che ricorda la frutta e un gusto morbido “dolce non dolce”.

Questo vino passito è dolce, ma non stucchevole, presenta una giusta acidità e un aroma che richiama l’albicocca e la frutta secca e disidratata.

Una curiosità storica…
Il Ramandolo è un vino antico, che viene citato per la prima volta in un menù servito a papa Gregorio XII! Infatti, fu il papa a farlo inserire nella lista dei vini da servire sulle tavole durante i banchetti.

Le sue origini, come quelle di altri vini della produzione enologica friulana, come il Picolit e il Refosco, probabilmente risalgono a prima ancora dell’arrivo dei Romani!
Dunque, è un vino dalla tradizione centenaria, che racchiude anni di storia e di tradizione tramandata nelle generazioni.

La coltivazione del Ramandolo

nimis ramandolo
Nimis

Il Ramandolo viene prodotto esclusivamente con le uve di Verduzzo friulano o giallo, un vitigno autoctono tra i più antichi del Friuli.

Questo vino è molto legato al territorio di produzione, che presenta un clima e un terreno ideali per la sua maturazione e per lo sviluppo della parte aromatica del vino.
Infatti, le uve maturano un mese dopo rispetto ad altre zone dei Colli Orientali e questo è un aspetto fondamentale per permettere l’appassimento, che inizia sulla pianta, e la concentrazione della parte zuccherina delle uve.

Oggi, questo vino è prodotto nel rispetto della tradizione. La vendemmia delle uve avviene solitamente tardi, verso la fine di ottobre o l’inizio di novembre, per permettere lo sviluppo della giusta concentrazione di zucchero nel frutto. La pigiatura, invece, avviene nella prima metà di novembre. Scopri di più sul sito dell’Associazione Oro di Ramandolo.

Uno dei tratti distintivi e più affascinanti di questo vino è il suo colore caldo, dorato e ambrato. Sono proprio la raccolta tardiva e l’appassimento che conferiscono al Ramandolo il suo colore caratteristico.

Il clima, caratterizzato da forti escursioni termiche e da piogge frequenti, è un aspetto fondamentale, che contribuisce fortemente a determinare l’unicità di questo vino.

Inoltre, essendo un vino DOCG le sue zone di produzione sono limitate all’area geografica del Ramandolo, nei territori dei comuni di Nimis e Tarcento, in provincia di Udine.

Lo sapevi che…
Questo pregiato vino bianco è stato il primo vino friulano ad ottenere la DOCG, ovvero la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, che ne indica l’origine geografica.

Il territorio
Scopriamo di più sullo splendido territorio collinare di Nimis, che ci regala questo vino così particolare!
Nimis è un’antica fortificazione romana, che ha svolto un importante ruolo strategico nel ducato longobardo del Friuli e che ospita uno dei più antichi luoghi di culto della regione, la Pieve dei SS. Gervasio e Protasio, edificata attorno all’VIII secolo, una delle chiese più antiche del Friuli.

Oggi è la terra dei vini dei Colli Orientali del Friuli, tra cui il Ramandolo DOCG. È una località immersa tra boschi di faggi, olmi e acacie, in cui si trova la frazione di Ramandolo.
Questo territorio rappresenta la zona di coltivazione più a nord della regione e tra le più a nord d’Italia.
I vigneti, situati sulle colline con pendenze talvolta anche molto accentuate, sono riparati dai freddi venti del nord dal Monte Bernadia. A causa delle forti pendenze del territorio collinare, spesso le lavorazioni sulle vigne devono essere fatte completamente a mano!

I produttori
Scopriamo di più sui nostri produttori di Ramandolo DOCG.

cooperativa ramandoloPrima di tutto, conosciamo la Cooperativa Ramandolo di Nimis, che nasce con l’obiettivo di diffondere e far assaporare il vino Ramandolo in tutta Italia.
La cooperativa, diventata un punto di riferimento nella zona, nel tempo ha migliorato sempre di più la qualità e la tecnica di vinificazione, iniziando nel 2018 a seguire ogni passaggio, a partire dalla produzione dell’uva. Assaggia il vino della Cooperativa qui!

  • Vigneti Micossi è un’azienda che produce vino già dagli inizi del Novecento. Negli anni ‘60, quando il proprietario Alberto Micossi comincia a coltivare viti autoctone, acquisisce la sua impostazione definitiva.
    I vini di Vigneti Micossi sono unici e indimenticabili per il loro aroma ricco di bouquet particolari.
  • L’azienda agricola Vizzutti di Sandro e Marco è composta da piccoli appezzamenti distribuiti sul territorio di Nimis, così da poter fare una selezione attenta delle varie tipologie di uve che determinano la qualità dei vini.

Scopri di più sui nostri produttori, qui e guarda il video della Cooperativa Ramandolo di Nimis per scoprire di più sulla coltivazione del Ramandolo.

Come servirlo e abbinamenti migliori

ramandolo vigneti micossi
Ramandolo di Vigneti Micossi

Il Ramandolo DOCG è un vino passito dai riflessi dorati, che possiamo definire “dolce e non dolce”, ma, contrariamente a quanto si possa essere portati a pensare, non si presta solo all’abbinamento con i dessert.

L’abbinamento migliore è quello con i formaggi e con il prosciutto di San Daniele!

Già dagli anni ‘70, le persone erano solite a recarsi a Ramandolo, nell’osteria gestita dalla Cooperativa, per degustare questo vino con formaggi e prosciutto di San Daniele.

Sia che si scelga di degustare il Ramandolo come vino da meditazione, che da aperitivo in compagnia, questo prezioso vino è in grado di rendere i momenti unici e davvero speciali.

Un ultimo consiglio…
Se scegli di degustarlo insieme a un dolce, ti consigliamo la pasticceria secca, come i biscotti!

Di seguito trovi qualche idea di abbinamento con i prodotti tipici friulani:

  • con la Gubana o i biscotti di Pasticceria Mosaico, per un abbinamento dolce e goloso;
  • con qualche fetta di Montasio DOP, è ottimo soprattutto se il formaggio è stagionato o stravecchio;
  • con il fois gras, a inizio pasto;
  • con i formaggi molli, come il brie;
  • con il prosciutto di San Daniele e con i fichi per una combinazione unica e tradizionale!

Questo è un vino prezioso, un concentrato di profumi e aromi del territorio, che oggi rappresenta una vera rarità! Infatti, sono poco più di 150.000 le bottiglie che vengono prodotte ogni anno.
È un vino dalla dolcezza molto equilibrata, che si distingue per la sua eleganza e raffinatezza, che lo rendono un vero gioiello del panorama enologico italiano.

Non ti resta che provarlo e goderti il meraviglioso viaggio di aromi e sapori del Ramandolo DOCG!

Il Formadi Frant: una storia di recupero e tradizione

In questo articolo esploriamo le origini e le caratteristiche di un formaggio unico, originario del territorio della Carnia e nato grazie alla necessità di non sprecare nulla di ciò che poteva servire per la sussistenza.

Leggi l’articolo e scopri di più sulla sua storia e sulla sua interessante produzione, che è piuttosto diversa da quella degli altri formaggi.

Le origini del Formadi Frant

Il Formadi Frant in realtà non è propriamente un formaggio, in quanto viene prodotto da un impasto di formaggi frantumati, da cui l’origine del nome.

Perché proprio in Carnia?
Questo formaggio nasce nel territorio della Carnia, la regione storica che si estende a nord e a est del sistema dolomitico. Il nome deriva dagli antichi carni, la popolazione celtica che risiedeva nel bacino del fiume Tagliamento e dell’Isonzo.

Dal punto di vista naturalistico, la Carnia è davvero una regione splendida, il cui fascino è fortemente legato alla presenza delle montagne che incrociano le valli e all’assenza di attività industriali. Il paesaggio è incontaminato e legato alla storia naturale e alle origini della zona. Nelle valli sono presenti boschi e pascoli curati con amore per il territorio e per l’identità unica del luogo.

La Carnia è ricca di prodotti tradizionali unici, come il Formadi Frant, la cui origine è legata anche al clima della regione, caratterizzato da inverni rigidi e venti impetuosi.
In un territorio come questo, non era possibile sprecare nulla che potesse servire al sostentamento e alla sopravvivenza.

È proprio da questa necessità che nasce il Formadi Frant, per non sprecare le forme non perfette o difettose dei formaggi, ad esempio gonfiate o perché presentavano una crosta spaccata.

Proprio come le strissulis, i ritagli dei formaggi ricavati quando il casaro ne aggiusta la forma, il Formadi Frant nasce con lo scopo del recupero.
Se vuoi scoprire di più sulle strissulis, ti consigliamo di leggere l’articolo sul frico friulano, qui!

La produzione e le caratteristiche

Come abbiamo già detto in precedenza, questo formaggio nasce dalla frantumazione di altri formaggi di Latteria, di media e lunga stagionatura, grattugiati e amalgamati fino all’ottenimento di un impasto omogeneo. Successivamente, vengono aggiunti panna fresca pastorizzata, altri prodotti a base di latte, sale e pepe. Il composto viene messo in stampi con fascere di legno e pressato, prima di passare alla stagionatura.

Lo sapevi che…
La presenza del pepe ha origini storiche, in quanto veniva utilizzato principalmente per tenere lontani i topi dalle forme.

Per quanto riguarda la sua stagionatura, è solitamente lasciato maturare per circa 40 giorni.
Scopri di più sulla storia del Formadi Frant sul sito di Slow Food FVG!

Sapore e consistenza
II Formadi Frant è un formaggio morbido, friabile e cremoso, dal gusto unico, che può variare in base al produttore e ai formaggi utilizzati. L’evoluzione di gusti parte dalla dolcezza della panna, allo speziato del pepe, passando per il sapore intenso del formaggio latteria.

È un formaggio dalla produzione artigianale, che si trova più facilmente nelle latterie locali, piuttosto che nella grande distribuzione.
Se vuoi assaggiarlo, sul nostro sito puoi trovare vari tipi di Formadi Frant, direttamente dai nostri produttori.

Eccone alcuni…

formadi frant

Il Classico
Se cerchi il Formadi Frant Classico, prova quello di Casera Rugo, a pasta compatta e semidura ma friabile. Il suo sapore è marcato, con presenza di piccantezza e speziatura che creano un gradevole contrasto dolce-piccante.

Trovi anche gli ottimi Formadi Frant di Azienda Agricola San Juri e di Latteria di Coderno!

 

 

formadi frant casera rugoI particolari
Vuoi provare un mix di sapori unico e particolare?
In questo caso, puoi trovare il Formadi Frant con le noci, con le uvette, con i semi di finocchio e diversi altri ingredienti, di Casera Rugo.

Questo formaggio è molto legato al suo produttore, infatti può variare di produttore in produttore. Per questo, riteniamo che sia importante anche scoprire la loro storia e ciò che li contraddistingue.

Scopri di più sui nostri produttori di Formadi Frant…

  • Casera Rugo è un’azienda della Carnia, dove riscoprire i sapori tradizionali della montagna, attraverso le storie, i profumi e i mestieri tramandati da generazioni. L’azienda abbina l’arte casearia a quella della macelleria artigiana e offre prodotti gustosi come il Salato Storico e il Formadi Frant, ponendo particolare attenzione all’ambiente e alla natura.
  • L’Azienda Agricola San Juri si trova nel cuore della Carnia e deve il suo nome all’antica chiesetta che sorge nelle sue vicinanze. L’azienda produce nel rispetto della natura e delle tradizioni della cultura locale e, tra i suoi prodotti, possiamo trovare il Formadi Frant.
  • La Latteria sociale di Coderno nasce come cooperativa turnaria nel 1932 per tutelare e coordinare l’attività zootecnica locale. Qualità, tipicità e genuinità contraddistinguono l’ampia gamma di prodotti della latteria, che va dal Montasio DOP, al Latteria, alla caciotta e tanti altri, tra cui il Formadi Frant.

Oggi, è molto importante valorizzare i produttori locali, che si impegnano ogni giorno, con passione e dedizione, per portare sulle nostre tavole prodotti buoni e unici!

Gli abbinamenti migliori

A questo punto dell’articolo, scopriamo quali sono i migliori abbinamenti per gustare al meglio questo formaggio speciale.

Il Formadi Frant è un formaggio tipicamente da tavola, da consumare durante o a fine pasto. Può essere accompagnato con il pane o con la polenta e si presta ad essere abbinato anche a confetture di frutta e miele, che ne bilancia la sapidità.

Vuoi un consiglio?
Provalo con il miele di tarassaco, è davvero eccezionale! Puoi trovarlo sul nostro sito!

Se, invece, stai cercando l’accompagnamento ideale con un vino, non possiamo che consigliarti il tipico Verduzzo friulano oppure un calice di vino rosso come il Refosco o il Cabernet Franc.

Qualsiasi sia il modo in cui decidi di goderti questo formaggio, è un prodotto che vale davvero la pena di scoprire, per la sua particolare storia ricca di tradizione e di amore per il territorio.

Non ti resta che assaggiare, buon appetito!

Guida al latte

Parlando di latte cosa ti viene in mente? Forse pensi al momento della colazione, in cui l’hai accompagnato a qualche biscotto, oppure a quando hai avuto mal di gola e ne hai scaldato un po’ con un cucchiaino di miele, oppure ancora pensi all’ultima volta che l’hai usato come ingrediente per i tuoi dolci.
Ma sai quali sono i suoi componenti, qual è la sua storia e le diverse tipologie che ci sono in commercio? Se vuoi scoprire di più su questo alimento leggi questo articolo!

I componenti del latte

Prima di tutto, che cos’è il latte? Da definizione, è un liquido denso, bianco opaco, prodotto di secrezione delle ghiandole mammarie ed è un alimento indispensabile e completo dal punto di vista nutrizionale per la prole dei mammiferi nei primi anni di vita.

È necessario fare una precisazione, perché è vero che esistono tanti tipi di latte, ma quando ci si riferisce a questo alimento, senza ulteriori specificazioni sulle sue origini, si fa riferimento a quello vaccino. Ad esempio, per quello di capra o di asina si specifica la specie di appartenenza.
È così anche nel caso delle bevande vegetali, come il latte di soia o di avena, in cui si fa riferimento all’alimento lavorato per produrlo.

I suoi componenti principali sono:

  • glucidi sotto forma di lattosio, lo zucchero del latte;
  • lipidi, ovvero il grasso;
  • proteine, che sono rappresentate dalla caseina (la proteina più importante del latte);
  • sali minerali, come calcio e fosforo;
  • vitamine, soprattutto A e B.

Dal punto di vista nutrizionale, dunque, fornisce buone quantità di vitamine, minerali, proteine e calcio. Rappresenta sicuramente una buona fonte di nutrienti, naturalmente se inserito in una dieta equilibrata e nelle giuste quantità.

I derivati
I componenti appena esposti sono i precursori dei principali derivati del latte.
Il burro è costituito dal grasso, il formaggio dalla caseina e da una parte di grasso, la ricotta dalla coagulazione delle proteine del siero del latte e lo yogurt dalla fermentazione del lattosio.

A proposito del lattosio…
Come già saprai, è causa di intolleranza per alcune persone, ma sai perché? La causa è la carenza di lattasi negli individui intolleranti. Questo enzima, presente nell’intestino dei lattanti, consente la digestione del lattosio e la sua presenza decresce con l’età adulta e con la diminuzione del consumo di questa bevanda.
Proprio per questo esistono alcuni tipi di latte che contengono lattosio in bassissime percentuali, per essere digerite da chi è intollerante.

Anche alcuni formaggi specifici possono essere consumati dagli intolleranti, come il Montasio DOP che è privo di lattosio a 60 giorni di stagionatura, come indicato dal Consorzio.

Storia del consumo di latte

L’introduzione del latte nell’alimentazione ha origini piuttosto antiche, ma non antichissime. Infatti, l’attitudine dell’essere umano di bere il latte di un’altra specie è un’abitudine che è stata acquisita nel tempo e che non si è diffusa in modo uniforme in tutto il mondo.
La capacità genetica di digerire il latte animale non è innata ma si è diffusa nel corso dell’evoluzione umana, diventando un tratto evolutivo sempre più comune negli esseri umani. Questo poiché ha rappresentato un vantaggio per la sopravvivenza, grazie alle sue proprietà nutrizionali.

Per quanto riguarda la sua diffusione nel mondo, è anche importante aggiungere che le popolazioni che vivevano in climi più freddi erano quelle che utilizzavano il latte come bevanda, principalmente per motivi legati alla sua conservazione.
Invece, nei climi più caldi, si è sviluppata una cultura del formaggio, per poter beneficiare dei principi nutritivi del latte in sicurezza.

Tipologie di latte

In commercio puoi trovare tante tipologie di latte, da quello fresco a quello a lunga conservazione, da quello di mucca a quello di capra o di asina. La scelta è davvero ampia!
Se ti senti perso tra le varie categorie, non preoccuparti e continua a leggere per scoprire le differenze!

La prima distinzione da fare è quella in base all’apporto calorico e al grasso presente. In questa categoria troviamo:

  • il latte intero, che ha una percentuale di grasso superiore o uguale al 3,5%
  • il latte parzialmente scremato, che ha una percentuale di grasso compreso tra l’1,5% e l’1,8%
  • il latte scremato, che ha una percentuale di grasso che non supera lo 0,5%.

Una seconda divisione può essere fatta in base alla durata e alle modalità di conservazione. In questo caso lo distinguiamo in base agli eventuali trattamenti termici:

  • il latte crudo è quello “al naturale”, che non ha subito alcun trattamento termico, neanche di lieve intensità;
  • il latte fresco pastorizzato viene riscaldato con un trattamento termico breve di circa 15 secondi a 72° per eliminare eventuali microrganismi nocivi, garantendo così la sicurezza del prodotto e mantenendo il più possibile il gusto e l’aroma originario. Mi raccomando, va conservato in frigorifero e consumato dopo al massimo 4 giorni;
  • il latte a lunga conservazione (UHT), che viene trattato a temperature molto alte (135°-140°) per pochi secondi e che si mantiene a temperatura ambiente anche fino a 3 mesi;
  • il latte microfiltrato, sottoposto sia alla pastorizzazione che alla microfiltrazione, che elimina la maggior parte dei microbi e conserva il gusto del latte fresco, permettendo la conservazione in frigorifero per 10-15 giorni.

Oltre alla pastorizzazione e alla microfiltrazione, un altro trattamento che può subire è la sterilizzazione. In questo caso il prodotto crudo viene riscaldato in modo continuo, ad almeno 135° per non meno di un secondo oppure a temperature più basse (116-120°) per circa 20 minuti.

Inoltre, il latte può essere suddiviso in base alla specie, come il quello di bovina, di capra, d’asina, e così via. Anche in questo caso, la scelta è fatta in base alle necessità di chi acquista in termini di composizione e di caratteristiche organolettiche.

Come avrai notato, sono davvero tante le tipologie!

I formaggi

formaggi bio azienda agricola biologica la sisileIl formaggio è uno dei derivati del latte più amato, soprattutto in certe regioni del mondo, le cui origini sono strettamente legate alla necessità di conservare la bevanda.
Come nel caso del latte, in alcune aree del mondo non si è sviluppata una cultura del formaggio, ma si è diffuso un utilizzo diverso della bevanda, ad esempio attraverso la fermentazione.

In Friuli Venezia Giulia, con la diffusione delle Latterie alla fine del XIX secolo, il consumo di formaggio ha rappresentato un supporto alimentare fondamentale, che ha garantito la sopravvivenza e il nutrimento di molte famiglie del territorio. Scopri l’affascinante storia delle latterie turnarie e sociali del Friuli in questo articolo, qui.

Il caglio
Il caglio rappresenta un elemento indispensabile per la produzione di molti formaggi. La sua funzione è quella di far coagulare le caseine, facendole agglomerare in masse solide.
Oggi, il caglio più frequentemente utilizzato deriva dagli stomaci dei vitelli, ma è possibile anche trovare formaggi a base di caglio vegetale, derivato da piante come il cardo, il carciofo o il fico.

I nostri formaggi
Su Fattorie Friulane trovi tantissimi formaggi friulani, sia tradizionali che innovativi, creati dai piccoli produttori della regione con passione e cura.
Sei indeciso su quale scegliere? Eccone alcuni:

C’è proprio l’imbarazzo della scelta, li trovi qui!

Sapone al latte d’asina e miele

Non solo formaggi…
Il latte non serve solo a produrre formaggi, infatti, nel corso della storia, è stato utilizzato spesso anche come trattamento di bellezza.
Il latte d’asina, ad esempio, è un ingrediente utilizzato da secoli anche nell’ambito della cosmesi, grazie ai suoi numerosi benefici per la pelle. Veniva usato da Cleopatra e Poppea, che erano solite immergersi in una vasca colma di latte d’asina per mantenere la pelle giovane, idratata e morbida.

Prova tu stesso i suoi benefici con i saponi al latte d’asina di Gli Asini di Manute, li trovi sul nostro sito!

Adesso conosci la composizione, la storia e tante curiosità su questo alimento prezioso, che spesso diamo per scontato.

L’asparago bianco del Friuli Venezia Giulia: un tesoro culinario da scoprire

Oggi andiamo alla scoperta di un prezioso ortaggio primaverile, dal colore e dal gusto unici: l’asparago bianco!

Forse già saprai che esistono tante varietà di asparago, tra le quali spicca il protagonista di questo articolo, l’asparago bianco, per le sue caratteristiche speciali.
Leggi l’articolo per scoprire di più su questo tesoro culinario unico, che rappresenta una delle eccellenze della regione Friuli Venezia Giulia.

La storia dell’asparago

Prima di cominciare, scopriamo la storia di questo ortaggio, che affonda le sue radici in tempi molto antichi.

Giunto dal Medio Oriente ed utilizzato già dagli antichi Egizi, la presenza dell’asparago è documentata anche sulle tavole dei romani più benestanti nel 200 a.C. come un alimento di lusso, molto apprezzato anche dagli imperatori romani.

L’asparago compare in diverse opere letterarie di personaggi illustri, tra i quali il politico e oratore romano Marco Porcio Catone, che ne illustrò dettagliatamente le tecniche di coltivazione nella sua opera “De Agri Cultura” e Plinio il Vecchio nella sua celebre opera “Naturalis Historia”, in cui ne descrisse sia i metodi di coltivazione che quelli di preparazione.

Durante il Medioevo, l’asparago non fu utilizzato particolarmente in cucina, ma prevalentemente per le sue capacità medicinali depurative e diuretiche.
In seguito, intorno al 1500, l’asparago fu riscoperto come alimento e cominciò a diffondersi in Francia e in Italia, comparendo solo sulle tavole dei più ricchi. Scopri di più sulla sua storia.

L’asparago bianco, nello specifico, già dalla fine dell’Ottocento trovò un terreno fertile in Friuli, nella zona di Tavagnacco, vicino a Udine e divenne presto uno dei prodotti tipici del territorio friulano. Infatti, l’asparago bianco del Friuli Venezia Giulia è anche chiamato “asparago bianco di Tavagnacco”.

Una curiosità…
A Tavagnacco è nata addirittura una festa dedicata all’asparago bianco, la Festa degli Asparagi, che si svolge ad aprile e maggio. Quella di Tavagnacco è la festa più antica, istituita nel 1935.

asparagi azienda agricola del zotto lucaLe caratteristiche dell’asparago bianco

L’Asparagus Officinalis appartiene alla famiglia delle liliacee ed è una pianta erbacea caratterizzata da un rizoma corto e da radici carnose. I turioni, ovvero i giovani germogli, crescono in primavera, cominciando ad uscire dalla terra. Quando essi entrano in contatto con la luce del sole, sviluppano un colore violaceo che, successivamente, diventa verde.

Perché gli asparagi bianchi restano bianchi?
L’asparago bianco deve il suo colore caratteristico alla mancanza di clorofilla. Infatti, questa varietà di asparago si sviluppa sotto terra e non vede la luce del sole, rimanendo bianca.

La coltivazione di questa pianta non è tra le più semplici, anzi è piuttosto laboriosa e richiede molto tempo, ed è anche per questo che, nei secoli, l’asparago era considerato un alimento di lusso.

Se non li hai mai assaggiati, ti starai chiedendo che sapore hanno questi asparagi così particolari, rispetto agli altri più colorati.
Così come il loro colore, anche il gusto è derivato dalla mancanza di sole, che permette lo sviluppo di un sapore più dolce e delicato degli altri.

A differenza di quello bianco, l’asparago violetto fuoriesce dalla terra e acquisisce così un colore lilla uniforme e un sapore più fruttato e leggermente amaro.

Come quello violetto, anche il più conosciuto asparago verde germoglia al sole e acquisisce un gusto più deciso e leggermente dolciastro.

Le sue proprietà benefiche
Come abbiamo detto in precedenza, già nel Medioevo l’asparago veniva utilizzato per le sue numerose proprietà benefiche per la salute.
Questo ortaggio, infatti, presenta particolari proprietà diuretiche e depurative ed è ricco di fibre, vitamine, sali minerali, calcio e fosforo. Inoltre, è molto povero di calorie e favorisce la stimolazione dell’appetito.

asparagi bianchi in agrodolce
Asparago bianco in agrodolce dell’Azienda agricola Del Zotto Luca

Non vedi l’ora di portarlo sulla tua tavola? Lo trovi sul nostro sito sia in agrodolce che in crema, prodotto dall’Azienda Agricola Del Zotto Luca, che è uno dei produttori di asparago bianco certificati AQUA.

Il Marchio AQUA
AQUA è un marchio di qualità collettivo e volontario, istituito dalla regione Friuli Venezia Giulia e gestito dall’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale.

Questo marchio di qualità regola tutte le fasi della produzione, dalla scelta dei terreni alla densità dell’impianto, alla concimazione, irrigazione e raccolta. L’asparago bianco con marchio AQUA è caratterizzato dalla sua elevata qualità.

 

Ricette e abbinamenti migliori

Adesso è arrivato il momento più atteso… come gustare al meglio questi deliziosi asparagi?
Continua a leggere per scoprire i migliori abbinamenti e una deliziosa ricetta per goderti questa eccellenza friulana.

Ecco qualche idea…

  • Con le uova: il classico abbinamento asparagi e uova è classico per un motivo! I gusti delicati di entrambi gli ingredienti si sposano benissimo fra di loro in un piatto semplice ma gustoso, che vale la pena provare.
  • Con lo speck o la pancetta: se vuoi preparare un piatto più saporito, unisci il gusto più deciso dello speck o della pancetta a quello delicato degli asparagi bianchi, magari in un bel piatto di pasta.
  • Con il prosciutto crudo di San Daniele: forse siamo un po’ di parte, ma questa è una delle migliori combinazioni da provare! Arrotola qualche fetta di prosciutto crudo di San Daniele DOP intorno agli asparagi bianchi e vedrai che piatto semplice, delicato e sfizioso… e che bontà.
  • Con il Montasio DOP: prova qualche fetta di Montasio DOP fresco o mezzano da accompagnare agli asparagi in agrodolce per un antipasto tradizionale e gustoso. Ancora più buono se accompagnato da un buon vino bianco della tradizione.
  • In crema: se sei un amante degli asparagi, la crema di asparagi bianchi è decisamente da provare. È perfetta da utilizzare nei risotti, con la pasta oppure su qualche crostino.

Una ricetta davvero deliziosa… L’Orzotto di Asparagi bianchi e Pitina IGP
Non possiamo lasciarti senza una ricetta speciale, preparata con gli ingredienti di Fattorie Friulane dalla chef Lorena De Sabata.
Ecco la video ricetta dell’Orzotto con asparagi bianchi e Pitina IGP, un piatto sfizioso, prelibato e semplicissimo da preparare, con la pratica box di ingredienti che trovi sul nostro sito e seguendo tutti i passaggi della chef.

Infine, se vuoi abbinare gli asparagi bianchi a un vino, ti consigliamo un buon vino bianco come il Sauvignon DOC.

Buon appetito!

Il Prosciutto di San Daniele DOP: un’eccellenza gastronomica

Il prosciutto di San Daniele DOP è uno dei gioielli della gastronomia italiana, un prodotto di ottima qualità e dal gusto unico e inconfondibile, che incarna secoli di tradizione artigianale.
La sua eccellente qualità è custodita dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele, che si occupa di “salvaguardare la tipicità e le caratteristiche del prodotto”.

Leggi questo articolo per scoprire le origini di questa eccellenza friulana, la sua produzione e qualche curiosità interessante!

Storia e origini del prosciutto di San Daniele DOP

La storia del prosciutto di San Daniele ha radici molto più antiche di quanto si possa immaginare, risalendo addirittura all’epoca protostorica, fra l’XI e l’VIII secolo a.C.
Infatti, come testimoniano alcuni ritrovamenti archeologici emersi dalle indagini condotte nella Chiesa di San Daniele in Castello, risulta che già a quell’epoca la carne di maiale veniva utilizzata per l’alimentazione a San Daniele del Friuli. È invece nel Medioevo che si sviluppano le pratiche dell’allevamento e della norcineria.

Una curiosità storica…
Nel 1798 gli ufficiali dell’esercito napoleonico furono così colpiti dal gusto del Prosciutto di San Daniele, che decisero di rubarne una grande quantità insieme ai gioielli custoditi nella Biblioteca Guarneriana.

Scopri di più sulla storia del Prosciutto di San Daniele DOP sul sito del Consorzio!

prosciutto san daniele dop prosciuttificio prolongoLa produzione del prosciutto di San Daniele DOP

Prima di affrontare le diverse fasi di produzione di questo prosciutto, è necessario distinguere le parti che lo compongono.

Il Prosciutto di San Daniele DOP può essere suddiviso in 3 parti principali, ognuna caratterizzata da un sapore diverso:

  • il fiocco, che è la parte più magra della coscia ed è molto saporito;
  • la culatta, detta anche punta, che è molto marmorizzata perché il grasso e la parte magra si fondono. La fetta di culatta risulta burrosa e carica di profumi;
  • lo stinco, o gambuccio, che è la parte finale della coscia, protetta interamente dalla cotenna. Questa parte è la più dolce e morbida del prosciutto.

Guarda il video in cui il Prosciuttificio Prolongo illustra le diverse delle parti del prosciutto!

prosciutti san daniele dop

Il processo di produzione del Prosciutto di San Daniele richiede tempo, cura e molta attenzione ai dettagli.

Partiamo dalla base… gli ingredienti!
Come afferma il Consorzio, “cosce di suino allevato in Italia, sale marino e il caratteristico microclima di San Daniele del Friuli” sono gli unici tre ingredienti di questo prosciutto. Infatti, il microclima di San Daniele gioca un ruolo fondamentale nella creazione del prosciutto e del suo inconfondibile aroma.

La lavorazione artigianale del prosciutto avviene nel rispetto di una tradizione tramandata da secoli attraverso le generazioni. L’assenza di conservanti artificiali e l’utilizzo del sale marino esaltano il sapore autentico del prosciutto.

Vediamo adesso le diverse fasi di produzione:

  1. La prima fase è quella della selezione e rifilatura delle cosce, che, dopo aver passato il preliminare controllo di conformità, sono rifilate e conservate per circa 24 ore a bassa temperatura per rassodare la parte magra.
  2. La seconda fase è quella della salatura. Dopo essere state raffreddate, le cosce vengono ricoperte di sale marino e rimangono sotto sale per un numero di giorni che equivale al loro peso in chili, come da tradizione.
  3. La terza fase è quella della pressatura, in cui viene rimosso il sale residuo dalle cosce, che vengono poi pressate per dare alla carne la consistenza idonea alla stagionatura.
  4. In seguito alla pressatura, le cosce di prosciutto sono lasciate a riposare in ambienti con temperatura e umidità ottimale, fino al quarto mese.
  5. Successivamente al riposo, il prosciutto è lavato con getti d’acqua, per tonificare la carne e stimolare la maturazione.
  6. La sesta fase è quella dell’asciugatura, in cui, per circa una settimana, la carne è fatta “rinvenire” a temperature medie.
  7. In seguito avviene la stagionatura delle cosce, che sono trasferite in saloni appositi con temperatura e umidità naturali. Da disciplinare, la stagionatura si protrae “almeno fino al quattordicesimo giorno dall’inizio della lavorazione
  8. L’ottava fase è quella della sugnatura. Un impasto di grasso e farina, chiamato “sugna”, è applicato sulla parte esposta della carne, che non è ricoperta dalla cotenna.
  9. Il penultimo passaggio è quello della puntatura, in cui viene inserito un osso di cavallo in alcuni punti della coscia per controllare gli aromi e i profumi. Questa fase serve per capire a che punto è la stagionatura del prosciutto.
  10. Infine, avviene la marchiatura a fuoco, “dopo quattrocento giorni dall’inizio della lavorazione”, solamente per i prosciutti che rispettano i requisiti del Disciplinare di Produzione.

A questo punto il prosciutto di San Daniele DOP è pronto per essere commercializzato e per arrivare sulla tua tavola.

Qualche consiglio in più

Adesso conosci come viene prodotto il prosciutto di San Daniele DOP, ma non vogliamo lasciarti così, ecco qualche consiglio per godertelo al meglio!

LA FETTA PERFETTA
Se ti sei mai chiesto come dovrebbe essere la fetta perfetta di prosciutto, lo spiega il Prosciuttificio Prolongo!
La fetta perfetta si ottiene quando si riescono ad allineare i tempi di stagionatura della parte grassa e di quella magra. La parte grassa deve perdere fibrosità, avere una buona profumazione e amalgamarsi con la parte magra, che è caratterizzata da compattezza ed elasticità. Tutto questo viene raggiunto intorno ai 18 mesi di stagionatura.

CONSERVAZIONE
Dopo aver comprato il prosciutto, sai come conservarlo? Ecco una breve guida su come conservare al meglio il prosciutto di San Daniele, per preservare le sue caratteristiche uniche e il suo aroma!

Prima di tutto, se lo acquisti sul nostro sito, tutti i nostri prosciutti viaggiano con trasporto refrigerato e rigorosamente sottovuoto, per preservarli dalla partenza fino all’arrivo.
Il prosciutto disossato e confezionato si conserva in frigorifero fino a 6 mesi. Una volta aperto, va tenuto nel frigorifero a una temperatura da +4°C a +7°C.
Per proteggerlo, metti un panno umido o un velo di pellicola sottile sul taglio.

CON O SENZA COTENNA?
È una domanda comune che ha una risposta molto semplice: dipende! Infatti, non c’è una versione migliore dell’altra.
Senza dubbio, il prosciutto più pratico è quello senza cotenna, perché è già “pulito” e pronto per essere tagliato.

Per quanto riguarda il taglio, si può tagliare a mano o, meglio ancora, con l’affettatrice, pulendolo man mano dalla cotenna, qualora vi sia.

3 Abbinamenti

Per concludere, ecco qualche abbinamento per gustare al meglio questo eccellente prosciutto!

Il tagliere tradizionale
Se hai programmato un aperitivo e vuoi stupire i tuoi ospiti con un tagliere semplice ma speciale, prova il prosciutto crudo di San Daniele DOP con qualche formaggio della tradizione, come il Latteria o il Montasio DOP e qualche crostino. Aggiungi un bel bicchiere di vino rosso friulano e l’aperitivo è pronto!

Il Pic Nic Friulano
Uno dei modi migliori per godersi una bella giornata di sole è proprio un pic nic e il prosciutto crudo di San Daniele DOP di certo non può mancare nel cestino! Trovi qui la box che contiene tutti gli ingredienti per fare un Pic Nic 100% friulano!

Una combinazione da non perdere
Il vino Ramandolo è un vino passito “dolce e non dolce”, che si presta molto bene all’abbinamento con la pasticceria secca, ma soprattutto con i formaggi e il prosciutto di San Daniele DOP… che è l’abbinamento migliore!

A questo punto non ti resta che assaggiare e gustare qualche fetta di questo meraviglioso prosciutto! Buon appetito!

Formaggio Montasio DOP: il gusto della tradizione

Il Montasio DOP è un tesoro culinario unico, che affonda le sue radici addirittura nel 1200.
Leggi l’articolo e scopri la storia, la tradizione e le caratteristiche di questo formaggio dal sapore inconfondibile!

La sua produzione e la sua stagionatura sono regolate dal ferreo disciplinare dell’apposito Consorzio, e le forme possono essere marchiate ufficialmente solo in seguito a rigorosi controlli.
Questo disciplinare deve essere seguito scrupolosamente da tutti i produttori, per poter garantire gli standard di qualità del prodotto.

Come riconoscerlo?
Sullo scalzo delle forme è presente la scritta “Montasio” ripetuta in senso obliquo, l’origine, il codice del casello produttore, la data di produzione e il marchio “DOP”.

Non può essere prodotto da chiunque… e non può essere prodotto ovunque!
Infatti, la Denominazione di Origine Protetta indica che la sua produzione e le sue caratteristiche sono strettamente legate al territorio.

 

Le sue antiche origini

malga montasio

Il Montasio DOP ha una storia lunga, che risale addirittura al 1200 e che inizia con il sapiente lavoro svolto dai monaci Benedettini di Moggio Udinese, che affinarono le antiche tecniche di produzione già praticate in precedenza dai malghesi della zona, per produrre quello che poi verrà chiamato “formaggio”.  Lo scopo iniziale era quello di trovare un modo per conservare il latte e avere un prodotto nutriente per il rigido inverno. Si pensa che sia proprio il loro convento, oggi utilizzato dalle suore Clarisse, il luogo di origine di questo formaggio.

La presenza del Montasio DOP, con il suo nome ufficiale, fu documentata per la prima volta nel 1773 nei prezzari della città di San Daniele.  Il nome fu regolato dal decreto del 22 agosto 1773, il quale imponeva ai commercianti di Udine l’obbligo di vendere i prodotti locali tipici a un prezzo fisso. Da allora è sempre stato presente nei documenti mercantili dell’Italia nord-Orientale.
In seguito, nel 1880, diversi caseifici si unirono per sostenere la sua produzione.

 

 

L’Altopiano del Montasio

mucche malga montasiomucche malga montasio

Il formaggio Montasio DOP nasce in un luogo meraviglioso, immerso tra verdi paesaggi e montagne imponenti. Ha origine nell’omonimo altopiano, sovrastato dal monte Jôf di Montasio, la seconda cima della regione, alta 2754 metri. Questo altopiano Carsico è situato in provincia di Udine, ad una quota compresa tra i 1600 e i 1800 metri s.l.m. ed è la sede di vari pascoli estivi adibiti ad alpeggio e ad importanti malghe.

Malga Montasio rappresenta l’alpeggio più grande della regione Friuli Venezia Giulia. Un luogo che, negli anni, si è evoluto fino a diventare un punto di riferimento per allevatori e turisti, che giungono da tutta la regione e non solo.

Questo splendido luogo delle Alpi Giulie regala panorami mozzafiato e una completa immersione nella natura. È il luogo ideale per ricaricarsi, respirare l’aria fresca di montagna ed esplorare attraverso i diversi sentieri turistici.

Le caratteristiche uniche del Montasio DOP

A questo punto è il momento di scoprire cosa caratterizza questo formaggio e il suo gusto speciale e inconfondibile!

Partiamo dalla produzione! Questo formaggio tradizionale è prodotto con latte, sale e caglio ed è ottenuto esclusivamente con latte bovino della zona di produzione, lavorato a crudo.

montasio dop fresco
Montasio DOP fresco

Ecco qualche caratteristica del Montasio DOP:

  • è un formaggio a pasta cotta, semidura;
  • presenta un’occhiatura omogenea e regolare, con occhi di piccola grandezza;
  • ha la crosta liscia, elastica, compatta, di colore marrone chiaro, che diventa più scura con la stagionatura;
  • ha una pasta compatta bianca o giallo paglierino, che diventa più friabile con il passare del tempo.

Una curiosità in più… il Montasio DOP è senza lattosio!
Dalle analisi di monitoraggio svolte dal Consorzio sul Montasio stagionato 60 giorni, è risultata una presenza di lattosio inferiore di 10 volte rispetto al limite di legge previsto per poter definire un prodotto alimentare “privo di lattosio”.

Dunque, anche se sei intollerante, puoi goderti questo gustoso formaggio della tradizione!

Stagionature e abbinamenti

Il rigido disciplinare del Consorzio stabilisce le denominazioni del Montasio DOP, distinte in base alla durata della stagionatura.

Ecco le diverse stagionature del Montasio:

  • Il Fresco ha una stagionatura minima di 60 giorni. Ha un gusto particolarmente delicato, che richiama il latte appena munto, una struttura elastica e un sapore armonioso e gentile. Ottimo da abbinare alla frutta fresca e alle composte.
  • Il Mezzano ha una stagionatura minima di 4 mesi. Ha un gusto pieno, caratterizzato da una maggiore sapidità e da una struttura più friabile. È ideale da abbinare ad un buon vino rosso, come il Merlot.
  • Lo Stagionato ha una stagionatura minima di 10 mesi. Presenta una struttura friabile ed un gusto leggermente piccante, rimanendo sempre piacevole al palato. Ottimo da consumare grattugiato sulla pasta o da servire al taglio con la polenta.
  • Lo Stravecchio ha una stagionatura minima di 18 mesi. Ha un gusto ricco ed intenso, che presenta una buona sapidità. È raffinato e saporito, ottimo sia da gustare da solo o con confetture di frutta, che da grattugiare sulle minestre. Perfetto da abbinare a un vino di carattere, come il Cabernet Franc o il Refosco.

Non vedi l’ora di assaggiarlo? Lo trovi sul nostro sito!
Ecco alcune idee su come gustare al meglio il Montasio DOP!

Il Fresco… con la frutta
Se vuoi degustare un ottimo pezzo di Montasio fresco, ti consigliamo un ricco tagliere con frutta fresca. Ad esempio, puoi provare il Montasio DOP fresco di Latteria di Coderno, che ha un gusto delicato e aromatico ed è ottimo anche con le composte di frutta.

Prova anche il Montasio DOP biologico fresco prodotto con Latte Fieno di Azienda Agricola La Sisile, che ha un sapore delicato, che ricorda il latte e il burro fresco, grazie alla particolare alimentazione delle bovine.

Il Mezzano… con il miele e il Merlot
Assaggia il Montasio DOP 6 mesi di Latteria di Coderno, dal gusto pieno e deciso, insieme al miele millefiori. Ottimo da gustare con un bel bicchiere di Merlot… vedrai che combinazione!

Lo Stravecchio… con la polenta e il Refosco
Prova il Montasio DOP stravecchio di Latteria di Lavariano con qualche fetta di polenta abbrustolita e un buon calice di Refosco, che è l’ideale per accompagnare questa stagionatura più saporita.

Lo Stravecchio da aperitivo
Se stai organizzando un aperitivo o un pic nic, i cubi di stravecchio di Latteria di Coderno sono la soluzione che fa per te! Già pronti per essere serviti, magari con un calice di Cabernet Franc o Refosco e qualche crostino.

Sul nostro sito puoi trovare anche il Montasio DOP prodotto direttamente a Malga Montasio.
Il forte legame del formaggio Montasio con la sua zona di produzione è innegabile e regala al palato un gusto unico ed inconfondibile, derivante dalla ricchezza floristica dei pascoli e dalla particolare lavorazione nel rispetto della microflora naturale del latte.
Assaggialo insieme al San Daniele DOP per una combinazione tradizionale!

Inoltre, decisamente da non perdere è l’abbinamento tra il Montasio DOP stravecchio e un calice di Ramandolo!

Il Montasio DOP è più di un semplice formaggio, è una fetta di storia che racchiude in sé il sapore della tradizione friulana e gli aromi del territorio montano delle Alpi Giulie!

I vini friulani da aperitivo

Sei un amante degli aperitivi? Se la risposta è sì, probabilmente riconosci bene la seguente situazione.
Finalmente, dopo una lunga giornata di lavoro, puoi concederti una pausa. Sei seduto in compagnia dei tuoi amici e stai già pregustando il momento di relax che hai atteso per tutta la giornata. Non ti resta che ordinare da bere un buon bicchiere di vino e qualche sfizioso stuzzichino. Ma quale vino scegliere?

Leggi l’articolo per conoscere i vini della regione e scopri i migliori vini friulani da aperitivo.

I vini friulani

vini friulani bianchi

Un buon bicchiere di vino ti trasporta in un viaggio di sapori e aromi, alla scoperta del territorio e della tradizione friulana.

La regione del Friuli Venezia Giulia è la patria di molti ottimi vini, riconosciuti dagli intenditori per la loro qualità elevata.
Continua a leggere per scoprire di più su questi meravigliosi vini, dal Friulano, al Ramandolo, al Merlot… vieni a conoscere i vini della tradizione, prodotti con passione e dedizione dai nostri piccoli produttori, con l’obiettivo di portare i sapori e gli aromi del territorio nei calici di tutti gli Italiani.

Ecco alcuni dei nostri meravigliosi vini friulani:

  • Tra i bianchi più conosciuti sicuramente c’è il Friulano, il vino autoctono per eccellenza, noto storicamente come Tocai o Tocai Friulano.
    Il Friulano è un vino bianco, secco, molto apprezzato e dalle origini antichissime. Ha un colore giallo paglierino, sentori floreali e una nota finale tipica di mandorla amara.
    È perfetto come vino da aperitivo o da antipasti e si abbina molto bene anche al prosciutto di San Daniele, ai formaggi giovani e ai piatti di pesce.

 

  • Non possiamo parlare di vini friulani senza citare il Ramandolo!
    Un vino passito prezioso, elegante, da meditazione e non solo! Si presenta dal colore dorato, con riflessi ambrati, ha un profumo intenso, che ricorda la frutta e un gusto morbido “dolce e non dolce”.
    Questo vino è prodotto con le uve di Verduzzo friulano, un vitigno autoctono tra i più antichi del Friuli. La zona di Ramandolo ha un clima e un terreno perfetti per la sua maturazione e per lo sviluppo della parte aromatica del vino. Infatti, in questa zona le uve maturano un mese dopo rispetto ad altre zone dei Colli Orientali e questo è fondamentale per l’appassimento e la concentrazione della parte zuccherina delle uve.
    Nonostante sia un vino passito, non si presta solo all’abbinamento con i dolci, in particolare alla pasticceria secca, ma soprattutto ai formaggi e al prosciutto di San Daniele.
    Questi abbinamenti caratteristici dimostrano che questo vino non sia solo da meditazione ma anche da aperitivo, in grado di rendere speciale la serata.

 

  • Un altro vino tipico friulano che non puoi perderti è il Ribolla Gialla, uno vino elegante che è sempre stato presente sulle tavole della nobiltà veneziana. La Ribolla Gialla è un vitigno autoctono del Friuli Venezia Giulia, già coltivato fin dall’epoca Romana.
    Ha un colore giallo paglierino, presenta sentori di fiori d’acacia e note fruttate di mela verde e pesca. Al gusto, è asciutto, fresco e citrino. È il vino ideale per accompagnare antipasti, piatti e fritture di pesce.

 

  • In seguito, abbiamo un vino rosso, il Merlot! Un vino classico, elegante, dal colore rosso rubino intenso e dal gusto ben strutturato con note fruttate. Si presta sia a piatti semplici, che raffinati, soprattutto con carne alla griglia, primi piatti al sugo di carne, salumi e affettati tipici e formaggi stagionati.

 

  • Un altro vino rosso tipico che non può mancare sulla tua tavola è il Refosco. Un vino dal colore rosso rubino tendente al violaceo, che presenta un profumo ricco, intenso e gradevole e sentori fruttati. Dal gusto ricco, asciutto e pieno che si sposa perfettamente con carni grasse, arrosti e formaggi stagionati.

Una curiosità in più sul vino Ramandolo… guarda il video!

L’aperitivo italiano

Uno dei modi migliori per godersi un bel bicchiere di vino è l’aperitivo! Che sia un momento di relax a fine giornata o una pausa prima di pranzo, l’obiettivo dell’aperitivo è sempre lo stesso: bere qualcosa da soli o in compagnia e “prepararsi” al pasto.

Qualche curiosità…
Lo sapevi che la parola “aperitivo” deriva dal latino “aperitivus”, ovvero “che apre”? Infatti, l’aperitivo si riferisce a una bevanda alcolica o analcolica che ha lo scopo di stimolare l’appetito. Possiamo dire in modo colloquiale che “ci apre lo stomaco” e ci prepara al pasto.

Il momento dell’aperitivo è solitamente la sera, dalle 18 in poi e consiste in bevande alcoliche o non, spesso accompagnate da qualche stuzzichino, più o meno consistente.

LA STORIA
La sua storia è molto antica e viene fatta risalire all’antica Grecia, con il medico e filosofo Ippocrate, uno dei padri della medicina. È stato proprio Ippocrate ad inventare il “primo aperitivo”, il Vinum Hippocraticum, un vino bianco e dolce, che veniva reso amaro dalla macerazione di alcuni fiori al suo interno. Lo scopo di questa bevanda era puramente medico e veniva dato da Ippocrate per aiutare a stimolare l’appetito nei pazienti che soffrivano di inappetenza. Scopri di più.

Possiamo trovare un precursore dell’aperitivo moderno anche nella Roma antica, ovvero il Mulsum, una bevanda a base di vino ad alta gradazione alcolica e miele che aveva lo scopo di stimolare l’appetito in preparazione ai ricchi banchetti.

L’aperitivo come lo conosciamo oggi, invece, nasce a Torino nel 1786, con l’introduzione del Vermut da parte del distillatore piemontese Antonio Benedetto Carpano. Questa bevanda, ottenuta da vino bianco aromatizzato con erbe e spezie, ha riscontrato da subito un grande successo e si è diffusa rapidamente.

Negli anni l’aperitivo ha subito molte variazioni e, ad oggi, sono moltissime le tipologie di bevande utilizzate per accompagnare il momento di relax prima di cena, che variano anche di regione in regione.

I vini friulani da aperitivo

Oltre a quelli che abbiamo citato in precedenza, sul nostro sito puoi trovare diversi altri vini friulani che si prestano all’aperitivo. Di seguito ne trovi alcuni esempi:

prosecco doc san carlo• Il Prosecco DOC extra dry di San Carlo. Il Prosecco è uno dei vini da aperitivo per eccellenza, l’ideale per passare una serata in compagnia.
Dal colore giallo paglierino, con riflessi verdognoli, presenta un aroma fruttato e floreale, con prevalenza di mela verde, pesca e sentori di fiori d’acacia e gelsomino.
Al gusto è fresco, con una nota dolce e morbida che poi lascia spazio alla nota acida.

 

 

spumante san carlo• Lo Spumante bianco extra dry di San Carlo, che ha ottenuto la Top Quality attuando i più avanzati sistemi di Coltivazione Vinicola utilizzando la Tecnologia Dinamica per la coltivazione dell’uva.
Questo sistema è in grado di ottimizzare la maturazione dell’uva Glera, esaltandone i profumi floreali e agrumati.

 

 

 

• Il Sauvignon DOC di Wine Sofia. Un vino dal colore giallo paglierino vivace e brillante, con evidenti riflessi verdognoli. Presenta profumi freschi e incisivi di lime, frutto della passione e mentuccia.
Al gusto si presenta morbido, sapido e aromatico, con sottili note citrine.

 

 

 

• Il Sauvignon di Vigneti Conte. Un vino elegante, di derivazione francese, che si sceglie per la sua piacevole fragranza, unita alla freschezza.
Ottimo come aperitivo, in quanto molto versatile.

 

 

 

• Il Keit di Vigneti Conte. Il vino spumante ideale come aperitivo e a tutto pasto, per rendere ogni momento un’occasione speciale per festeggiare.

 

 

 

fattoreffe spumante dolce• Il vino Rosato Spumante dolce di La Fattoria di Pavia. Uno spumante dal profumo intenso e delicato, con un perlage fine e persistente.
Ottimo come aperitivo after work con stuzzichini raffinati, formaggi, composte e salumi.

 

6 Idee di aperitivo con i vini friulani

In generale, il vino è rimasto una delle bevande più scelte per accompagnare di pausa e relax di fine giornata.

Il Friuli, con la sua ampia tradizione vitivinicola, offre molte scelte di ottimi vini da degustare durante l’aperitivo. Continua a leggere per scoprire abbinamenti, idee e stuzzichini per un aperitivo friulano eccezionale!

Il tagliere di salumi, formaggi… e vino rosso
Un buon tagliere con il formaggio Alto But 4 mesi, qualche fetta di prosciutto di San Daniele, salame con aglio e un bel bicchiere di vino Refosco o Merlot, in base alle preferenze.

Il tagliere di formaggi, composte… e vino bianco
Un mix di formaggio Mentalino di Latteria di Lavariano, crostini di mais, composte di frutta e miele, per un tagliere da leccarsi i baffi, da accompagnare al Sauvignon di Vigneti Conte.

Il tagliere elegante di frutta, formaggio… e Prosecco
Un aperitivo a base di formaggio Montasio, frutta fresca e miele, accompagnato dall’immancabile bicchiere di Prosecco extra dry di San Carlo.

Uno stuzzichino unico e tradizionale
Con un bel bicchiere di Refosco si può degustare al meglio la Pitina IGP, un salume tipico della tradizione friulana, magari accompagnato anche da qualche fetta di pane.

L’aperitivo di pesce
Per un aperitivo più elaborato, prova l’antipasto di Trota affumicata. Trovi la ricetta, preparata dalla chef friulana Lorena De Sabata, sul nostro sito! Da accompagnare a un bicchiere di Ribolla Gialla, ottimo con il pesce!

L’ “aperi-cena”
Se hai abbastanza fame, ti proponiamo qualche fetta di Frico e polenta con un bicchiere di Cabernet Sauvignon IGT. Trovi la video ricetta del Frico alla carnica con i semi di zucca preparato dalla chef Lorena De Sabata sul nostro sito! Se invece preferisci non cucinare, puoi scegliere il frico già pronto, preparato dai nostri produttori.

Un consiglio in più…
Mi raccomando, ricordati di servire il vino alla giusta temperatura per degustarlo al meglio.
In generale, i rossi vanno serviti a temperatura ambiente o leggermente freschi e i bianchi vanno tenuti al fresco prima di essere serviti e, una volta aperti, andrebbero mantenuti nel ghiaccio.
Per scoprire di più sulle temperature di servizio dei vini e sulla scelta dei calici, visita il sito di uno dei nostri produttori qui!

Alla fine, non esiste una regola precisa, il miglior vino da aperitivo è quello che preferisci tu! Adesso sai tutto quello che serve per creare degli aperitivi tradizionali con i vini friulani davvero invidiabili. Cin cin!

Sutrio

Il caratteristico borgo montano di Sutrio sorge nella Valle del But, nella Carnia, ai piedi del Monte Zoncolan.
È uno degli insediamenti più antichi della Carnia e uno dei primi luoghi abitati della Valle del But, il cui nome viene citato per la prima volta in un documento del 1300.

Un luogo di incontro fra tradizione e natura, in cui è possibile sentirsi immersi nella storia camminando tra le case in pietra del centro storico. Le stradine lastricate sono ricche di laboratori di lavorazione del legno, un’attività diffusa e radicata nella tradizione del paese, nota in tutta la regione.

Questo piccolo borgo ospita eventi di interesse culturale, quali “Borghi e Presepi”, durante il periodo natalizio, in cui è possibile apprezzare appieno la bellezza delle opere intagliate in legno grazie ai diversi presepi artigianali esposti nel borgo.

Per gli appassionati di trekking, Sutrio offre escursioni e passeggiate panoramiche e percorsi che conducono alle vicine cime e agli alpeggi e, nel periodo invernale, è apprezzato per l’esteso comprensorio sciistico conosciuto in tutta la regione.

Le Latterie Turnarie

Hai mai sentito parlare delle latterie turnarie? Leggi l’articolo per scoprire di più su questa antica tradizione friulana!

La storia delle Latterie Turnarie

Le latterie turnarie sono un sistema di gestione del latte e della lavorazione di prodotti caseari nato verso la fine dell’ottocento e presente soprattutto nelle zone del Friuli, del Trentino, del Veneto e della Slovenia.
Un tempo erano molto diffuse e rappresentavano una forma efficiente ed economica di gestione del latte, particolarmente adatta alla produzione su piccola scala degli allevatori friulani.

Questo sistema è stato istituzionalizzato con la prima latteria a Collina di Forni Avoltri nel 1880 e, da allora, si è diffuso su tutto il territorio.

Ma come funzionavano esattamente?
Le latterie turnarie si basavano sulla caseificazione collettiva, ovvero ogni famiglia di allevatori, socie della latteria, portava il proprio latte che poi veniva lavorato e trasformato in formaggio. Ogni socio manteneva la proprietà del prodotto finito per stagionarlo e commercializzarlo in proprio.
Con questo sistema, il credito o il debito di latte delle famiglie nei confronti della latteria, veniva annotato ogni giorno su un libretto, chiamato “libretto del latte”, che veniva conservato con cura.

Il nome “turnarie” deriva dal fatto che le famiglie, a turno, conferivano il latte al caseificio, in un giorno specifico della settimana che veniva assegnato ad ognuno dei soci. Chi portava una quantità maggiore di latte, aveva a disposizione più giornate nell’arco della settimana per portarlo in struttura.

Come si svolgeva una giornata tipo in una latteria?
La giornata di lavoro iniziava prima dell’alba, quando il socio di turno arrivava in latteria e portava la legna per accendere il fuoco, che scaldava l’acqua utilizzata per le pulizie e per la cottura del formaggio. Una volta acceso il fuoco, il casaro iniziava a scremare il latte della sera, che era stato lasciato a riposare per tutta la notte nelle bacinelle apposite. Al mattino, si era formato uno strato superficiale più denso, dovuto all’affioramento della panna del latte.

In seguito, la panna veniva trasferita in una piccola botte di legno, la zangola, con cui si agitava la panna, per consentire la separazione della parte liquida da quella grassa e dare origine al burro. Nel frattempo , il casaro si occupava di rimuovere dalla pressatura il formaggio della sera prima, per poi disporlo nella salamoia per la salatura.

A questo punto cominciava la consegna del latte appena munto da parte dei soci della latteria, che doveva essere il più “pulito” e privo di impurità possibile. Il latte veniva pesato e versato nella caldaia di rame, insieme al latte scremato della sera. Dopo aver aumentato il fuoco, veniva aggiunto il caglio, fondamentale per consentire il processo di coagulazione.

Il momento della consegna del latte aveva un forte valore sociale e rappresentava un momento di condivisione e di scambio per i soci, spesso numerosi, che si recavano alla latteria.

Dopo una breve pausa, si giungeva al momento della giornata della produzione del formaggio, quando il casaro procedeva con il taglio e la cottura della cagliata. A questo punto, il latte si presenta come un agglomerato compatto immerso nel siero.
Con le tele utilizzate per raccogliere la cagliata, il casaro estraeva le forme di formaggio per poi collocarle negli stampi per la pressatura, che durava fino al mattino seguente, per poi essere posto nelle vasche della salamoia. Le forme venivano poi ripetutamente girate, per far espellere il siero residuo.

Per completare la fase di salatura delle forme, grani di sale grosso venivano distribuiti sulla superficie del formaggio, che da quel momento era pronto per cominciare la stagionatura.

storia latteria sociale turnaria di lavariano
Latteria Sociale Turnaria di Lavariano

Latterie Turnarie e Latterie Sociali

Se hai sentito parlare delle latterie turnarie, avrai sicuramente sentito anche parlare delle latterie sociali, ma qual è la differenza?

Nel corso del tempo la latteria turnaria si è trasformata in latteria sociale, che differisce dalla prima in quanto il socio, anziché ritirare il suo formaggio riceveva un compenso in denaro proporzionale al latte portato in latteria o al prodotto finito lasciato al casaro da commercializzare. Scopri di più.
Dunque, la latteria sociale, invece di effettuare un servizio di lavorazione da parte dei soci, come nel caso della turnaria, acquista il latte o i prodotti caseari finiti.

Purtroppo, questo sistema sta progressivamente scomparendo e il numero di latterie turnarie in Friuli è sempre minore, per fortuna, però, ce ne sono ancora! Per questo è molto importante sostenere le piccole realtà che si impegnano a mantenere viva la tradizione delle latterie turnarie e sociali friulane.

I nostri produttori

Scopri di più su alcune delle latterie turnarie e sociali che fanno parte del progetto di Fattorie Friulane. Ognuna di loro ha una storia di passione e di tradizione che vale la pena scoprire.

  • La Latteria Sociale di Castions di Strada si trova nel cuore del paese ed è una delle latterie turnarie più antiche del Friuli.
    È nata nel 1902 per volere della comunità castionese e la sua storia accomuna le famiglie di più generazioni, rimanendo un punto di riferimento costante nel tempo.
    Essendo una Latteria Sociale, è composta da soci che hanno piccoli allevamenti a Castions di Strada e nei paesi vicini. Il loro obiettivo è quello di riproporre i sapori di una volta, mantenendo uno stretto rapporto tra gli allevatori e gli animali, senza l’utilizzo di allevamenti intensivi che, purtroppo, oggi sono sempre più comuni.
    Assaggia sul nostro sito i buonissimi formaggi “di una volta” della Latteria Sociale di Castions di Strada.

 

  • Un’altra latteria sociale che vogliamo presentarti è quella di Talmassons, un caseificio storico nato nel 1928.
    Inizialmente, i soci, gli agricoltori del paese, conferivano il latte e, a turno, producevano il formaggio, che restava di loro proprietà. Dal 1981 la cooperativa diventò un caseificio sociale e passò alla vendita diretta dei prodotti caseari da parte della cooperativa.
    Oggi, è una realtà ben affermata e molto richiesta per l’ottima qualità dei suoi formaggi, tra i quali si può trovare il tradizionale Latteria.
    Non è tutto… nel 2011 hanno anche aperto la gelateria, che prepara ottimi gelati con il latte dei produttori locali.
    La produzione artigianale della Latteria Sociale di Talmassons è affidata completamente a casare donne, che lavorano in modo tradizionale, nell’assoluto rispetto delle normative igienico-sanitarie.
    Sul nostro sito puoi assaggiare i loro gustosi prodotti!

 

  • Anche la storia della Latteria Sociale di Cividale e delle Valli del Natisone è molto interessante da scoprire. È nata nel 1924 come latteria turnaria e attualmente è costituita da 40 soci che conferiscono il loro latte in caseificio. Giornalmente sono lavorati circa 200 quintali di latte, trasformato in formaggi freschi e stagionati, tra cui il Montasio DOP tradizionale, il Latteria e diversi altri formaggi tutti prodotti a latte crudo.
    Tra i loro prodotti ci sono anche salumi, vini, biscotti e dolci e sul nostro sito puoi trovare il buonissimo Nestri “frico” prodotto con le patate e i loro formaggi freschi!

 

  • Ti presentiamo anche la Latteria Sociale Turnaria di Lavariano, che nasce nel 1922, quando alcuni dei contadini di Lavriano, abituati dall’inizio del ‘900 a portare il latte al paese vicino di Risano, hanno deciso di creare una propria latteria.
    La sua storia ebbe una svolta quando, a seguito della Seconda Guerra Mondiale, in un contesto in cui la situazione agricola risultava molto grave, la latteria si impegnò per aiutare i contadini locali, acquistando per loro alcune delle macchine agricole e determinando così la nascita della società agricola.
    La latteria venne trasformata in Società Cooperativa, composta dagli allora 182 soci, che costituivano quasi tutte le famiglie del paese di Lavariano.
    Uno dei prodotti di punta è il Montasio DOP, per il quale la latteria ha ricevuto anche l’elogio dal Consorzio Montasio per la cura e la realizzazione di un prodotto di ottima qualità.
    Oggi vengono lavorati ogni giorno circa 25 quintali di latte e la latteria ha ampliato la gamma dei loro prodotti, introducendo formaggi come caciotte, formadi frant, Mentalino e molti altri!
    Assaggia i formaggi prodotti con passione, amore per la tradizione e consapevolezza della latteria!

 

  • La storia della Latteria Turnaria di Campolessi, che riveste un ruolo sociale ed economico fondamentale per il sostegno alla comunità, comincia nel 1908.
    Infatti, nel corso del tempo la latteria si impegna ad aiutare la comunità, attraverso, ad esempio, prestiti di attrezzi a costi contenuti e l’elargizione di fondi da parte della latteria a uso delle “istituzioni parrocchiali” per aiutare a costruire la chiesa.
    Nel 1926 viene inaugurato il nuovo caseificio, a seguito della ristrutturazione della struttura.
    Attualmente, i soci conferitori sono 15 e provengono da Gemona e dai comuni limitrofi e la quantità di latte lavorata giornalmente è di circa 20 quintali.

 

  • Scopriamo anche la storia del Caseificio sociale Alto But, che nasce nel 1969 dalla fusione delle piccole latterie della Val But.
    Giornalmente, nel periodo da dicembre a giugno, vengono lavorati 115 quintali di latte, mentre, da luglio a novembre, circa 60 quintali, in quanto la maggior parte del bestiame sale sulle malghe.
    Per la lavorazione del formaggio, il caseificio sociale Alto But utilizza tecniche moderne, mantenendo intatto il rispetto delle antiche tradizioni.
    Assaggia i formaggi Alto But sul nostro sito!

 

  • Ti presentiamo anche la Latteria Sociale di Coderno, fondata nel 1889 che nasce come Cooperativa turnaria nel 1932 per tutelare, coordinare e sviluppare l’attività zootecnica locale.
    Il decennio degli ‘80 fu un periodo di crisi per la latteria, così come per il settore agricolo e lattiero-caseario in generale. Per uscire da questo momento di crisi, la latteria decise di interrompere la monoproduzione standard di Montasio e di sfruttare anche nuovi spazi di mercato, creando nuove prospettive.
    Nel 1990, infatti, ci fu una ristrutturazione totale dello spaccio della sede sociale e, a seguito, ci fu l’inaugurazione di nuovi punti vendita che permisero il potenziamento dell’attività.
    La gamma dei prodotti attuali è costituita sia dal formaggio Montasio, che dai formaggi tipici del Caseificio di Coderno, come il Latteria, ma anche diversi altri formaggi come mozzarelle, caciotte, ricotta affumicata e altri prodotti.
    Tutti i loro prodotti sono caratterizzati dall’ottima qualità, dalla loro tipicità e dalla genuinità. Li trovi sul nostro sito, insieme al Frico friulano in varie versioni.

 

  • Concludiamo la storia parlando delle latterie di Fagagna Borgo Paludo e Borgo Riolo.
    L’antica tradizione del formaggio di Fagagna nasce alla fine del 1800, quando alcuni dei soci fondatori si unirono a formare la prima latteria. La tradizione fu tramandata di padre in figlio e ora sopravvive grazie a queste due latterie cooperative, che sono fortemente inserite nel tessuto del paese.
    Il latte che arriva giornalmente dalle stalle è soggetto a rigidi e costanti controlli sanitari, per assicurare la freschezza del prodotto. Un aspetto particolare del formaggio di Fagagna è anche la specifica alimentazione delle mucche, data dalle varie essenze di erbe presenti nel fieno e nei prati circostanti Fagagna, che conferiscono al prodotto un gusto inconfondibile e riconoscibile.

latteria di fagagna borgo paludo
Produzione del formaggio Latteria Borgo Paludo

latteria pri
Formaggio Latteria Pezzata Rossa Italiana

Il formaggio Latteria

Il Latteria si chiama così perché è proprio il formaggio che deriva dalla tradizione delle latterie turnarie e sociali.

Sul nostro sito puoi trovare diversi formaggi Latteria, dai più freschi ai più stagionati! Eccone alcuni:

  • il Fagagna fresco di Borgo Paludo, un formaggio dolce e morbido che ricorda il profumo del latte
  • il Latteria 6 mesi di Latteria Sociale di Talmassons, un mezzano prodotto con latte crudo, che ne caratterizza il sapore di nocciola nelle brevi stagionature e più deciso nelle medie
  • il Latteria PRI di La Fattoria di Pavia, prodotto con il latte di Pezzata Rossa Italiana
  • il Latteria stagionato 12 mesi di Azienda Agricola Li.Re.Ste, un formaggio più stagionato molto versatile.

Adesso che conosci la storia delle latterie turnarie e sociali non ti resta che provare questo tradizionale formaggio friulano!

L’importanza dell’educazione alimentare

Il 26 maggio 2023 Fattorie Friulane ha partecipato alla Festa della Scuola Primaria Battisti di Sozzigalli: una bellissima occasione di educazione alimentare!

cuori per articolo educazione alimentare

L’evento

Il 26 maggio abbiamo contribuito alla lotteria per la Festa della Scuola Primaria Battisti di Sozzigalli, a tema rispetto per l’ambiente!
Questa opportunità ci ha permesso di condividere l’obiettivo di Fattorie Friulane, ovvero portare sulle tavole di tutti gli ottimi prodotti del territorio friulano, direttamente dai produttori, ad un giusto prezzo!

Ringraziamo molto la scuola primaria Battisti di Sozzigalli per averci coinvolto nella loro Festa della Scuola di quest’anno e siamo grati di aver contribuito a questa giornata e di aver potuto condividere i valori di Fattorie Friulane

Il tema della festa è stato la cura per l’ambiente, in riferimento all’Agenda 2030 e il ricavato della sottoscrizione a premi servirà a finanziare progetti e iniziative, quali la sperimentazione Montessori.

È bellissimo poter sostenere le generazioni più giovani, condividendo la nostra filosofia, basata sull’approccio “dalla terra alla tavola”, affinché comprendano fin da piccoli l’importanza di supportare le piccole realtà e di scegliere la propria alimentazione in modo più consapevole.

cuori per articolo educazione alimentare

L’educazione alimentare

L’educazione alimentare rappresenta un passo fondamentale verso un approccio diverso all’alimentazione, guidato da scelte consapevoli ed etiche, sia verso le persone, che verso l’ambiente e gli animali.

È un vero e proprio strumento di prevenzione a tutela della salute e un mezzo fondamentale per fare scelte più sostenibili.

Uno sviluppo sostenibile è possibile solo attraverso il cambiamento, che avviene attraverso le piccole azioni quotidiane di tutti noi, come ad esempio la scelta di dove fare la spesa. Basterebbe abituarsi a scegliere, quando possibile, di acquistare dai piccoli produttori, dai produttori locali e sostenere le aziende che ogni giorno si impegnano per fornire prodotti genuini e di qualità. Per questo, è importante aiutare i bambini, fin da piccoli, a fare scelte più consapevoli!

malga montasio alpeggio
Mucche Malga Montasio

I nostri valori

L’obiettivo di Fattorie Friulane è quello di portare prodotti artigianali, genuini, unici e ricchi di tradizione, dalle piccole aziende del nostro territorio, ad un prezzo che sia giusto sia per il consumatore che per il produttore.

A proposito del prezzo, vale la pena fare un approfondimento per capire perché è importante acquistare dai piccoli produttori del territorio e non solo dalla grande distribuzione.

Scegliere i piccoli produttori è importante, perché significa fare una scelta più etica e consapevole. Inoltre, in termini di rapporto qualità-prezzo ne vale davvero la pena.

Ma costa davvero di meno acquistare direttamente dai produttori? È più conveniente?
Accorciare il percorso della distribuzione consente sicuramente di tagliare alcuni costi, però spesso i prezzi offerti al consumatore dalla grande distribuzione per attirarlo vengono determinati senza tener conto dei costi effettivi di produzione.

Questo tipo di marketing, che si basa sui prezzi aggressivi, ricade direttamente sulle spalle dei produttori. La conseguenza è che i grandi distributori non sono incentivati a mantenere alta la qualità dei loro prodotti alimentari e, spinti dalla pressione economica, sono costretti a fare compromessi per continuare ad essere presenti sugli scaffali.

Quindi, la risposta è sì, l’acquisto diretto dai produttori conviene al consumatore anche in termini di prezzo, escludendo la logica delle offerte sottocosto. Soprattutto, conviene per la qualità dei prodotti.

Il nostro obiettivo

Noi crediamo di poter fare la nostra parte per un nuovo sistema, fondato sull’idea di una migliore qualità di vita, in cui agricoltori e consumatori si trovano sullo stesso fronte e con lo stesso scopo: sostenersi a vicenda e riconoscere reciprocamente l’importanza del loro ruolo.

Inoltre, la qualità dei prodotti deriva anche dal rispetto per l’ambiente, le risorse naturali e gli animali.

La nostra rete di produttori del Friuli- Venezia Giulia è un esempio di un’economia possibile, che nasce da piccole realtà di territori considerati da molti periferici e che, attraverso l’aggregazione, creano una nuova offerta di cibo di qualità per tutti i consumatori italiani.

I produttori del progetto di Fattorie Friulane si impegnano quotidianamente per mantenere vive le tradizioni, senza però avere la possibilità di arrivare sulle tavole di tutti gli italiani attraverso i consueti canali della grande distribuzione.

Sul nostro sito abbiamo una sezione dedicata ad ognuno dei produttori, così puoi scoprire la loro storia, il territorio da cui provengono e la filosofia dell’azienda, perché c’è una storia unica dietro ogni prodotto e vale la pena di scoprirla!

montasio 6 mesi
Montasio DOP

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Prosciutto di San Daniele

Il nostro negozio online

Scegli di contribuire alla creazione di un sistema basato sulla qualità e sul rispetto… dei produttori, dell’ambiente e degli animali!

Trovi qui tutti i nostri prodotti, tra cui formaggi e salumi tipici friulani, come il Montasio DOP e il Latteria, birre artigianali e vini tradizionali, la carne di Pezzata Rossa Italiana, diversi tipi di Frico, dolci e tanto altro!

Divertiti a scoprire i tanti sapori unici della tradizione friulana direttamente dai produttori!